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Comunicato Stampa

Prg di Roma, Agro Romano e nuovi vincoli Ministeriali:

quando non si ascoltano le Associazioni Ambientaliste…...

On Alemanno, ma Lei non doveva “cambiare” il Prg di Roma?

On. Montino non è il caso di smetterla di difendere l’'indifendibile?

Legambiente Lazio esprime il suo totale appoggio al Decreto di vincolo del Ministero per i Beni e le attività culturali che estende il vincolo 1497/39, al livello di totale inedificabilità, su circa 2.700 ettari del quadrante Ovest della Capitale, il quadrante urbano più interessato dalle trasformazioni previste dal nuovo Prg –ben 22 milioni di mc, pari ad 1/3 del totale del dimensionamento totale-. In una situazione nella quale –come esposto nel nostro Rapporto, presentato martedì scorso, nell’ambito della presentazione delle proposte della nostra Associazione sulla Legge per la casa della Regione Lazio- il consumo di suolo nella nostra Regione dagli anni 1990 al 2005 ha divorato ulteriori 225.600 ettari, l’atto del Ministero rappresenta una razionalizzazione delle previsioni del nuovo Prg . E soprattutto rappresenta la speranza vera per la salvaguardia dell’Agro Romano e per la formazione di una vera Rete Ecologica, rappresentata dai Parchi Regionali –nel caso specifico Decima Malafede e Appia Antica– e l’Agro Romano contiguo al perimetro delle aree di pregio.

 
In realtà quel vincolo per noi di Legambiente non rappresenta nulla di nuovo: infatti le previsioni edificatorie “colpite” dal Decreto sono state tutte osservate dalla nostra Associazione- poiché nuovi interventi edificatori ricadenti in contesti agricoli -in sede di Osservazioni al nuovo Prg– Cecchignola Ovest, Colle delle Gensole, Prato Smeraldo, Tor Pagnotta, La Mandriola Est e La Mandriola Ovest, Paglian Casale, solo per citare gli interventi di maggior peso-. Ulteriori osservazioni sono state presentate alla Regione Lazio in sede di presentazione del Dossier “Il nuovo Prg e il Ptpr Regionale”, dove quelle stesse previsioni edificatorie sono state assentite, in quanto considerate compatibili con le esigenze di tutela paesaggistica. Inoltre, quel Decreto rappresenta la “pietra tombale”, almeno in quel quadrante urbano, per lo sciagurato Bando per il reperimento di ulteriori aree di Riserve per l’Housing sociale” , primo, e finora unico atto urbanistico della Giunta guidata dall’On. Alemanno. Davanti a ciò quali sono state le reazioni del Governo Capitolino e del Governo Regionale? Il Sindaco Alemanno ha dichiarato che il Decreto del Ministero “è un attacco al Prg di Roma” e l’On Montino, invece, pure.

In merito a ciò il Presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, ha dichiarato quanto segue: “Quando non si ascoltano gli ambientalisti, chi governa si trova ad obbedire al Ministero. E’ questa la morale di questa storia: le nostre Osservazioni al PRG sono state ignorate dalla maggioranza Capitolina che votò il nuovo PRG e sono state altrettanto ignorate in sede di ulteriori osservazioni al PTPR adottato dalla Giunta Regionale. Ora arriva un Decreto Ministeriale che di fatto coincide con le osservazioni avanzate a suo tempo dagli ambientalisti: davanti a ciò, il Sindaco Alemanno –colui che doveva cambiare il Prg, a sentire i proclami elettorali– dichiara che il Decreto “è un attacco al Prg”. Al di là del fatto che da oggi, quindi, il PRG non è più del solo Veltroni ma anche di Alemanno, cosa intende il Sindaco per cambiamento del piano? L’aggiunte di nuove cubature?

Dal canto suo, il responsabile territorio Mauro Veronesi ha dichiarato quanto segue: “I nodi –anzi i metri cubi– vengono al pettine. Aver ignorato le Osservazioni delle Associazioni Ambientaliste al PRG di Roma e aver ignorato le osservazioni al Ptpr regionale in relazione alle trasformazioni previste dal Prg di Roma ha prodotto questa situazione. Al di là delle piccole e mediocri ipocrisie di quelle forze politiche che nelle maggioranze votano di tutto per poi esultare davanti ad atti del Ministero che sconfessano anche il loro voto, resta il fatto che il Decreto del Ministero rappresenta un buon punto di partenza per evitare il dannoso housing sociale in Agro romano e per evitare altrettante dannose trasformazioni urbaniste ricadenti in contesti agricoli. Né vale la motivazioni che quelle trasformazioni ospiteranno le compensazioni di TorMarancia: in tempi non sospetti Legambiente Lazio aveva sostenuto che non era il caso di spostare cubature da aree parco per farle atterrare in contesti agricoli, e con dimensionamento triplicato Ora a dire questo è il Ministero. Per gli ambientalisti romani è un sicuro riconoscimento.”

Roma, 19 Giugno 2009





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