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Comunicato Stampa (in allegato il
dossier completo)
RIFIUTI A ROMA: PORTA A PORTA PER 1,2
MILIONI DI CITTADINI ENTRO 2011, PIÙ SPAZZAMENTO CON LIVELLI MINIMI DI SERVIZIO
DA RISPETTARE, ORDINANZA ANTI VOLANTINI E RIDUZIONE USO ACQUA IMBOTTIGLIATA, NO
A NUOVI INUTILI IMPIANTI DI INCENERIMENTO, AUMENTO DELL’ECOTASSA REGIONALE A 25
EURO TONNELLATA.
Raccolta differenziata
pertinenziale porta a porta per 1,2 milioni di romani entro il 2011 per
raggiungere l’obiettivo del 45% di raccolta differenziata, politiche di
riduzione dei rifiuti a partire da un’ordinanza anti volantini e dalla riduzione
dell’uso di acqua imbottigliata con l’obiettivo del 10% di immondizia in meno
entro il 2015, più spazzamento per avere Roma più pulita definendo livelli
minimi di servizio da rispettare, no a nuovi inutili impianti di incenerimento,
sì alla nuova discarica pubblica per chiudere finalmente Malagrotta ma solo per
i residui della lavorazione della differenziata e con un percorso trasparente e
partecipato nelle scelta del sito, aumento dell’Ecotassa regionale e 25 Euro
tonnellata per sfavorire l’uso della discarica e ottenere nuovi proventi da
reinvestire. Sono questi i punti salienti di una articolata
proposta presentata da Legambiente Lazio nel corso dell’incontro “Il nuovo
contratto di servizio per la gestione dei rifiuti a Roma: osservazioni e
proposte”, momento di confronto tra istituzioni e cittadini in vista della
definizione del “nuovo contratto di servizio” tra Comune di Roma e AMA
S.p.A.”.
Nella Capitale la
produzione di rifiuti è cresciuta incontrollata, passando da 1.593.154
tonnellate del 2003
a 1.746.612 tonnellate del 2007, con un assurdo incremento
+10,7% in quattro anni, portando la produzione pro-capite da
627 a 649
kg/abitante/anno, in assenza di politiche di prevenzione e riduzione della
produzione di rifiuti. La raccolta
differenziata è cresciuta nel tempo dal 5,7% del 2001 fino al 16,9% del 2007
(nel 2008 al 19,5% e nel primo trimestre 2009 al 21,4% secondo recenti dati
AMA), ma con il sistema attuale non riesce a sfondare il muro del
20%. La discarica di Malagrotta continua a crescere e i cittadini inutilmente
pagano ben oltre 100milioni di Euro all’anno
per vedere sotterrata la stragrande parte dei propri rifiuti o forse
inceneriti nel nuovo gassificatore, sempre scientificamente posizionato a
Malagrotta e affidato ad una gestione tutta privata. Anche sulla pulizia della
città non si riesce a garantire la qualità necessaria: Roma è sporca per contratto, visto che sono ben 2.249
(il 22% del totale, una su cinque) i tratti stradali puliti una sola volta al
mese (cosiddetti in classe E). Eppure le costanti “sperimentazioni” sulla
raccolta “porta a porta” danno tutte risultati eccellenti che superano il 60% di
raccolta differenziata, mentre ben il 52% dei rifiuti che
attraversano le isole ecologiche romane sarebbe potenzialmente
riusabile.
“Roma
può vincere la sfida per una moderna gestione dei rifiuti, lo dimostrano i
quartieri dove la differenziata supera il 60%, bisogna investire con convinzione
allargando a 1,2 milioni di romani questo sistema per arrivare al 45% di
riciclaggio entro il 2011 e poi continuare su questa strada -dichiara
Lorenzo Parlati,
presidente di Legambiente Lazio-. Il contratto di servizio tra Comune e AMA deve
fare scelte coraggiose, non è su un altro inceneritore, o impianto di
smaltimento che dir si voglia, che deve puntare lo sforzo, vanno fissati
obiettivi e tempi su riduzione, riuso e riciclaggio. Anche sulla nuova discarica
pubblica, scelta giusta vista l’impatto ambientale di Malagrotta dove oggi
paghiamo anche oltre 100 milioni di Euro per seppellire la nostra immondizia,
chiediamo un dibattito più aperto e trasparente, sventando l’ennesima proroga.
Per battere la discarica chiediamo anche l’aumento a 25 Euro per tonnellata, il
massimo possibile, dell’Ecotassa regionale.”
Raccolta differenziata. Puntare su un
modello di gestione dei rifiuti imperniato sulla raccolta differenziata porta a
porta, che ha fatto registrare una percentuale del 61% nei quartieri capitolini
dove è stata finora applicata, con l’obiettivo di estendere questa modalità di
raccolta a un numero di abitanti pari a 1.211.097 entro la fine del 2010 e pari
a 2.123.106 entro la fine del 2011, in modo da raccogliere in
maniera differenziata e avviare a riciclaggio, con una stima effettuata a parità
di produzione di rifiuti, una quantità pari a 1.047.967 tonnellate nel 2011 e
1.135.298 tonnellate nel 2012. Tariffa
rifiuti. Sistemi di incentivazione economico-finanziario per i
cittadini, con la progressiva modifica delle modalità di calcolo della parte
variabile della Ta.Ri. L’impegno del cittadino a contenere la produzione dei
propri rifiuti, e dunque a non inquinare, può essere incentivato restituendo al
cittadino virtuoso il risparmio economico ottenuto in termini di mancati costi
ambientali, in altre parole introducendo un sistema di sgravio fiscale nel
calcolo della parte variabile della Tariffa sui Rifiuti attraverso il calcolo
puntuale, volumetrico o indiretto. Spazzamento. A garanzia del decoro urbano,
puntare sì su oggettivi indicatori di risultato, mantenendo la definizione
strada per strada delle “frequenze minime” di spazzamento, che potranno essere
incrementate per raggiungere il risultato fissato della pulizia della città.
Incenerimento. Roma non ha davvero
bisogno di altri inceneritori. La realizzazione di nuovi impianti di
valorizzazione del CDR e di valorizzazione del rifiuto tal quale, i cui tempi
tecnici di realizzazione non si esauriscono in quelli di durata del Contratto di
Servizio, non rappresenta la soluzione al problema rifiuti a Roma. Ecotassa. Può essere una forte leva fiscale
da utilizzare per finanziare il processo di domiciliarizzazione della raccolta
differenziata nel Lazio, innalzando l’ammontare del tributo a 25Euro/tonn,
creando allo stesso tempo un meccanismo di
incentivi.
“La definizione del contratto di servizio è
un momento strategico per la gestione dei rifiuti nella nostra città che deve
partire dal presupposto che gli elementi fondamentali al centro di tutto sono il
cittadino e la qualità del servizio che gli è reso –dichiara Cristiana
Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Già dalle linee guida deve emergere,
quindi, con più chiarezza la strategia su cui l’Amministrazione comunale vuole
puntare, che secondo Legambiente deve passare necessariamente attraverso la
differenziata da un lato e il decoro della città dall’altro. Sullo spazzamento,
l’idea di pulire di più è certamente l’unica possibile visto che ancora oggi
abbiamo tante strade spazzate una sola volta al mese, ma nel nuovo modello va
definito un livello minimo di servizio verificabile attraverso frequenze di
spazzamento garantite. Bisogna puntare sull’educazione e la sensibilizzazione
dei cittadini da una parte e sul rispetto degli standard di qualità stabiliti
per l’azienda e in caso contrario intervenire con sanzioni che non ricadano
sulle spalle dei cittadini. Positiva, invece, la bonifica delle discariche
abusive individuate via satellite e la diffusione delle isole
ecologiche.”
Hanno partecipato, tra gli
altri: Fabio De
Lillo, Assessore Ambiente Comune di Roma; Paolo Giuntarelli,
Direttore Dipartimento X del Comune di Roma; Franco Panzironi,
Amministratore delegato AMA. Associazione Abitanti Centro Storico; Associazione
Ananke; Associazione Area Verde Largo Preneste; Associazione Consortile Recupero
Urbano Giustiniana VIII; Associazione Tracce per la Cultura e l'Informazione;
Comitato Malagrotta; Comitato Pietralata; Comitato di Quartiere Tor de' Cenci;
Comitato di Quartiere Verderocca; Gruppo cittadini; Prometeo
Ricerca.
Roma, 13
Luglio 2009
legambiente.comunica@email.it
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