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APPIA ANTICA: DICIAMO NO AL PARTITO PRO CEMENTO. RISCHIO NUOVO BLITZ OGGI IN CONSIGLIO REGIONALE. Si profila oggi un nuovo colpo di mano, nel corso dell'ultimo Consiglio della Regione Lazio, per tentare di aprire la strada ad un colata di cemento nelle splendide aree della campagna romana comprese tra Roma e Marino, parte del nuovo perimetro del Parco dell'Appia Antica. E' comparso infatti un nuovo ordine del giorno, il cui risultato sarà invece quello di realizzare cemento in quelle aree. “Diciamo no al partito del cemento nelle aree dell'Appia Antica. Nell'ultimo Consiglio regionale, e in piena campagna elettorale, sarebbe assurdo dare il via libera al cemento nelle aree del Divino Amore e di Mugilla, con una trasversalità cieca e sbagliata, che non può che portare male a chi la propone -afferma Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria Nazionale di Legambiente-. Giù le mani dal Parco dell'Appia Antica, le splendide aree di campagna dei castelli romani comprese nei 120 ettari del Divino Amore e dell’ambito archeologico di Mugilla, il cui pregio è riconosciuto a livello mondiale, vanno salvate dall’incubo di un milione di metri cubi di cemento. Il partito del cemento non si arrende e ci riprova, dopo che due settimane fa aveva deciso di ritirare un ordine del giorno che aveva in sostanza lo stesso obiettivo, ma se qualcuno pensa di mediare sulla pelle dei cittadini si sbaglia di grosso, torniamo a chiedere con forza che queste aree vengano salvaguardate e vincolate al più presto, aprendo il parco ai cittadini.” La proposta parla “di ridurre di almeno il 60% le previsioni volumetriche previste dal Prg del Comune di Marino nelle aree denominate Divino Amore, Muggilla e Mezzamagna e di adeguarle nella tipologia e nella localizzazione in modo più rispondente alla finalità di tutela del patrimonio; di salvaguardare ed acquisire al patrimonio pubblico, per la sua rilevanza archeologica e paesaggistica, l'area di Mugilla in modo da consentirne il futuro inserimento nel parco dell'Appia Antica; di consentire il recupero degli standard urbanistici anche per la popolazione già residente”, nonché di favorire “la mobilità del quadrante.” “Ma quale riduzione del cemento, oggi quelle cubature sono tutte ferme, basta blitz pro cemento -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Approvare quell'ordine del giorno significherebbe dare il via al 40% delle cubature in quelle aree, ossia circa un milione di inutili metri cubi, di nuove case e centri commerciali. Quell e cubature sono ferme, come ha più volte confermato il TAR di fronte a diverse richieste, in attesa della definizione del Piano di Assetto del Parco dell'Appia Antica. L'ordine del giorno di oggi è indecente, proprio nell'ultimo Consiglio è stato approvato il piano paesistico dell'Appia antica e oggi si torna a discutere del cemento.” Roma, 24 Febbraio 2010 |
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