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DI VICO, IL CASO DEL SITO MILITARE DISMESSO ARRIVA IN PARLAMENTO GRAZIE
A INTERROGAZIONE REALACCI, SU SEGNALAZIONE LEGAMBIENTE. LEGAMBIENTE: FARE CHIAREZZA. Arriva in Parlamento la battaglia intrapresa da Legambiente riguardo al sito militare dismesso sul Lago di Vico nel Comune di Ronciglione (Vt), grazie ad una interrogazione che Ermete Realacci su segnalazione dell'associazione ambientalista, ha inoltrato ai ministri La Russa e Prestigiacomo. Le richieste sono molto precise: disporre campionamenti all’interno del sito militare dismesso, visto il grave superamento nei sedimenti del lago della soglia di contaminazione per i parametri di Arsenico, Nichel e Cadmio, elementi chimici cancerogeni e particolarmente nocivi per la salute umana; ordinare la rimozione degli ordini bellici presumibilmente interrati, affinché si possa dare seguito ad una efficace azione di bonifica dell’area contaminata, antistante le acque lacustri per preservare le vicine produzioni agricole e la salute pubblica. Il sito militare durante la seconda guerra mondiale fu sede di “un impianto per la produzione e il deposito di ordigni a caricamento speciale”, atto alla produzione di armi chimiche. Secondo quanto appreso da Legambiente, grazie al lavoro del Circolo Lago di Vico, anche l'Esercito, nel marzo scorso, ha eseguito un'indagine geofisica commissionata dal ministero della Difesa, su campioni di terreno del sito prelevati in superficie e in profondità, evidenziando concentrazioni di arsenico superiori ai limiti di legge, così come già riscontrato nel centro del lago. Nello stesso rapporto si annuncia una futura e più approfondita analisi, che vada a rilevare la eventuale presenza di altri elementi come il nichel e il cadmio, anche al fine di verificare le eventuali correlazioni tra le due contaminazioni. Il rapporto rileva inoltre che sono state individuate “masse anomale interrate”, e che le operazioni di bonifica che verranno avviate saranno precedute dalla rimozione di “eventuali ordigni inesplosi o altri residuati bellici pericolosi”. “Sul Lago di Vico è il momento di fare chiarezza ai cittadini e alle Amministrazioni, chiediamo che il sito militare dismesso sia aperto e sia affidato un serio monitoraggio dell'area –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dopo la crisi prodotta dal diffondersi dell’alga rossa, evidenziata dalla campagna di Legambiente Goletta dei Laghi, ora il pericolo arriva anche dall'arsenico e dai metalli pesanti nei sedimenti, che vanno monitorati con precisione, anche valorizzando le competenze dell'Università della Tuscia. E’ dunque indispensabile aprire una nuova stagione in cui tutti, secondo competenza e responsabilità, diano il proprio contributo alla risoluzione di un problema serio che ha cause e tempi diversi, ma che sta mettendo a rischio l’equilibrio di un ecosistema, la salute dei cittadini, l’economia locale. Ci muoveremo anche da subito con gli Enti coinvolti per essere presenti al prossimo tavolo convocato dalla Regione sul tema.” Il Lago di Vico vanta il primato di altitudine tra i grandi laghi italiani, con i suoi 507 metri sul livello del mare. Per le sue peculiari caratteristiche naturali, il comprensorio Vicano, un territorio ricco di diverse specie vegetali e di ambienti diversissimi fra loro, dal 1982 risulta area naturale protetta, mentre al 2005 è stata inserita nell'elenco dei siti di interesse comunitario (SIC). Roma, 20 maggio 2010 |
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