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Ecomafie, riprende processo Giro d'Italia. Legambiente: no uso strumentale vizi formali contro intercettazioni.



Questa mattina si è tenuta, presso la Procura di Viterbo, una nuova udienza del grande processo contro le Ecomafie legato all’operazione giudiziaria “Giro d’Italia, ultima tappa Viterbo”, contro i 15 imputati rinviati a giudizio con l’accusa di traffico illecito di rifiuti nelle cave di Vetralla, Capranica e Castel S. Elia.
E Legambiente anche questa stavolta è stata presente con una propria delegazione composta da Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio; Pieranna Falasca, coordinatrice provinciale di Legambiente Viterbo; Valentina Romoli, coordinatrice del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lazio. Una presenza importante anche per ricordare la prematura e recente scomparsa di Ada Manganello, nostra avvocata della Legambiente Viterbo, da sempre attiva su questa battaglia, che da oggi sarà seguita per l'associazione dall'avvocato Giuseppe Pierdomenico.

"No all'uso strumentale di vizi formali, le intercettazioni si sono rivelate centrali anche in questa inchiesta e vanno utilizzate per arrivare a punire i responsabili -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Riponiamo la massima fiducia nella Magistratura, il processo si sta bene incardinando e deve arrivare a sentenza, lo meritano i cittadini che vivono nelle zone intorno alle cave utilizz ate per lo smaltimento illecito di rifiuti, che devono essere bonificate. È questo il senso della costituzione di parte civile di Legambiente."

L’inchiesta “Giro d’Italia, ultima tappa Viterbo” è la più grande operazione di polizia giudiziaria che sia mai stata condotta nel Lazio, fondata sull’articolo 53 bis del decreto Ronchi, che ha avuto come fulcro delle attività d’indagine proprio due province del Lazio prima assolutamente “immacolate”: Viterbo e Rieti.
L’inchiesta si è conclusa nel maggio 2005 ed ha consentito di scoprire un traffico di 250mila tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, provenienti da mezza Italia e aventi come destinazione finale Viterbo, per un giro d’affari pari a 2,5 milioni di euro.



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