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“GIU’ LE MANI DALLA COSTA, SALVIAMO IL LAGO LUNGO”:
LEGAMBIENTE, STOP
ALLE ATTIVITA’ CHE NE COMPROMETTONO ECOSISTEMA
“Giù le mani dalla
costa, salviamo il Lago Lungo”: stop immediato a tutte le attività che da tempo
stanno creando nell’area impatti
pesanti e degrado,
compromettendone il delicato ecosistema e la fruizione da parte dei cittadini.
Queste
le richieste lanciate oggi da Legambiente, nel corso del blitz
della Goletta Verde
presso il Lago, che riveste particolare pregio ambientale e
naturalistico e per questo è stato dichiarato Sito di Interesse Comunitario
(SIC)
e
inoltre secondo quanto stabilito dai Piani Territoriali Paesistici
Regionali dovrebbe essere sottoposto a tutela integrale. L’iniziativa è
avvenuta nell’ambito di “Goletta
Verde nel Lazio”, la quarta edizione della
campagna regionale di informazione e analisi sul litorale e sul mare del Lazio,
organizzata dall’associazione ambientalista con il contributo dell’Assessorato
all’Ambiente e Cooperazione tra i popoli della Regione
Lazio.
Stop ad ogni attività
venatoria irregolare, nonché abbattimento dei dodici capanni abusivi per la
cattura degli uccelli già sequestrati lo scorso settembre;
verifica
dell'impatto dell’attività mitilica
praticata nella parte centrale del Lago su una superficie di ben 15mila mq e
stop alla navigazione a motore e allo sci nautico. Queste,
in sintesi, le richieste avanzate oggi da Legambiente e che saranno oggetto di
un Esposto indirizzato
alle Istituzioni
regionali e alle
amministrazioni
comunali
di Sperlonga
e Fondi.
“Il Lago Lungo è una
splendida area che dovrebbe costituire un bene comune dei cittadini, da tutelare
e valorizzare –ha dichiarato Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio-, invece da troppo
tempo versa in una situazione di degrado che rischia di
compromette il fragile ecosistema. Oggi
siamo qui per chiedere di fermare
le attività dannose per questo bellissimo angolo del sud pontino, in
particolare l’attività venatoria e
la navigazione a motore, ma anche per chiedere
di non rinnovare la concessione per l’allevamento di mitili. Il Lago è infatti incluso nel sistema dei
SIC, vi si trovano
importanti specie di uccelli migratori, per cui
ogni attività al suo interno deve essere controllata e
quantomeno sottoposta a preventiva valutazione di
incidenza
ambientale, in modo da non comprometterne l’habitat. E’
inoltre tutelato dal punto di
vista paesistico per cui sono vietate sia la costruzione di nuovi
edifici, manufatti, ed opere che possano modificare le condizioni
idrogeologiche, paesaggistiche e topografiche dei luoghi, che la navigazione a
motore, mentre la pesca deve essere regolamentata in forme idonee al
mantenimento degli equilibri ambientali.”
Senza considerare che
quest’area, nonostante i vincoli apposti, a causa delle sue caratteristiche
intrinseche, costituisce una delle unità territoriali più sensibili al degrado
ambientale e più difficile a tutelarsi. Sul fronte della navigazione a motore, infine, un
decreto ministeriale del luglio 1994 stabilisce che tale pratica sia vietata nelle zone prospicienti la riva
entro la fascia dei 300 metri: considerando che la larghezza media del
lago è di 297 metri, è evidente che tale divieto valga per tutto lo specchio d’
acqua in questione.
Roma, 8 Ottobre 2009
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