Michele Faberi, dell’Associazione
“Anzio città porto”; Gianni Mennella, noto artigiano locale della “gelateria
Mennella”; Ivo Monteriù, albergatore dell’Hotel ristorante “Lido dei Pini”;
Eugenio Siracusa, rappresentante FLAI CGIL (Federazione Lavoratori Agro
Industria, che comprende la pesca); Stefano Siragusa, dell’Associazione di
protezione civile “Amici del Mare”; Luca Valente, ristoratore locale del
“ristorante ESTRO”. Ecco alcuni tra i primi firmatari della petizione lanciata
da Legambiente “Anzio
non deve perdere il suo porto, no al nuovo porto”, che nei prossimi mes i mira
ad aprire una discussione in città contro il faraonico
progetto.
“Due
grandi inutili ‘parcheggi per barche’, che saranno quasi sempre ferme in porto;
traffico, smog e posteggi per le automobili dei diportisti; un’enorme colata di
cemento in mare e sulla costa: ecco, in sintesi cosa prevede il faraonico
progetto per il nuovo porto di Anzio. Da 136.000 a 270.000 metri quadri lo spazio
acqueo occupato, un’area quasi dieci volte più grande del centro storico della
città, 300 metri di cemento per la banchina, fino a 1.082 unità posti barca.”
Così si apre il testo della petizione, che evidenzia poi alcuni dei principali
problemi che porterebbe l’infrastruttura. “Ripercussioni
gravi sull’ecosistema litoraneo, a rischio l’apporto sabbioso, ora assicurato in
particolare dalla foce del Tevere, più a nord. Il mare sarà meno pulito e più
lontano dalla città, nascosto da file di barche ormeggiate a pontili privati
inaccessibili”.
“Il nuovo porto-parcheggio non serve
agli abitanti
-ha dichiarato Anna
Tomassetti,
presidente Circolo Legambiente Le Rondini di Anzio e Nettuno-
non serve ai pescatori che hanno bisogno di un progetto di ristrutturazione che
non li butti fuori dal porto, né ai commercianti ed ai ristoratori, serve forse
solo a chi lo costruirà guadagnando? Difendiamo il vecchio porto come parte viva
di Anzio. Chiediamo di bloccare il progetto del nuovo
porto: ad Anzio si continuano a costruire case che restano vuote per gran parte
dell’anno, non riempiamo anche il mare di barche vuote.”
La
petizione è rivolta al sindaco
del Comune costiero,
azionista
di maggioranza della società Capo d'Anzio, l’azienda che dovrebbe realizzare il
progetto; al Presidente della Provincia di Roma Zingaretti; al
Presidente della Regione Lazio
Marrazzo.
“Legambiente ribadisce il suo no al nuovo
porto-dormitorio di barche ad Anzio, uno dei più impattanti progetti della
nostra costa - ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di
Legambiente Lazio - . Con questa raccolta firme vogliamo avviare un processo di
sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini, la cui adesione testimonia
quale sia la loro volontà vera rispetto a questo progetto, che purtroppo nella
nostra Regione è in buona compagnia
di tanti altri, da Formia a sud fino alla foce del Marta a nord. Una
nuova assurda e insensata cementificazione, per oltre 10mila nuovi
posti barca, che va assolutamente sventata.
L’impatto ambientale di queste opere sarebbe devastante, centinaia di ettari
occupati in mare ed a terra, rischio per l’apporto di sabbia alle spiagge con
danni per i cittadini, le imprese balneari ed il turismo. Sul futuro della
nostra costa serve un ragionamento generale che deve fare la Regione, approvando
finalmente il piano territoriale paesistico e definendo il piano porti puntando
sulla riorganizzazione, la ristrutturazione e l’adeguamento dei bacini
esistenti, come la stessa organizzazione degli imprenditori della nautica da
tempo sostiene”.
Il
progetto per Anzio, prevede che il bacino già esistente venga ristrutturato per
complessivi 136mila metri
quadrati, ed un totale di 791 posti barca per la nautica da
diporto e 475 parcheggi;
ad esso si aggiungerebbe un nuovo bacino da 134mila metri quadrati, per
291 posti barca da
diporto, 103 imbarcazioni
da pesca e 5 attracchi per
natanti per trasporto passeggeri, nonché 1.095 parcheggi.
La
“Goletta Verde nel Lazio” è la quarta
edizione della campagna regionale di informazione e analisi sul litorale e sul
mare del Lazio, organizzata dall’associazione ambientalista con il contributo
dell’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i popoli della Regione
Lazio
Roma, 16 Ottobre 2009