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Comunicato Stampa (in allegato il dossier
integrale)
NO
AL NUOVO PORTO FIUMICINO, ALLA FOCE DEL TEVERE
L’AREA E’ A RISCHIO IDROGEOLOGICO
MOLTO ELEVATO SECONDO L’AUTORITA’ DI BACINO DEL TEVERE, CHE PREVEDE LA
DELOCALIZZAZIONE DI TUTTE LE STRUTTURE ED UN PARCO. ‘GOLETTA VERDE NEL LAZIO’ DI
LEGAMBIENTE, APPELLO CONTRO FARAONICA STRUTTURA DI 104 ETTARI, 129.700 METRI
CUBI E 1445 POSTI BARCA. Su progetto
della Società I.P., la scorsa estate assegnata “Bandiera Nera” dI
Legambiente.
Area a rischio idrogeologico ‘molto
elevato’ come afferma l’Autorità di Bacino del Tevere o luogo dove realizzare il
più grande porto del paese? E’ questa la domanda retorica che ‘Goletta Verde nel
Lazio’ di Legambiente lancia presentando il dossier “No al nuovo Porto di
Fiumicino, alla Foce del Tevere”.
Tenendo a mente le immagini
dell’alluvione dello scorso autunno che vide il Tevere e l’Aniene esondare in
più parti, Legambiente ha studiato con attenzione le carte del Piano di Assetto
Idrogeologico (PAI), recentemente approvato dall’Autorità di Bacino del Tevere.
Ne emerge, a chiare lettere, che
l’area della foce del biondo fiume, estesa all’intero delta, viene classificata
R4, a rischio idrogeologico ‘molto elevato’, con tanto di mappa ben colorata in
rosso. L’Autorità prevede conseguentemente nel piano che nell’area sia
realizzato il “Parco della Foce del Tevere” e precise azioni per
“reperire il maggior numero di aree libere per
il deflusso delle acque verso il mare e verso l’entroterra”, per la
“delocalizzazione degli insediamenti abusivi in prossimità della foce”,
addirittura interessandosi del “rapporto tra le previsioni di edificazione dei
comuni di Roma e di Fiumicino con il problema del rischio
idraulico.”
E, invece, proprio su quella stessa
area dovrebbe piombare un incredibile gigante di cemento,
un immenso porto che occuperebbe ben
104,29 ettari di demanio, con una colata di cemento di 129.700 metri cubi -per
le attrezzature connesse al porto- e 1.445 posti barca per imbarcazioni da 10 a
60 metri. Un
progetto contro ogni logica, con uno spregiudicato uso e sopruso del suolo,
nonché delle acque e quindi con un devastante impatto ambientale, per di più a
soli 200 metri dal Porto di Roma ad Ostia, che già la scorsa estate aveva
portato Legambiente ad assegnare la “Bandiera Nera” all’azienda responsabile del
progetto, la Società I.P. (Iniziative
Portuali).
“Quella della foce del Tevere è proprio
un’area assurda dove realizzare un altrettanto assurdo porto -ha
dichiarato
Cristiana Avenali,
direttrice di Legambiente Lazio-. Se non fosse già in fase avanzata di
approvazione, sembrerebbe una barzelletta, visto che si vorrebbe realizzare un
porto con tre incredibili torri, oltre centro ettari di suolo e acque occupate,
oltre centeventinovemila metri cubi di cemento per le opere connesse,
esattamente sulla foce di un grande fiume, in un’area evidentemente a rischio
molto elevato, dove da decenni si cerca di delocalizzare case e cantieri più o
meno abusivi, perché ogni volta che piove un po’ troppo, tutto rischia di finire
sott’acqua. Chiediamo al neo Assessore Parroncini di riprendere in mano la
procedura, di verificare tutte le carte, sarebbe inconcepibile pensare di andare
avanti. Più in generale, e considerata la situazione d’inquinamento in cui
versano le foci dei nostri fiumi, è
una follia aggiungere l’enorme impatto dovuto a decine di nuovi porti ed approdi turistici: il
Tevere è il quarto fiume preso in considerazione durante le tappe della Goletta
Verde, oltre al Rio Martino (Lt), al Canale di Sant’Anastasia (Lt), e al Fiume
Marta
(Vt), sulla cui foce si
prevede invece un diluvio di cemento.”< /div>
Secondo
il mai approvato Piano Porti della nostra Regione,
sarebbero oltre 10.000 i nuovi posti
barca da realizzare nei porti e approdi turistici nel Lazio. Una somma incredibile da spalmare
sui 360 km di costa della nostra regione, che porterebbe complessivamente il
numero di posti barca nel Lazio a ben 17.460 (+135%, più del doppio cioè degli
attuali): come se poco più che tutti gli abitanti di Mentana (Rm) avessero un
posto barca a disposizione. Ben 1.100 i nuovi posti barca previsti sulle
isole, 4.970 quelli sul continente e 3.970 i nuovi approdi turistici.
Da ampliare per 450 posti i
porti sulle isole e per 1.800 quelli sul continente, oltre agli approdi per
1.700 posti. Nuovi porti per 500
posti sulle isole, 3.700 sul continente oltre a 2.750 nuovi
approdi.
Quello
di Fiumicino sarebbe di sicuro il porto più grande del Lazio, tanto che sui
9.340 nuovi posti barca totali previsti, quelli di Fiumicino
rappresenterebbero il 15,5% del totale. La tipologia di
imbarcazione qui attraccata sarebbe inoltre medio-alta, visto che 400
posti barca sarebbero destinati ad imbarcazioni superiori ai 15
metri e più di 700 ad imbarcazioni superiori
ai 18. Ai 105 ettari circa di suolo consumato –di
cui 77,40 per le opere a
mare, 26,89 per opere a terra e 4,5 per l'area cantieristica-, andrebbe
inoltre aggiunta la superficie prevista per i parcheggi, che è pari a
50.990 mq, per un totale di
3.409 posti auto. Sul fronte dei 129.700 metri
cubi di cemento versato, 66.764
sarebbero destinati alle strutture ricettive, 58.669 ad
attrezzature commerciali, congressi e cinema, infine 4.265 ai
servizi.
Continua “Goletta Verde nel Lazio”, la campagna regionale di informazione e
analisi sul litorale e sul mare del Lazio giunta alla sua quarta edizione, organizzata
dall’associazione ambientalista con il contributo dell’Assessorato all’Ambiente
e Cooperazione tra i popoli della Regione Lazio.
Roma, 21 Ottobre 2009
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