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Comunicato stampa
(in allegato le tabelle complete) ECOSISTEMA
URBANO, PEGGIORA NEI CAPOLUOGHI DEL LAZIO ROMA
(62°), LATINA (91°) E FROSINONE (100°) GUADAGNANO QUALCHE POSIZIONE, MENTRE
RIETI (32°) E VITERBO (94°) SCENDONO, MA IL PUNTEGGIO E' IN CALO QUASI PER
TUTTI, CON 3 CAPOLUOGHI SU 5 CHE SI PIAZZANO NEGLI ULTIMI 13 POSTI DELLA
CLASSIFICA. Legambiente,
nelle città ancora tanta strada da percorrere sul piano mobilità sostenibile,
raccolta differenziata, risparmio idrico ed energetico e su fonti rinnovabili,
soprattutto necessaria applicazione investimenti regionali su scala
locale. Peggiora la
qualità ambientale nei capoluoghi del Lazio, dove c’è ancora molto da fare da
questo punto di vista: solo al 32° posto nella classifica nazionale di
“Ecosistema Urbano” si trova Rieti, seguito a distanza da Roma, al 62°. Gli
altri tre si piazzano addirittura negli ultimi 13 posti: Latina al 91°, Viterbo
al 94° e Frosinone al 100°. Poco conta dunque che siano tre i capoluoghi che
salgono di posizione rispetto allo scorso anno, ossia Roma (dal 70° al 62°),
Latina (dal 95° al 91°) e Frosinone (dal 103° al 100°), tanto più che tutti scendono seppur di poco per quanto riguarda il
punteggio, tranne una piccola controtendenza per
Frosinone (dal 103° al 100°). Questi i
risultati per il Lazio di “Ecosistema Urbano “A livello
mondiale temi come riduzione del mezzo privato ed aumento del trasporto
pubblico, riciclaggio e riduzione dei rifiuti, risparmio idrico ed energetico
sono all’ordine del giorno, soprattutto in questa fase di crisi ambientale ed
economica, mentre nei capoluoghi della nostra regione siamo ancora troppo
indietro
–dichiara Lorenzo Parlati,
presidente di Legambiente Lazio-. Il traffico e lo smog continuano a stringere
le città in una morsa, con un numero di auto spaventoso, mentre trasporto
pubblico e forme di mobilità sostenibile rimangono insufficienti, ZTL e isole
pedonali sono ferme al palo, ed anche se l’inquinamento atmosferico diminuisce,
grazie anche alla pioggia, la situazione rimane critica. I rifiuti crescono,
mentre l’aumento della raccolta differenziata non è assolutamente sufficiente e
ben lontano dal valore obiettivo stabilito per legge. I consumi idrici ed
elettrici rimangono troppo elevati, mentre nei capoluoghi non si lavora sulle
fonti rinnovabili. I Comuni devono attuare iniziative concrete su questi temi,
utilizzando gli importanti investimenti stanziati in questi anni
dall’Amministrazione regionale, che deve sostenere di più questi processi. Si
sta creando una situazione paradossale nel Lazio, dove i piccoli centri lavorano
tanto sulla sostenibilità, hanno sistemi di raccolta porta a porta dei rifiuti,
pedonalizzano i centri storici, usano le rinnovabili, mentre invece le grandi
città peggiorano le performance sul fronte della vivibilità. Serve allora più determinazione, non ci si può sempre
trincerare di fronte alle difficoltà, può essere certamente utile decentrare
funzioni, ma è proprio nei grandi centri che si deve vincere la
sfida, a partire da Roma, dove
l'Amministrazione dopo diciassette mesi di governo deve dare risposte sul fronte
della qualità della vita, piuttosto che programmare tanti grandi
eventi.” Il traffico
continua ad essere un vero grande problema per il Lazio, visto che ben quattro su cinque
capoluoghi del fondo classifica nazionale per il numero di auto per abitanti appartengono
alla nostra regione, con 70 auto ogni 100 o addirittura di più: Roma (97°
posto), Frosinone (100°), Latina (101°) e Viterbo (102°). Non consola nemmeno
Rieti, che rimane nella parte finale della classifica (88°), e pur sempre con 68
auto ogni 100 abitanti. Dati ancora negativi
sul fronte delle due ruote, nuovo indicatore che è stato introdotto quest’anno:
la performance peggiore viene fatta registrare da Roma (85° posto), con 14,37
moto ogni 100 abitanti, che è anche l’area metropolitana in cui si registra in
questo senso il tasso più alto. Dal basso in alto, seguono poi Viterbo (78°),
Latina (49°), Rieti (49°) e Frosinone (19°). Mentre aumenta l’uso del mezzo
privato, dall’altro lato, non si registrano
grandi novità sul fronte del trasporto pubblico, a parte che per
Roma, dove a fronte di un piccolo aumento per l’offerta di servizio pubblico, e
si contano venti viaggi in più per abitanti annui, da Capoluoghi fermi al palo, inoltre,
su numero di zone a traffico limitato ed
isole pedonali, nonché su piste
ciclabili, verde urbano ed aree verdi. In un contesto del genere,
anche il nuovo indicatore della
mobilità sostenibile -introdotto
quest’anno per provare a misurare la capacità delle amministrazioni comunali di
attivare un ventaglio di strumenti che favoriscano tale settore– non fa registrare buoni risultati, a parte
che per la Capitale, che si piazza addirittura al 5° posto, con un punteggio di
72. Nonostante l’aumento generalizzato del
traffico urbano, le piogge del 2008 aiutano sul fronte delle PM10,
soprattutto per Viterbo, (dal 21° posto al 17°), Rieti, (addirittura dal 30° al
18°), e Latina, (dal 41° al 33°), mentre nonostante tutto la situazione rimane
critica Roma (dal 67° al 64°) e Frosinone (dal 91° all’89°), che fa registrare
un valore medio annuo superiore al valore limite di 40 microgrammi/mc, previsto
dalla direttiva comunitaria, per la protezione della salute
umana. Sul fronte
produzione di rifiuti, nessuna novità positiva: a Roma e Latina quella pro-capite
scende lievemente, ma rimanendo pur sempre a Per quanto
riguarda il settore acque, i consumi idrici rimangono alti, seppur con una lieve
flessione, mentre sul fronte della depurazione,
l’eccellenza in termini numerici viene fatta registrare solo da
Rieti, che
viene a guadagnare il punteggio massimo del 100%, pur rimanendo noti diversi
problemi. Per il resto percentuali invariate, che indicano una copertura della
cittadinanza comunque alta, per Roma (97%) e Viterbo (95%), pessima per Latina
(80%) e Frosinone (78%). Ancora peggio sul fronte delle perdite di rete, dappertutto troppo alte, e
che salgono addirittura per Viterbo (dal 3% al 12%), Frosinone (dal 45% al 48%)
e Rieti (dal 49% al 54%). Sul fronte
energia, i consumi elettrici aumentano addirittura, mentre non si lavora
abbastanza sulle fonti rinnovabili. Nel settore solare termico sugli edifici comunali, solo
Rieti fa registrare un timido “Nella nostra Regione
occorre una netta inversione di tendenza, in tema di qualità ambientale, a
partire dalla Capitale, che deve subito invertire la rotta e prendere decisioni
concrete verso la sostenibilità –dichiara Cristiana Avenali, direttrice di
Legambiente Lazio-. A Roma, per quanto
riguarda traffico e smog, bisogna cogliere al volo l’occasione data del nuovo
Piano Strategico della Mobilità sostenibile, che deve puntare su
tram, metropolitane e più treni per i pendolari, aumento di car e bike sharing,
che dove ci sono hanno dimostrato di funzionare, incremento di pedonalizzazioni
e zone a traffico limitato. Sul fronte dei rifiuti, è necessario diffondere
l’uso della raccolta differenziata porta a porta, che nei quartieri in cui è
stata adottata ha dato dei risultati eccellenti. E’ necessario, inoltre,
incrementare l’uso del solare termico e fotovoltaico, a partire dagli edifici
comunali. La stessa azione ci aspettiamo da
parte degli altri capoluoghi, a cominciare da Frosinone che risulta ancora la
città più inquinata del Lazio per le polveri sottili e non monitora nemmeno
l’ozono, proseguendo con Viterbo dove i consumi idrici sono tra i più elevati
del paese e per numero di auto circolanti si posiziona al penultimo posto della
classifica, mentre a Latina oltre la metà dell’acqua si perde lungo la rete
idrica e sono praticamente assenti ZTL e isole pedonali, infine Rieti che pur
posizionandosi meglio in classifica non lavora sul solare fotovoltaico ed è
ancora indietro sulla raccolta
differenziata.” ECOSISTEMA URBANO
2010 NEL LAZIO, CAPOLUOGO PER CAPOLUOGO Confronto posizione capoluoghi
2009/2010
Confronto punteggio capoluoghi
2009/2010
Sale, ma rimane
in fondo alla classifica nazionale Frosinone (100°), che pur migliorando continua a far
registrare una delle performance peggiori in Italia sulla qualità dell’aria (con un valore medio
annuo delle polveri sottili di 51,7 microgrammi per metro cubo). Di pari passo,
rimane alto il tasso di
motorizzazione (da Decisa flessione per Viterbo, che scende dall’85° posto al
94°: punteggio pari a zero per ztl, isole pedonali, piste ciclabili e quindi è
pari a 4 il valore dell’indicatore mobilità
sostenibile (79° posto); sul fronte trasporto pubblico i viaggi aumentano (da
Sale di poco al fondo classifica,
Latina (dal 95° posto al 91°), tanto più
che il suo punteggio diminuisce. L’indicatore mobilità sostenibile è pari solo a 12
(64°), ed infatti le auto
circolanti rimangono tantissime (73 ogni 100 abitanti), mentre non si
riscontra nessuna novità positiva sul fronte trasporto pubblico, anche se scende
lievemente il valore delle polveri
sottili. Nota positiva è l’aumento della raccolta differenziata (da 22,9% a 29,7%),
anche se il valore rimane lontano dalle indicazioni di legge, mentre rimangono
alte le perdite della rete idrica
(dal 61% al 55%) e bassa la depurazione
(80%). Ancora alti i consumi
elettrici, seppur con una impercettibile flessione (1.218 kwh), mentre sono fermi al
palo il solare termico e fotovoltaico, anche se va
meglio sul fronte generale delle politiche
energetiche, con un punteggio di 36, pari al 32°
posto.
Dopo aver scalato 20 posizioni
l’anno scorso, Rieti questa
volta scende invece dal 27° posto al 32°, pur continuando a guidare la
classifica regionale. Va male infatti sul fronte della mobilità sostenibile, per un valore pari a
zero (85° posto), visto che il numero delle auto circolanti è ancora elevato (68),
mentre peggiora addirittura il trasporto
pubblico. Si registra però uno strano balzo in avanti per il verde urbano (da 79° posto al 18°) e le
aree verdi (dal 99° al 55°). La
raccolta differenziata cresce poco
e rimane comunque molto bassa (passa dal 7,7% al 10%), salgono i consumi idrici e la rete continua a perdere (dal 49% al 54%),
ma si registra almeno l’eccellenza in termini numerici, pur con i noti problemi
di gestione, sul fronte della depurazione
con la percentuale del 100% ed il primo posto della classifica. Va
male sul fronte delle politiche energetiche
(21 punti, pari al 54° posto), con i consumi che crescono (1.062 kwh), mentre il
solare termico è fermo al palo
( Roma
sale dal 70°
posto al 62°, seconda delle metropoli dopo Milano, anche se il punteggio in
assoluto scende leggermente, con piccoli miglioramenti su alcuni fronti,
annullati dal peggioramento in altri. Il poco che si fa su car sharing e bike
sharing fa guadagnare alla Capitale un buon indice di mobilità sostenibile, con un 5° posto in
Italia: in realtà il numero delle auto (70) in circolazione è elevatissimo,
ma migliora ancora il trasporto
pubblico (537 viaggi anni per abitante), tanto che è la metropoli il
maggior numero di viaggi per abitante sui mezzi pubblici; pioggia, vento e sei
mesi di targhe alterne fanno diminuire lievemente lo smog nel 2008, ma rimane pur sempre a
valori alti (35,2 microgrammi per metri cubi). Ferma su ztl, isole pedonali, verde urbano ed aree
verdi, la Capitale fa registrare un lieve aumento sulle piste
ciclabili. Cresce inoltre la raccolta differenziata (dal 17,1% al 19,5%), ma è
ancora troppo lontana dalle soglie di legge. Roma è infine ferma al palo sul
fronte delle acque, con consumi idrici e perdite di rete alte,
mentre la depurazione rimane a
quota 97%, e peggiora addirittura nel settore delle politiche energetiche, tant’è che non
fornisce nemmeno i dati sul solare termico e
fotovoltaico. Roma, 26 Ottobre
2009
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