2014/0307 - Il traffico privato strangola la Capitale, rumore sempre oltre i limiti

2014/0307 – Il traffico privato strangola la Capitale, rumore sempre oltre i limiti

Nei tre giorni di monitoraggio a Corso Sempione il Pm10 è nei limiti solo grazie a pioggia e vento.
Test di Legambiente: l’80% degli automobilisti non rispetta il limite di velocità che continua a
provocare oltre 2mila feriti sulle strade. La mancata sicurezza costa ad ogni abitante di Roma 500
euro l’anno.

Legambiente: “Serve una nuova politica per fermare le auto private e rilanciare il
trasporto pubblico, urbano e pendolare. Il nuovo piano del traffico è troppo poco incisivo,
sia occasione per scelte coraggiose”

Il traffico è caotico della Capitale dove ci sono 2 milioni e 800 mila auto su 2 milioni 700 mila abitanti con livelli di inquinamento acustico fuori controllo di giorno e di notte, insieme alla folle velocità sulle strade cittadine causa dell’aumento di incidenti per pedoni e ciclisti feriti. Legambiente chiede al Comune di Roma di rivedere le scelte in materia di mobilità urbana, attuando politiche che scoraggino l’uso dell’auto privata, rilanciando il trasporto pubblico locale, in Piano generale del Traffico è un insieme di buoni intenti troppo soft, sia invece il volano per scelte coraggiose non più procrastinabili.

Dal laboratorio mobile in corso Sempione livelli di inquinanti nei limiti di legge, grazie soprattutto a pioggia e vento. Rumore, invece, oltre le soglie soprattutto di notte con superamenti di oltre 10 decibel.

E’ questa l’istantanea scattata dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello  Stato Italiane, la campagna itinerante realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare. Il bilancio finale della quinta tappa del tour 2014 del convoglio ambientalista è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Luca Ricciardi, responsabile laboratorio qualità dell’Aria di Italcertifer; Lorenzo Radice, responsabile Politiche ambientali di Ferrovie dello Stato Italiane.

Il monitoraggio è stato effettuato dal Laboratorio Mobile Qualità dell’aria di Italcertifer, per 72 ore consecutive, in Corso Sempione, all’altezza del civico 12, incrocio con Via Maiella. Oltre ai valori del PM10 e benzene, sono state raccolte informazioni sulle concentrazioni nell’aria di biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.

Un ulteriore impianto fisso è stato allestito al civico 157 di viale Regina Margherita per monitorare l’inquinamento acustico. Da quest’anno il Treno Verde tiene sotto osservazione anche il PM 2,5 con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più dannose per la salute e di pretendere che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente.

“A fronte di una immissione di inquinanti massiva, dovuta principalmente all’elevato traffico, le condizioni meteo che si sono avute durante i tre giorni di campionamento sono state favorevoli alla dispersione degli inquinanti, abbattendone la concentrazione – spiega Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile di Italcertifer-. In particolare la ventilazione per tutte le tre giornate e la pioggia durante il primo giorno di monitoraggio hanno favorito un miglioramento dello stato della qualità dell’aria. Tutto ciò, unitamente alla conformazione del sito di campionamento, ha fatto sì che nei tre giorni di monitoraggio non si siano registrati superamenti dei limiti dettati dalla normativa. È da sottolineare come però in tutti i tre giorni di campionamento, al diminuire della ventilazione si siano registrati i valori maggiori di concentrazione di tutti gli inquinanti, in particolare per quanto riguarda il PM10”. Nello specifico il livello di polveri sottili non ha superato, come media giornaliera, il limite di 50 μg/m3, raggiungendo la massima media giornaliera di 21 μg/m3 nella giornata di martedì 4 marzo; il PM2.5 ha fatto registrare la massima media giornaliera pari a 14 μg/m3 contro un limite di legge di 25 μg/m3, quest’ultimo però riferito a un periodo di mediazione che è l’anno civile.

I volontari del Treno Verde hanno condotto anche un monitoraggio itinerante, passeggiando per le vie della città grazie a uno strumento, messo a disposizione da Italcertifer, in grado di rilevare in tempo reale le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili, simulando, quindi, i livelli di inquinamento che si “respirano” muovendosi. L’esperimento è stato condotto dalle ore 11 alle ore 14 di giovedì 6 marzo da via Trionfale, passando per via dei Monfortani, via di Torrevecchia, via di Boccea, piazza Irnerio, via Baldo degli Ubaldi fino alla metro Valle Aurelia, facendo registrare tre medie orarie di PM10 pari 29 μg/m3 microgrammi al metro cubo nella prima ora, di 35 μg/m3 nella seconda e di 38 nella terza.

“Dall’inizio dell’anno l’aria a Roma e nel Lazio è stata per diversi giorni irrespirabile, fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10 – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. A partire da Frosinone Scalo dove la centralina dell’Arpa Lazio ha già registrato 40 sforamenti del limite delle polveri sottili, già oltre la soglia dei 35 superamenti annui stabilita dalla legge. L’inquinamento dell’aria resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia
dell’ambiente, a Roma come in tutt’Italia. Si tratta di una vera e propria emergenza da affrontare al più presto con una nuova capacità politica, non più basata su provvedimenti tampone, che punti su una mobilità sostenibile che renda protagonista il trasporto pubblico, la mobilità pedonale e ciclabile e il trasporto su ferro per ridurre il parco auto circolante, che nel nostro Paese raggiunge da sempre livelli da primato rispetto al resto d’Europa”.

In generale anche secondo i dati 2013 del dossier “Mal’aria” di Legambiente, nelle tredici centraline della rete di monitoraggio Arpa Lazio di Roma sono stati registrati ben 350 sforamenti, con Francia e Tiburtina che si spartiscono il primato romano con 41 giorni. Nel 2013 Frosinone era già tristemente finita sul podio delle città monitorate da Legambiente, al terzo posto in Italia con 112 giorni di superamento dei limiti di Pm10. L’attenzione va tenuta alta però anche nelle altre città, a partire dalla Capitale dove, al 5 marzo, sono già stati segnalati 13 superamenti a Tiburtina.

È fortemente critica la soglia di rumore raggiunta, invece, durante i monitoraggi del Treno Verde. Durante i periodi diurni i valori dell’inquinamento acustico superano di 7 dB(A) del limite ammesso per la zona in esame e nel periodo notturno lo sforamento dei limiti di legge è stato di oltre 10 dB(A). In Viale Regina Margherita, dove è stata installata la centralina per il rilevamento del rumore da traffico veicolare, la situazione è praticamente uguale, con limiti superati sia di giorno che di notte.

Smog e rumore sono dovuti al traffico caotico che si registra nella Capitale ripercuotendosi direttamente sulla qualità della vita della loro sicurezza dei cittadini. I volontari di Legambiente hanno monitorato la velocità media delle automobili sulla Cristoforo Colombo, anche nei pressi di istituti scolastici, per testare il grado di sicurezza di una zona considerata, secondo recenti studi, con il più alto tasso di incidentalità a
Roma. I risultati hanno confermato la tendenza degli automobilisti alla accelerazione anche in tratti urbani con limiti di 50 km/h. Nel corso del monitoraggio, eseguito nel pomeriggio di ieri, su 150 vetture monitorate soltanto il 22% viaggiava entro il limite stabilito. La media oraria dei veicoli è stata di circa 61 km/h. Il 16 per cento degli automobilisti percorrevano l’arteria a velocità superiori ai 70km/h con picchi di 90 km/h

“Serve una nuova politica per fermare le troppe auto private e rilanciare i mezzi pubblici, in tal senso gli obiettivi del nuovo PGTU di Roma sono davvero poco ambiziosi, il 6% di spostamenti in più sul mezzo pubblico sono un’inezia così come 40 chilometri di nuove preferenziali, mentre il 2% in più sulla ciclabilità è davvero ridicolo a fronte di una crescita esponenziale dei ciclisti di Roma. – commenta Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio – La soglia di rumore consentita viene superata ovunque e a qualsiasi ora, il superamento dei limiti di velocità e il mancato rispetto delle regole costituiscono ancora le cause principali degli incidenti stradali e pedoni, biciclette, giovani e anziani sono ancora quelli più ad alto rischio. Servono pedonalizzazioni estese, si parta dai Fori e si pedonalizzino piazze in ogni quartiere, bisogna ripensare la tariffazione della sosta per sfavorire l’uso dell’automobile, occorre individuare una rete di zone 30, aumentare le corsie preferenziali e costruire finalmente una maglia consistente di itinerari ciclabili sicuri. Non si possono più rimandare scelte coraggiose e incisive con le conseguenti risorse per realizzarle e rendere Roma bella come merita di essere.”.

Dai rapporti redatti dal Comune di Roma, infatti, restano fortemente critiche le condizioni per i pedoni, nel 2012 risultano 56 morti (il 36% del totale dei decessi a Roma) e oltre 2mila feriti, con un aumento del 27% dei decessi rispetto all’anno precedente e una riduzione minima del numero dei feriti (-3%). Crescono i rischi anche per i ciclisti: per lo stesso anno di riferimento è aumentato il numero di veicoli coinvolti del 9%, passando dai 226 del 2011 ai 246 del 2012. Secondo una classifica redatta dalla facoltà di Ingegneria Civile di Roma 3, le strade con il più alto tasso di incidentalità sono la Colombo (978 incidenti dal 1 gennaio 2012 al 18 giugno 2013), via Casilina (930), via Prenestina (912) ed è poi altissimo il numero di vetture in circolazione: su 2 milioni e 700 mila abitanti vi sono 2 milioni ed 800 mila veicoli immatricolati, più di uno a testa, mentre a Londra con 7 milioni e mezzo di abitanti le vetture sono 3 milioni e Parigi, stessi abitanti di Roma, ha un milione di vetture.

Anche se dagli ultimi dati Istat per il 2012 risultano in calo del 13,5 per cento gli incidenti stradali con vittime registrati sulle strade della Capitale (15.782 gli episodi registrati nel rapporto), resta altissimo il costo sostenuto annualmente dall’intera collettività per le vittime della strada: 1,3 miliardi di euro secondo i parametri del Ministero delle Infrastrutture, cioè circa 500 euro l’anno per abitante.

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