214 ettari ettari di campagna romana cementificati con 2,7 milioni di metri cubi

214 ettari ettari di campagna romana cementificati con 2,7 milioni di metri cubi

214 ettari ettari di campagna romana cementificati con 2,7 milioni di metri cubi: le ricadute del Housing sociale di Alemanno sul Municipio VIII. Continua la campagna salva agro di Legambiente, che arriva nelle periferie più lontane del Municipio delle Torri, il quarto più devastato nella speciale classifica della colata cementizia di Alemanno.

Adesioni su www.legambientelazio.it e 06/85358051

Con la scusa dell’housing sociale, nelle campagne del Municipio VIII, si abbatterebbero ben 2,7 milioni di nuovi metri cubi di cemento, distruggendo una immensa superficie di 214 ettari, nelle 22 aree selezionate a seguito del bando promosso dalla Giunta Alemanno. Continua la campagna salva agro di Legambiente, che arriva nelle periferie più lontane del Municipio delle Torri, il quarto più devastato nella speciale classifica della colata cementizia di Alemanno. Uno scenario dannoso e pesantissimo per un territorio che nel Piano Regolatore è definito “Città svantaggiata”, già compromesso dalle ripetute ondate dell’abusivismo edilizio e dalla realizzazione di brutti quartieri pubblici –vedi TorBellaMonaca–, molto poveri di servizi e infrastrutture.

“La colata di cemento dell’housing sociale di Alemanno si abbatterà soprattutto sulle periferie, nei luoghi dove c’è più bisogno di servizi e di riqualificazione, arriverà invece solo tanto nuovo cemento -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. In aree che necessitano di seri interventi per innestare qualità, si occuperebbero invece gli unici spazi liberi che consentono a quei pezzi di città fittamente popolati di respirare e di diradarsi, una scelta assurda non per questioni di standar quanto piuttosto di vivibilità della città.”

Le proposte selezionate nel bando andrebbero a colpire i comprensori di aree agricole che avvolgono, penetrano e attraversano le zone O e i Toponimi. E’ proprio su questi comprensori che le
proposte si accaniscono con particolare ferocia: tra CastelVerde e San Vittorino, fino a saldare la Capitale con Monte Compatri anche attraverso le aree adiacenti a Corcolle, si andrebbero ad
eliminare gli spazi agricoli. Se a San Vittorino arriverebbero oltre 441 mila nuovi metri cubi, proprio a Corcolle, poi, si andrebbe a costruire su un’area che nell’attuale Prg ha destinazione a servizi; paradossale che in un territorio da anni in attesa di servizi si facciano varianti che tolgono le aree a servizi. Buchi riempiti ovunque, con una sorte di “perversione urbanistica”: al Villaggio Breda, quartiere pubblico Ater lungo la Casilina, 271 mila metri cubi; all’Osteria dell’Osa, lungo la Via Prenestina, tre aree per 616 mila metri cubi; tra Prato Fiorito e Capanna Murata 174 mila metri cubi in altre due aree. A fronte del quartiere La Rustica, invece, l’area selezionata dal bando –area agricola nel Prg vigente- ricade limitrofa all’Ambito di Riserva a Trasformabilità vincolata Salone/Acqua Vergine, ossia un’ex area agricola “sacrificata” per esigenze compensative  dal precedente bando. L’area fu ridimensionata rispetto alla prima proposta; e ora, quasi a compensare il taglio precedente, arriva il bando.

“Per cementificare tutte queste nuove aree non solo si massacrerebbe l’agro romano, ma si riempirebbero anche quasi tutti gli unici vuoti rimasti all’interno di una fitta maglia urbana -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La cementificazione massiccia nel Municipio VIII, ad esempio, avrebbe un impatto pesantissimo, aumentando ancora il numero dei residenti di oltre 22.500 unità. Un’idea folle: oltre alla portata della devastazione di centinaia di ettari di agro romano, come si può pensare che la povertà infrastrutturale di quel quadrante possa reggere un carico urbanistico di queste dimensioni?”

SCARICA IL PDF

Comments are closed