Agro, Legambiente: fermare devastante variante di Alemanno al PRG

Agro, Legambiente: fermare devastante variante di Alemanno al PRG

Agro, Legambiente: fermare devastante variante di Alemanno al PRG per cemento su 2.300 ettari di agro romano con bando housing.

Oltre duemilatrecento ettari di agro romano cancellati da una maxi variante al Piano Regolatore di Roma. E’ questo lo sconcertante risultato del bando per l’housing sociale del Sindaco Alemanno, che la Giunta si appresterebbe ad approvare, concluso il lavoro della Commissione che ha analizzato le 334 proposte pervenute, individuandone ben 160 compatibili. “Le aree selezionate -si legge nella relazione del Dipartimento Urbanistica del Comune di Roma- andranno ad aggiungersi agli Ambiti di Riserva a trasformabilità vincolata già individuati dal PRG vigente.”

Nuovo cemento per oltre 22 milioni di metri cubi (22.919.891 mc) tutti in agro, ossia una nuova città grande quattro volte Viterbo (190.465 nuove stanze/nuovi residenti insediati/insediabili), realizzati sulla Superficie Utile Lorda -ossia le aree edificabili- di 714 ettari (7.162.466 di metri quadri) -quasi 4 volte Villa Pamphili-. Sarebbero ben 2.381 ettari complessivi ad essere cancellati, ossia il 3,7% del territorio vincolato della Capitale, l’1,8% del totale della superficie comunale.

“Dopo il tentativo sull’acqua, Alemanno vorrebbe cedere ai privati anche l’Agro romano con l’orribile scusa dell’housing, l’attacco ai beni comuni, i beni di tutti noi cittadini è sempre più grave, va fermato -lancia l’allarme Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dal bando per l’housing ci aspettavamo un disastro, non poteva essere altrimenti, ma i risultati che Alemanno vorrebbe approvare sono peggiori di qualsiasi incubo. Oltre duemila ettari di aree dell’agro romano sarebbero cementificati, aree bellissime e vincolate, adiacenti a pregiate aree protette dall’Appia Antica a Veio, alla Riserva del Litorale, alla Marcigliana e tanti altri parchi. La realtà rischia di superare l’immaginazione, l’Acer dei costruttori aveva chiesto l’1% del territorio e Alemanno ne elargisce quasi il 2%. Una brutta ipoteca sul futuro, visto che il Sindaco non potrà mai vedere attuata prima delle elezioni l’assurda variante generale al Piano Regolatore scritta sulla base dei risultati di un bando, ma rischia di generare diritti edificatori che non ci toglieremmo più. Va fermata subito, la Giunta non può approvare questo scempio, l’Assemblea capitolina tanto meno. Rilanciamo un appello a tutte le forze e le parti sociali contro questa schifezza.”

Nell’ottobre del 2008, la Giunta comunale approvò l’invito pubblico per “l’individuazione di nuovi Ambiti di riserva a trasformabilità vincolata, finalizzati al reperimento di aree per l’attuazione del
Piano Comunale di “housing sociale” e di altri interventi di interesse pubblico.” Secondo quanto si apprende, una Commissione composta dal Direttore del Dipartimento Programmazione e
Attuazione Urbanistica con funzione di Presidente, dai Direttori dei Dipartimenti Patrimonio, Mobilità, Ambiente e Riqualificazione delle periferie e dal Direttore dell’Ufficio extradipartimentale
per le Politiche Abitative, nel gennaio scorso ha concluso i suoi lavori, rendendo note le valutazioni rispetto alle 334 proposte pervenute.

Secondo le norme del PRG vigente, la quota maggioritaria della edificabilità consentita negli Ambiti di Riserva, è destinata prioritariamente a: “edilizia residenziale pubblica o con finalità
sociali; compensazioni urbanistiche; incentivi per il rinnovo edilizio.” “Ecco finalmente l’amara verità, dopo che il Sindaco Alemanno ha sempre minimizzato sull’attacco all’agro denunciato da Legambiente, si svelano con chiarezza i numeri della cementificazione, con i quali il Sindaco in campagna elettorale forse tenta di recuperare voti nel più brutto dei modi -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Usare la scusa dell’housing per giustificare una nuova colata di cemento è ridicolo, il problema dell’emergenza abitativa è serio e non c’entra nulla con nuove case private in vendita. Il dramma delle fasce deboli e dei nostri concittadini alla ricerca di una casa va risolto con l’enorme quantità di residenze esistenti e in costruzione ma invendute, vuote. Non serve certo un nuovo attacco all’agro romano, ma politiche innovative a sostegno del mercato dell’affitto a basso costo, deterziarizzazione, frazionamento degli appartamenti oltre i 180 metri quadri, ridefinizione delle necessità di spazi commerciali. Alemanno sa solo disegnare nuovo cemento nelle aree agricole, nelle periferie come a Torbellamonaca o nei toponimi, a Romanina dove raddoppia le cubature o all’ex Fiera di Roma dove applica il piano casa, col waterfront di Ostia che devasterebbe il litorale o addirittura per le metropolitane in cambio di cubature. Fa però un
grave errore a contrapporre la difesa dell’Agro Romano al diritto all’abitare, il meraviglioso paesaggio della campagna romana è un enorme e insostituibile valore per tutto il Paese.”
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