Al via “Goletta Verde nel Lazio”, quinta edizione della campagna regionale di Legambiente Lazio

Al via “Goletta Verde nel Lazio”, quinta edizione della campagna regionale di Legambiente Lazio

Legambiente Lazio: “Trovare soluzioni alternative ai dannosi “pennelli” antierosione e no a un milione di metri cubi di nuovo cemento per il waterfront del mare di Roma”

Prossime tappe dello storico veliero Catholica a Fiumicino (Rm), Civitavecchia (Rm), Anzio (Rm), S.Felice Circeo (Lt), Gaeta (Lt) e Ventotene (Lt), con tante attività a bordo.

Legambiente Lazio, realizzata con il contributo dell’Assessorato all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile della Regione. “Pennelli” anti-erosione, parchi, spiagge libere, qualità dell’acqua, divieti di balneazione e rischi idrogeologici, waterfront e fumi delle navi: saranno molteplici i temi al centro della quinta edizione della Goletta, a bordo della quale tante e variegate attività vedranno coinvolte soprattutto le scuole -dalle analisi chimiche delle acque all’osservazione di flora e fauna marino-costiere, da lezioni sui cetacei a principi di sostenibilità delle energie alternative-. “Ripartiamo nel Lazio con una nuova campagna regionale della Goletta Verde, per continuare ad occuparci del nostro mare anche al di fuori dalla stagione balneare, quando troppi se ne dimenticano –ha detto la direttrice di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali–. Non bisogna mai abbassare la guardia, i 360 chilometri di costa della nostra regione vanno tutelati dall’abusivismo e da progetti faraonici, diffondendo tra i cittadini sensibilità e amore verso l’ambiente marino, è l’unica strada per dare un futuro al nostro mare. Per questo, lanciamo un allarme sui cosiddetti pennelli antierosione, vere e proprie barriere che impediscono i movimenti naturali della sabbia, creando più danni che benefici, come si è già verificato per decenni in altre regioni italiane ed è certificato da diversi studi universitari. Chiediamo alla Regione Lazio di bloccare i progetti e aprire un serio confronto, per cercare soluzioni alternative di minore impatto.”

Dopo lo stop ai lavori ad Anzio, dove proprio Legambiente ha denunciato la mancanza della valutazione di impatto ambientale, preoccupano i nuovi progetti che dovrebbero essere condotti su tutta la costa laziale, per una spesa approvata di ben 26 milioni di euro, per barriere di cemento praticamente ovunque da Minturno a Fondi, Latina, Formia, Terracina, Pomezia, Ladispoli, Nettuno e la stessa Ostia, tutte località dove la linea di costa sulle spiagge, arretra a vista d’occhio, sia per il mancato apporto di sabbia dai mari sempre più ingabbiati da nuovi porti che per un evidente cambiamento climatico già in atto. I “pennelli” e le “dighe soffolte”, denunciano gli studi sul tema, comportano uno squilibrio di livelli sabbiosi tra la zona protetta verso riva e la zona non protetta verso il largo, impediscono il necessario ricambio idrico creando una serie di “piscine” di acqua di mare stagnante, non permettono l’accessibilità nautica a piccoli natanti e
mezzi di soccorso, limitano la visuale verso il mare aperto.

Nella tappa di lancio, l’attenzione di Legambiente si è concentrata anche sul mare della Capitale. Sarebbe di un milione di nuovi metri cubi di cemento, il saldo del progetto di waterfront per Ostia presentato ai giornalisti nel luglio scorso dal Sindaco Alemanno, con una miriade di progetti dai nomi altisonanti quanto vuoti, mascherati da interventi pseudo ambientali. La ricetta è sempre quella: prendere le aree libere disponibili, in questo caso quelle verdi della seconda fascia oltre il mare, e riempirle con centri commerciali, case, impianti vari. E così la passeggiata razionalista, in realtà nasconde case e servizi, la città dell’acqua impianti sportivi, la città dei giochi e della scienza funzioni ricreative, commerciali, ricettive, residenziali; la città del benessere, ancora ricettività, attività commerciali e residenze; gli stagni di Ostia, un nuovo insediamento residenziale e commerciale; il polo della nautica alla foce del Tevere, con la creazione di un polo produttivo nautico e il parco della foce; nell’area centrale nuove attività direzionali,
commerciali, residenziali, ricettive e congressuali; persino a Ostia antica, strutture ricettive e commerciali. Tra questi ci sarebbero 20 piste da bowling, una nuova darsena al canale dei Pescatori, il raddoppio del Porto, persino un’ipotesi per la creazione di un impianto che generi onde artificiali all’altezza dei Cancelli di Castel Porziano per attirare gli amanti del surf per la modica spesa di 100 milioni di Euro, ma tra i massimi simboli una enorme discoteca, a forma di nave, per 4 mila persone con annessi 2.500 metri quadri di locali commerciali.

“Il mare di Roma ha certamente bisogno di un progetto, ma Ostia non è Dubai, con le sue torri albergo, e nemmeno Santa Monica, con le sue mega onde per i surfisti. Stop al milione di metri cubi di nuovo inutile e dannoso cemento sulle aree verdi del lungomare, pensato da Alemanno nel chiuso delle stanze del Campidoglio senza i cittadini, sì alla liberazione del litorale da muri e cancelli -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. E’ chiaro il senso cementizio dell’intervento proposto, ben interpretato dall’Assessore Corsini che ha affermato con tranquillità di aver fatto uno ‘studio approfondito di carattere edilizio che ora deve essere tradotto in un provvedimento di densificazione’ e in una ‘variante urbanistica’. E’ ridicolo e assurdo, il futuro del mare della Capitale non può ricalcare lo sviluppo del litorale adriatico di 40 anni fa. Bisogna invece eliminare i muraglioni degli stabilimenti balneari che hanno trasformato il centro di Ostia in un “lungomuro” e ridisegnare il lungomare per far riacquistare alla città il respiro verso l’acqua eliminando cabine e recinzioni, si deve puntare sulla valorizzazione delle aree archeologiche, delle dune di Capocotta, sulla Riserva del litorale e sull’unica area marina protetta vicina a Roma come le Secche di Tor Paterno.”

Con la Goletta Verde Legambiente punta i riflettori su questi assurdi progetti, e nei prossimi giorni presenterà anche delle specifiche osservazioni, coinvolgendo i cittadini contro queste scelte. Non è,
infatti, nemmeno facile scavare tra le pieghe dei progetti, visto che sono visibili esclusivamente in una stanza a Ostia e non sono consultabili in rete né sul sito internet del Comune né su quello del Municipio o del progetto Millennium, me nemmeno negli spazi della partecipazione del Dipartimento urbanistica.

Dopo la tappa di Ostia, il veliero “Catholica” toccherà nelle prossime quattro settimane le sponde di Fiumicino il 29 settembre e Civitavecchia il 2 ottobre, poi arriverà ad Anzio l’8 ottobre, a S.Felice del Circeo il 14 ottobre, a Gaeta il 16 ottobre e concluderà il suo viaggio nella splendida isola di Ventotene. Un mese di iniziative durante il quale cittadini, amministrazioni, imprese e scuole saranno coinvolti in blitz, incontri con le istituzioni, con dossier e proposte.

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