Arsenico: commissario Polverini renda noto elenco Comuni, dati analisi e piano interventi.

Arsenico: commissario Polverini renda noto elenco Comuni, dati analisi e piano interventi.

“L’emergenza è seria e la situazione critica, ma almeno dopo mesi c’è un punto certo sull’arsenico nelle acque potabili: non ci sono altri limiti al di fuori di quello di legge di 10 microgrammi per  Litro e se le analisi evidenzieranno superamenti su proposta delle ASL, i Sindaci dovranno adottare ordinanze di non potabilità ai fini del consumo umano” – così Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, commenta i risultati dell’audizione con associazioni e Sindaci svoltasi presso la Commissione Ambiente della Regione Lazio.

“Abbiamo chiesto che la presidente Polverini, nominata commissaria di governo per l’emergenza arsenico, renda immediatamente noto l’elenco dei comuni dove si riscontrano valori oltre i limiti, come prevede l’ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri – continua Parlati. Soprattutto serve quella chiarezza che finora è mancata, i risultati delle analisi delle acque potabili devono essere pubblicati per cittadini e imprese, ma deve essere anche inviata ai comuni una nota chiara ed esplicativa sulle azioni da intraprendere, definendo in accordo con le ASL gli obblighi relativi alle ordinanze di non potabilità. Abbiamo poi evidenziato l’esigenza di una campagna informativa rivolta ai cittadini, realizzata coinvolgendo medici e associazioni, con l’attivazione di un numero verde regionale sull’esempio di quanto fatto in provincia di Latina. L’acqua è un diritto imprescindibile ed è una risorsa messa già gravemente a dura prova, sulla quale c’è grande attenzione da parte dei cittadini come sta dimostrando la campagna verso i referendum per l’acqua pubblica. Non si può perciò temporeggiare, bisogna agire subito mettendo al centro la tutela della salute pubblica, per questo  chiediamo che la Regione condivida subito con le parti sociali anche il piano degli interventi che dovranno essere messi in campo, identificando costi e tempi e definendo iniziative per il risparmio e la tutela delle risorse idriche. Serve un tavolo condiviso dai diversi attori.” – chiosa Parlati.

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