Arsenico nell’acqua: assessore Mattei convochi un tavolo con le associazioni

Arsenico nell’acqua: assessore Mattei convochi un tavolo con le associazioni

Arsenico nell’acqua, per scongiurare allarme serve chiarezza

“Sull’arsenico nell’acqua potabile bisogna scongiurare l’allarme tra i cittadini, chiarendo fino in fondo quali sono gli interventi in atto e in quali territori un rischio esiste, per questo chiediamo all’Assessore Mattei un urgente tavolo di confronto con le associazioni ambientaliste e dei consumatori e con il garante del servizio idrico -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- Come è stato per le polveri sottili, anche in questo caso le norme europee avevano fissato tempi e investimenti per affrontare e risolvere definitivamente il problema rientrando nella normalità, ma i tempi sono stati sforati. Vogliamo conoscere i progetti, le iniziative e i tempi di attuazione per realizzare i necessari investimenti e interventi, che possono richiedere anche pochi mesi. Non staremo ad aspettare ordinanze di divieto di uso dell’acqua, né consiglieremo di scegliere le acque imbottigliate, l’accesso ad un bene così fondamentale è un diritto di tutti i cittadini e deve essere garantito a tutti i costi e dando certezze per la salute delle persone, come ha dimostrato senza dubbio la mobilitazione di un milione e mezzo di italiani per il referendum per l’acqua pubblica. La stragrande maggioranza degli abitanti del Lazio -a partire dagli oltre tre milioni di abitanti della Capitale- gode di una buona fornitura di acqua di rubinetto controllata e di qualità, ma per non generalizzare l’allarme serve quella chiarezza che fino ad oggi è mancata”. È concreta la posizione di Legambiente rispetto al serio rischio Arsenico e passa attraverso l’informazione alla popolazione sui comportamenti da tenere e sui lavori in corso per rientrare al più presto nelle norme, con interventi sulle reti acquedottistiche che possono prevedere la realizzazione di sistemi di trattamento e miscelazione o un diverso approvvigionamento di acqua da fonti che hanno valori di concentrazione delle sostanze inferiori a quelli previsti dalla legge.

Secondo la Decisione della Commissione Europea del 28 ottobre scorso, sono 91 i Comuni del Lazio con 851.529 utenti del servizio idrico dove si dovrà correre ai ripari in assenza della terza deroga per le concentrazioni di Arsenico nell’acqua potabile (10 microgrammi per litro è il limite di legge e le deroghe sono state concesse nel passato fino a 20 o 50 microgrammi per litro). I 91 Comuni per i quali è stata bocciata la richiesta di innalzare la concentrazione di Arsenico nell’acqua da 10 a 50 microgrammi per litro sono 9 in Provincia di Latina (per 283.642 utenti), 22 in Provincia di Roma (252.364 utenti) e ben 60 in Provincia di Viterbo (315.523 utenti). Secondo i dati dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Lazio resi noti in queste ore, 24 tra questi Comuni hanno realizzato opere che hanno già riportato i valori nelle norme, in 46 Comuni oggi i livelli di arsenico nelle acque sarebbero tra 10 e 20 microgrammi per litro (e si attende una ulteriore deroga ma fino a 20 microgrammi per litro), mentre in 21 Comuni (5 nella provincia di Roma, 1 nella provincia di Latina e 15 nella Provincia di Viterbo) sono ancora necessari ulteriori lavori. Non vanno dimenticati, in uno scenario meno immediato ma comunque da affrontare subito, i 78 Comuni del Lazio (per un totale di 461.539 utenti serviti) ai quali la Commissione Europea ha concesso invece una deroga per il fluoruro, ma solo sino al 31 dicembre 2012 (per Aprilia- Campoleone al 31 dicembre 2011). Sempre per il parametro del fluoruro, per la zona di approvvigionamento idrico della Provincia di Latina si prevede un importo per interventi e azioni correttive pari a 9.438.400 euro con termine deroga al 2011, per la Provincia di Roma l’importo sale a 33.299.629 euro con termine 2012 (indicata la costruzione di un sistema di distribuzione e serbatoi, sistema di trattamento e connessioni per miscelazione acque) e per quella di Viterbo sono previsti 24 milioni di euro con termine deroga fissato al 2012 (indicata una “consistente organizzazione” di tutto il sistema di distribuzione pubblico in fase di implementazione).

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