Atto vandalico al Villaggio della legalità di Latina

Atto vandalico al Villaggio della legalità di Latina

Atto vandalico al Villaggio della Legalità di Latina, Legambiente: “Fatti
gravissimi, fermare l’ondata criminale, serve impegno concreto delle
istituzioni. La Magistratura individui responsabilità”

L’atto vandalico che si è consumato nei giorni scorsi al Villaggio della Legalità di Latina è l’ennesimo scempio all’ex campo abusivo ora laboratorio di buon pratiche. Legambiente chiede alla Magistratura di fare chiarezza per individuare i responsabili e un impegno concreto da parte delle Istituzioni per fermare quest’ondata di gesti vili ed intimidatori.
“Si tratta dell’ennesimo fatto grave, vengano subito individuati responsabili e responsabilità – dichiara Rossella Muroni, Direttrice Generale di Legambiente -. Noi non fermeremo la nostra azione di sostegno e supporto con i nostri campi di volontariato e tante iniziative per far diventare quel luogo un punto di riferimento per tutti i cittadini, un simbolo concreto di come si può portare avanti il cambiamento sul territorio. Proprio al Villaggio della Legalità, il prossimo 22 marzo si svolgerà la IX giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie, un modo per far rinascere e far rivivere quel luogo.”
Questo è solo l’ultimo di ben cinque atti criminali che si sono susseguiti negli scorsi due anni, da quando quel luogo è stato sottratto all’abusivismo e passato in gestione  all’associazione Libera. Il bilancio questa volta è pesantissimo: completamente distrutto l’intero impianto elettrico, danneggiati il telone, le vetrate e sottratte le pompe dell’acqua.
“Questo atto così grave si inserisce in un’esclation di criminalità ormai dilagante in tutto il territorio di Latina – hanno dichiarato Valentina Romoli, vice presidente e responsabile Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio e Marco Omizzolo, coordinatore provinciale Legambiente Latina-. Secondo gli ultimi dati Eurispes, nella provincia pontina vengono commessi ben 55,2 reati ogni 10000 abitanti, numeri che la collocano come quella più a rischio nel Lazio. Servono azioni concrete per liberare i territori dalle illegalità di ogni genere con un’assunzione di responsabilità da parte delle Istituzioni e con percorsi in grado di favorire la nascita di una nuova cultura della legalità e della partecipazione democratica.”

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