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EcoForum Lazio, Legambiente premia 83 Comuni Ricicloni

In 4 anni aumentano da 9 a 83 i comuni con oltre il 65% di differenziata e diminuisce la produzione di rifiuti di oltre 135mila tonnellate annue

“Siamo lieti di premiare così tanti comuni a dimostrazione dei passi in avanti compiuti sulla gestione dei rifiuti, ora nel Lazio si chiuda la storia di discariche e inceneritori verso l’Economia Circolare”

IL PODIO DEI COMUNI RICICLONI DEL LAZIO 2017 IN PERCENTUALE DI RD 

1° – ROCCA D’ARCE (FR) 82,20%

2° – SANT’AMBROGIO SUL GARIGLIANO (FR) 81,73% 

3° – CASTELNUOVO DI PORTO (RM) 81,19%

Si è svolto oggi a Roma il primo EcoForum dei Rifiuti del Lazio organizzato da Legambiente con il contributo della Regione Lazio, durante il quale è stato pubblicato il dossier rifiuti, è stato dato spazio a comuni e aziende virtuose nella gestione del ciclo e sono stati premiati i Comuni Ricicloni di tutta la Regione, valorizzando le possibili strade della sostenibilità ambientale.

Secondo i dati del dossier pubblicato dall’associazione ambientalista, con dati dal Catasto Rifiuti ISPRA 2017, nel 2016 la produzione di rifiuti nel Lazio è stata pari a 3.025.497 tonnellate, di cui il 42.37% è stato raccolto in maniera differenziata. Dal 2013, anno di chiusura di Malagrotta che segna nei fatti l’avvio di una nuova era nella gestione del ciclo, quando la raccolta differenziata regionale era appena al 26,47%, la gestione dei rifiuti è cambiata molto: i rifiuti prodotti sono scesi di 135.809 tonnellate su base annua, oltre 25 kg in meno per ogni abitante. Dati positivi anche per quanto riguarda il raggiungimento dell’obiettivo del 65% di RD: erano appena 9 i comuni ad aver raggiunto il traguardo nel 2013, sono ben 83 i Comuni Ricicloni premiati da Legambiente nel Lazio nel 2017; di questi sono 71 i comuni con gestione autonoma e 2 le unioni di comuni che gesticono la raccolta di 12 comuni.

I Comuni Ricicloni sul podio sono Rocca D’Arce (FR) 82,20%, Sant’Ambrogio sul Garigliano, 81,73%, e Castelnuovo di Porto al 81,19%, che sono anche gli unici 3 centri ad aver superato l’obiettivo dell’80%. 12 comuni hanno percentuale tra il 75% e 80%, 15 tra il 75% e il 70%, 41 tra il 65% e il 70%. Sono poi 2 le unioni di Comuni Riciclone, quella della “Bassa Sabina” col 68,80% e 7 comuni e quella della “Valle dell’Olio” al 65,86% e 5 comuni, entrambe in provincia di Rieti. Tutti questi sono stati i comuni premiati, ed è stata conferita anche una menzione speciale al comune di Subiaco (RM) per l’accelerazione impressa nel 2017 alla RD passando dal 15% nel mese di gennaio al 72% nello scorso novembre. Di tutti i comuni Ricicloni sono 30 quelli in provincia di Roma, 16 a Viterbo, 11 a Frosinone, 10 a Latina e 4 a Rieti.

Analizzando i dati territoriali della raccolta differenziata, in testa c’è la provincia di Viterbo con il 48,13% di RD, fanalino di coda quella di Rieti ancora al 33,52% nonostante siano qui le uniche 2 Unioni di Comuni Ricicloni. La provincia dove la raccolta differenziata è aumentata maggiormente è Frosinone che passa dallo 0,6% nel 2010 al 42,70% del 2016.

“A quattro anni dalla chiusura di Malagrotta, quando nel nostro territorio si contavano sulle dita di una mano i Comuni Ricicloni, siamo contenti di poterne premiare 83 quest’anno – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -. Anche se la nostra ancora non è una Regione tra le più virtuose, dato l’uso ecccessivo di incenerimento e conferimento in discarica, guardando i numeri complessivi e analizzando gli ultimi anni non si può non vedere un positivo passo in avanti che ci porta oggi a premiare così tanti comuni, a dimostrazione di quanto fosse giusto chiudere la storia delle discariche e di quanto le politiche regionali risultino efficaci tanto più se mettono a disposizione strumenti concreti, dalle compostiere di comunità alla tariffa puntuale, dalle linee guida sul riuso all’individuazione del fabbisogno impiantistico. Ora abbiamo bisogno di un piano regionale dei rifiuti efficace, con il quale dare lo stop definitivo a discariche e inceneritori, e dell’attuazione di buone norme approvate alle quali dare gambe, a partire dalla tariffa puntuale secondo il principio chi inquina paga: solo con questi presupposti il Lazio potrà avviarsi verso la costruzione dell’economia circolare”.

La criticità evidente dallo studio di Legambiente riguarda gli impianti di gestione che sono sul territorio: 16 impianti di compostaggio, 10 TMB, 3 Inceneritori e 5 Discariche, nessun impianto integrato anaerobico/aerobico e nessun digestore anaerobico per la frazione organica. Nello specifico risalta la diminuzione del conferimento nei TMB, dove la metà dei rifiuti trattati va poi in discarica, e che passa da 1.739.468 tonnellate nel 2015 a 1.673.457 nel 2016, a dimostrazione dell’inutilità di progettarne di nuovi e trasformare quelli attuali in centri di riuso e fabbriche di materiali. Ancora eccessivo sia l’incenerimento con 374.944 tonnellate di rifiuti bruciati, che l’uso delle discariche dove nel 2016 sono andate a finire 405.017 tonnellate di rifiuti.

“Sugli impianti c’è bisogno di determinare un futuro dove nel Lazio non si rischi l’accensione di nuovi inceneritori e si avviino al fine vita quelli attualmente in funzione – commenta Stefano Ciafani direttore Generale di Legambiente -, si diffondano invece fabbriche di materiali, biodegestori anaerobici per la produzione di biometano, impianti e isole del riuso, attraverso un siting che ogni territorio deve avere la responsabilità di individuare.  Un segnale concreto deve arrivare soprattutto dalla Capitale che riciclona non è e che deve smettere di far partire 150 autoarticolati al giorno carichi di rifiuti verso altre regioni e nazioni, perché non avvia progetti innovativi di realizzazione impianti nel proprio territorio, in grado di attivare l’economia circolare. A quattro anni dalla chiusura della scellerata storia per la discarica più grande d’Europa, poter premiare tanti comuni virtuosi in questa Regione, vuol dire che è questo il momento per l’accelerazione verso un ciclo sano, capace di trasformare i rifiuti in risorsa”.

All’iniziativa erano presenti tra gli altri Cristiana Avenali consigliera Regione Lazio, Giorgio Zampetti responsabile nazionale scientifico di Legambiente, Alessio Ciacci ASM Rieti, Riccardo Travaglini Sindaco di Castelnuovo di Porto, Francesco Girardi ASA Tivoli, Laura Bruzzechesse Assessore all’Ambiente di Oriolo Romano, Riccardo Viselli di Utilitalia, Pietro Luppi presidente di Occhio del Riciclone, Enrico Facci coordinatore del progetto ISAAC, Enzo Favoino di Zero Wate Italy.

La giornata si è svolta con il contributo della Regione Lazio e la sponsorizzazione di ASA Tivoli, Riciclia, Lavorgna Igiene Urbana, Loggia Industria Vernici, Eurosintex, Formia Rifiuti Zero, Ambiente Spa, e con lo sponsor tecnico di Rosemary Terra e Sapori e Minimo Impatto.

 

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EcoForum del Lazio – Roma, giovedì 21 Dicembre 2017

 

ore 9.30
Registrazione Partecipanti

ore 10.15
Introduzione e presentazione Dossier Comuni Ricicloni Lazio
Stefano Ciafani – direttore generale di Legambiente

ore 10.30
LA SFIDA DEI RIFIUTI NEL LAZIO
Coordina Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio
Intervengono
Riccardo Travaglini sindaco di Castelnuovo di Porto (RM)
Alessio Ciacci Asm Rieti
Laura Bruzzechese Assessore all’Ambiente di Oriolo Romano (VT)
Francesco Girardi Asa Tivoli
Raphael Rossi Formia Rifiuti Zero
Mauro Buschini assessore all’ambiente delle Regione Lazio

ore 12,00
DALLE BUONE PRATICHE DI ECONOMIA CIRCOLARE ALLA TARIFFA PUNTUALE
Coordina Giorgio Zampetti responsabile scientifico nazionale di Legambiente
Intervengono
Riccardo Viselli Utilitalia
Enrico Facci coordinatore progetto ISAAC
Eurosintex
Enzo Favoino Zero Waste Italy
Riciclia
Loggia Industria Vernici
Cristiana Avenali Consigliera Regione Lazio

ore 13.30
Premiazione Comuni Ricicloni

Ore 14 Buffet

 

(Il programma programma subire variazioni nell’ordine e nei nominativi)

 

 

 

Pendolaria 2017: Roma Lido peggior linea ferroviaria d’Italia

La Termini-Centocelle è quello con i treni più vecchi d’Italia, 61 anni di media

Treni regionali migliorano con 13 nuovi e diminuisce età media a 13,7 anni

“Nel Lazio i treni regionali si stanno rinnovando, flotta ATAC sempre peggio, metropolitane romane un disastro”

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Festa dell’Albero di Legambiente, nel Lazio e a Roma più ossigeno e verde anche nei Parchi incendiati la scorsa estate

Festa dell’Albero di Legambiente, nel Lazio e a Roma più ossigeno e verde anche nei Parchi incendiati la scorsa estate

“A Roma e nel Lazio da oggi migliaia di nuovi alberi piantati e si continuerà a piantarne per tutta la settimana”

Si festeggia oggi, 21 novembre la Festa dell’Albero con Legambiente e la consueta piantumazione da parte di tante scuole, circoli, associazioni e comitati che stanno piantando ovunque alberi e continueranno fino al prossimo fine settimana.

“Oggi festeggiamo gli alberi, la loro bellezza e la loro straordinaria funzione, piantandone ogni specie in tutto il territorio del Lazio – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – In particolare i nuovi alberi piantati nel parco di Monte Mario, vanno a sostituire con le loro funzioni quelli incendiati la scorsa estate, il senso della festa è anche questo: garantire nuovi alberi dove roghi, crolli rovinosi e sciagurate potature li hanno fatti sparire. Siamo poi felici che protagonisti della giornata siano le aree protette devastate dagli incendi, potendo oggi compesare i disatri causati dai roghi dell’estate, con numerosi nuovi alberi”.

A Roma, infatti, a mezzogiorno in contemporanea con tutti i parchi d’Italia coinvolti, i bambini della Scuola Primaria “Chiodi” hanno piantato Cerri e Aceri a Monte Ciocci, nella Riserva Naturale di Monte Mario con i volontari del cigno verde e alla presenza di Maurizio Gubbiotti presidente di RomaNatura. Nella capitale appuntamenti dovunque durante la giornata, tra i tanti ci sono stati quelli del circolo Legambiente “Le Perseidi” per riempire le conche vuote a bordo strada su via Tiburtina, nel quartiere San Lorenzo e con Legambiente “Aniene” nella scuola “Angeli della Città”. Nel pomeriggio i volontari del Cigno Verde hanno piantato alberi con studenti, genitori e corpo docente nella scuola Carlo Levi di via Castel Giubileo. “A Roma ben vengano nuovi alberi anche a sostituzione di quelli stradali che invece sembrano solo cadere pericolosamente o essere tagliati violentemente senza alcun piano di ripristino. In tal senso abbiamo chiesto all’assessorato comunale all’Ambiente di fornire gli alberi da distribuire a scuole e comitati romani come consueto da ormai oltre vent’anni, ma per il secondo anno consecutivo non abbiamo ricevuto alcuna risposta e nessun albero. Nonostante ciò, ogni scuola o associazione che ne abbia fatto richiesta ha potuto prendere gli alberi provenienti dal Parco Regionale dei Monti Aurinci”.

Oggi e nelle prossime giornate saranno piantati migliaia di nuovi alberi, e Legambiente ringrazia la Regione Lazio che li sta fornendo a tutti, e in particolare la consigliera Avenali che ha spinto ed ottenuto un anno fa, l’adesione istituzionale alla festa dell’Albero da parte della Regione stessa, garantendo così la presenza negli anni, di alberi a chiunque volgia piantarne.
Anche in tutta la Regione, circoli e volontari sono e saranno in azione nei prossimi giorni, oggi hano iniziato a Monte San Biagio (LT) il circolo “Serra Andresone” e la scuola Valle Marina e a Sabaudia il circolo Larus col plesso scolastico San Donato.

Festa dell’Albero di Legambiente 2017 è stata realizzata nazionalmente con supporto tecnico di Associazione Forestale Italiana, Assocarta, Federlegno Arredo e ConLegno

 

 

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Domenica Ecologica, Legambiente anima Via dei Fori Imperiali e presenta lo studio STOP AUTO AL COLOSSEO

Contati oltre 3.300 veicoli a motore l’ora a pochi metri dal più importante monumento d’Italia

“Al Colosseo passano più mezzi a motore che sulle autostrade del Lazio. Vergognoso, ora basta! Il Colosseo non è una rotatoria e il cuore di Roma non è un’autostrada”

“A Roma la sfida di rilancio dei mezzi pubblici inizi togliendo le auto dal Colosseo. Ma da troppi anni non si progetta niente di nuovo per aumentare il trasporto pubblico, e quello che c’è è sempre più scadente”

A Roma tornano le domeniche Ecologiche previste dal piano Regionale di risanamento della qualità dell’aria e Legambiente torna con la sua storica postazione in Via dei Fori Imperiali con animazione per grandi e piccoli. Durante la giornata gli ambientalisti hanno presentato lo studio STOP AUTO AL COLOSSEO esponendo lo striscione IN NOME DEL POPOLO INQUINATO, e pubblicando i risultati del monitoraggio effettuato nell’ultimo anno dai propri volontari, sul passaggio di veicoli a motore all’ombra dell’anfiteatro Flavio.

Sotto al Colosseo passano fino a 3.300 veicoli ogni ora nelle ore di punta della giornata: 73% è costituito da auto private, 18% scooter, 3,5% di taxi, 2,1% i furgoni, 1,5% i bus privati, 0,6% le forze dell’ordine, 0,2% i camion e appena lo 0,6% è rappresentato da bus di ATAC, percentuale praticamente irrisoria. 

Andando ad analizzare gli ultimi dati sul passaggio di veicoli nelle autostrade nel Lazio, risulta più trafficata Piazza del Colosseo rispetto a tutti i tratti autostradali nel Lazio, dove la maggiore densità di vetture risulta essere quella della Roma-Napoli con una media oraria da inizio anno di 2.664 veicoli potenziali ogni ora, secondo dati notiziario trimestrale 2016 di AISCAT.

“Ora Basta! Il Colosseo non è una rotatoria e il cuore di Roma non è un’autostrada, è una vergogna che transitino più veicoli a motore sotto al Colosseo che in qualsiasi autostrada del Lazio – dichiara Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio -. La sfida più grande per chi governa la Capitale è liberarla dalla tenaglia del traffico e dotarla di una rete di TPL moderna e utile a tutti, cominciando proprio dalla liberazione del centro dalle auto private a partire dal Colosseo, programmando e progettando rotaie per Tram, preferenziali per Autobus, tunnel per metropolitane nuove e prolungamenti fuori dal GRA delle vecchie. Gli impressionanti numeri di auto imbottigliate sotto il luogo più importante di Roma sono il risultato di quanto hanno saputo mettere in campo le Amministrazioni Comunali, quella attuale e quelle più recenti, sulla progettazione della futura rete del trasporto pubblico: un nulla totale. Dopo questi numeri disastrosi ci rivolgiamo all’amministrazione, chiedendo quali sono i progetti e i tempi per cambiare rotta, qual è il futuro della linea C oltre il Colosseo, dove saranno posizionati nuovi tram, che fine hanno fatto le pedonalizzazioni e le ciclovie a partire dal Grab. Intanto il divieto di ingresso in centro alle auto di venti anni che scatterà domani è ridicolo, in questo l’attuale giunta semplicemente segue ed esegue passo passo il debolissimo PGTU della precedente amministrazione”.

Legambiente ha conteggiato un numero complessivo di oltre 36.000 veicoli in 12 giornate di monitoraggio durante tutto l’anno e in stagioni diverse: nella giornata dell’8 marzo, tra le 9 e le 10 del mattino, si sono contate punte di addirittura 3.322 veicoli complessivi. Il monitoraggio è stato realizzato nelle giornate del 17 e 18 gennaio, 8, 9 e 10 marzo, 15 e 16 novembre con risultati molto simili tra loro che raccontano di una vera e propria autostrada che passa tutti i giorni ad appena 20 metri dal monumento più importante di Roma e d’Italia.

Il conteggio complessivo riguarda tutti i veicoli a motore che hanno attraversato Piazza del Colosseo nelle giornate di monitoraggio, in direzione Via Labicana, direzione Via Claudia e in direzione Circo Massimo.

L’associazione ambientalista torna con la sua battaglia storica a chiedere che il Colosseo sia salvato dalla tenaglia di automobili, dopo che già nel 2013 aveva raccolto oltre 6.400 firme a sostegno della sua delibera di iniziativa popolare, poi votata in aula Giulio Cesare a Maggio 2014, sia dalla allora maggioranza che dai componenti di quella attuale. Ma dopo la vittoria con la prima fase di pedonalizzazione di Via dei Fori, la strada non ha visto la chiusura completa alle auto, e nella parte più pregiata di Roma, tra Piazza del Colosseo, Via Claudia e Via di San Gregorio, continuano a poter passare tutte le vetture private senza alcun permesso speciale e senza distinzione.

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Ecosistema Urbano 2017, Roma verso il fondo della classifica nella sostenibilità ambientale, scende al 88° pos to, perse 33 posizioni in 10 anni

Ecosistema Urbano 2017, Roma verso il fondo della classifica nella sostenibilità ambientale, scende al 88° posto, perse 33 posizioni in 10 anni

Nella Capitale crolla la fiducia e l’uso dei mezzi pubblici, appena 328 viaggi all’anno per abitante nel 2016 (da 512 nel 2015)

“A Roma nessun passo in avanti nella mobilità sostenibile e gestione dei rifiuti, mentre l’amministrazione pensa ad assurde gare di auto la città sprofonda nelle classifiche di sostenibilità ambientale”

Nel resto del Lazio scende Latina al 89° posto, Frosinone appena 99°. Il miglior capoluogo Rieti, 61°, Viterbo 102° perché non fornisce i dati utili.

Legambiente ha presentato oggi a Milano l’edizione 2017 di Ecosistema Urbano, il dossier sulle perfomance ambientali dei capoluoghi di provincia giunto alla XXIV edizione, e realizzato in collaborazione con “Ambiente Italia” e “Il Sole 24 Ore”. Lo studio guarda alle politiche di sostenibilità ambientale messe in campo tramite l’analisi di 16 diversi indicatori che valutano insieme la qualità dell’aria, la salubrità del ciclo delle acque, i risultati che provengono dai modelli di gestione di rifiuti, lo sviluppo di mezzi pubblici, ciclabilità e aree pedonali a discapito del mezzo privato, la diffusione delle rinnovabili.
I volontari di Legambiente Lazio hanno presentato i numeri della capitale e delle città capoluogo del Lazio esponendo, con un blitz a pochi metri dal Campidoglio, lo striscione IN NOME DEL POPOLO INQUINATO, perchè la capitale peggiora di anno in anno per performance ambientali.
Roma scivola impietosamente, verso il fondo nella classifica della sostenibilità ambientale, cadendo ormai al 88° posto (85° nel dossier 2016) e impressionano le ben 33 posizioni perse in 10 anni (Roma 55° nel dossier 2007). Analizzando i vari parametri sono i rifiuti e soprattutto la mobilità sostenibile a causare il crollo: sul fronte dei rifiuti, sale di percentuali irrisorie la differenziata al 43% nel 2016 (41% nel 2015) per la quale la capitale è al 67° posto tra le città e non si riduce la produzione pro-capite ferma a 588 kg a persona ogni anno, erano 594 lo scorso anno e ora Roma 75° per il parametro; il porta a porta è completamente fermo nella diffusione al 32,8% degli abitanti, peggior dato in assoluto tra le prime 4 città italiane (Milano 100%, Napoli 42,8%, Torino 47,3%). Ma è la mobilità “immobile” che manda Roma sempre più in fondo alla graduatoria per performance ambientali, crolla la fiducia e l’uso conseguente dei mezzi pubblici con appena 328 viaggi all’anno per abitante nel 2016 (erano 512 nel 2015 – a Milano sono ben 486 e a Venezia addirittura 664); diminuisce anche l’offerta di trasporto pubblico, cioè i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente, calando dai 60 dello scorso anno ai 57 Km-vettura/abitante/anno (a Milano sono ben 93); di contro sono più di 61 le auto ogni 100 abitanti. Ferme a appena 0,17 metri quadri per abitante le quantità di isole pedonali, l’equivalente di un quadrato con lato 41 cm a testa, e a 1,27 i metri per abitante di corsie ciclabili.

“Nessun passo in avanti nella mobilità sostenibile e nella corretta gestione del ciclo dei rifiuti, stanno trascinando Roma nel fondo della classifica per scarse performance ambientali – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ed è allarmante il calo del numero di cittadini in viaggio sui mezzi pubblici, che racconta da solo quanto “immobile” sia la mobilità pubblica della capitale. È passato un 2016 dove non è accaduto veramente nulla di positivo in tal senso, e nel 2017 non si vede alcuna opera in grado di invertire la tendenza. Non sono di certo sufficienti gli annunci di strane funivie su rotaie, senza peraltro alcun piano di sostenibilità economica, o ciclovie e corsie preferenziali che sono solo strisce in terra calpestate da veicoli privati, mentre le Metro e le ferrovie urbane funzionano sempre meno e non c’è un centimetro di tram o filobus in più, anzi cala il servizio. Intanto non si pedonalizza niente, è ferma a metà la ciclopedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali e il Colosseo continua ad essere un enorme pregiatissimo spartitraffico recluso dalle auto. Dall’elaborazione del Grab, unica opera finanziata realmente, vengono poi allontanati tutti quelli che lo hanno pensato e progettato gratuitamente per la città, e invece della grande opera di rigenerazione urbana stra conosciuta e premiata, rischia di diventare l’ennesima, pericolosa striscia gialla in terra”.

Sempre secondo il dossier di Legambiente, nell’aria cresce a 50,72 ug/mc la concentrazione media di No2 (Biossido d’azoto in microgrammi per metro cubo di aria), migliora scendendo a 10,78 giorni di superamento la presenza di Ozono (limite giornaliero a 120 ug/mc) e rimane stabile il PM10 con una concentrazione media di 28,75 ug/mc al giorno.

“Prolungamenti delle Metropolitane fuori il Gra, diffusione della rete tranviaria e del TPL, blocco dei diesel e ampliamento delle ztl, a questo dovrebbe puntare l’amministrazione capitolina invece dell’assurda realizzazione di una gara automobilistica completamente inutile – conclude Scacchi –. Anche sul ciclo dei rifiuti ritroviamo una percentuale di differenziata ferma dov’era e un’immobile diffusione del porta a porta sul quale si torna indietro in alcuni quartieri ripassando a vecchie sperimentazioni di raccolte mobili; non si vede neanche alcuna opera concreta di miglioramento del ciclo: sempre centinaia di autoarticolati al giorno mandano fuori dal Gra la “monnezza” romana e Roma continua a non dotarsi di alcun nuovo impianto di gestione delle frazioni differenziate”.

Nel resto del Lazio, sempre molto grave la posizione di Frosinone (99°) nel fondo della classifica generale, peggiorano Latina che scende al 89° posto (71° nel dossier 2016) e Rieti 61° (era 54° nel 2016). Viterbo in fondo alla classifica (102°) perché continua a non fornire con completezza i dati.
Nei capoluoghi fuori Roma, i dati sulla gestione dei rifiuti sono molto bassi a Latina che scende addirittura al 30% di RD (era al 32 nel dossier 2016), sale a Viterbo al 49% e sale anche a Rieti al 24%. La percentuale di differenziata è invece ferma ad un irrisorio 18% a Frosinone, dato che ferma in basso nella classifica il capoluogo ciociaro insieme ai pessimi numeri della qualità dell’aria: PM10 in concentrazione media di 35ug/mc, 20 giorni di superamento dei limiti di ozono e 33,5ug/mc di No2 medio nell’aria.
Capitolo a parte sul ciclo dell’acqua, dove il gestore del servizio idrico di Roma e Frosinone, non fornisce dati aggiornati per cui si conferma il 44% di dispersione in provincia di Roma e il terribile 75,4% in provincia di Frosinone e consumi di 165 l/ab/anno nella capitale e 175 nel capoluogo ciociaro. A Rieti la dispersione idrica sale al 55% (dal 53,8%) ma si abbassano i consumi a 150 l/ab/anno (da 155). Migliora anche se di poco la situazione a Latina col 65% di dispersione (dal 67%) e 131 l/ab/anno di consumi.

I 16 indicatori di Ecosistema Urbano: Polveri sottili (Pm10); Ozono (O3); Biossido di azoto (NO2); Consumi idrici domestici; Dispersione della rete; Capacità di depurazione; Produzione di rifiuti urbani; Raccolta differenziata; Passeggeri Trasporto Pubblico; Offerta Trasporto pubblico; Tasso motorizzazione; auto; Incidentalità stradale; Piste ciclabili; Isole pedonali; Alberi in area urbana; Energie rinnovabili; Solare fotovoltaico e termico pubblico

LE TABELLE




Al link il dossier nazionale completo

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