GOLETTA DEI LAGHI DI LEGAMBIENTE PRESENTA I RISULTATI DEI MONITORAGGI NEL LAZIO: IN 8 PUNTI SUI 23 CAMPIONATI, CARICHE BATTERICHE SOPRA I LIMITI

NEL LAGO DI BOLSENA LA SITUAZIONE PEGGIORE CON 5 PUNTI INQUINATI SU 7 

“PER IL LAGO DI BOLSENA EMERGE ANCORA UN QUADRO PREOCCUPANTE PER LA PRESENZA DI SCARICHI NON DEPURATI E SEGNALIAMO ANCHE UN PUNTO FORTEMENTE INQUINATO SUL LAGO DEL TURANO”

“MIGLIORA LA SITUAZIONE SUL LAGO DI BRACCIANO, DOVE SAREMO IMPEGNATI CON TUTTE LE NOSTRE FORZE NEL DIFENDERE IL BLOCCO DELLE CAPTAZIONI DI ACEA, CHE LA REGIONE HA IMPOSTO DAL PROSSIMO 28 LUGLIO”  

A Roma si chiude il viaggio di Goletta dei Laghi 2017 con la conferenza stampa di presentazione dei risultati del monitoraggio che i tecnici di Legambiente hanno eseguito sui laghi del Lazio tra il 19 e il 21 luglio e dopo le tappe sui Laghi di Bracciano e Canterno, durante le quali l’associazione ambientalista, insieme ad amministrazioni e cittadini, ha affrontato l’annoso problema della siccità e dell’abbassamento del livello dei laghi.

È il Lago di Bolsena, quello dove Legambiente ha individuato le maggiori criticità, sul più grande lago del Lazio i prelievi sono risultati inquinati in 5 punti su 7 punti campionati: fortemente inquinata l’acqua sulla spiaggia in fondo a Via Cava a Marta (VT), fortemente inquinata alla foce del fosso ponticello in località “gli oppieti” e inquinata nel punto di prelievo a Prati Renari nel comune di San Lorenzo Nuovo (VT), fortemente inquinata alla foce del fosso Cannello in località “la Grata” a Gradoli (VT) e fortemente inquinato il punto presso il fosso in zona San Rocco a “Montefiascone” come già segnalato nei giorni scorsi con un blitz dei volontari. Situazione meno negativa invece sul Lago di Bracciano dove, dei 5 prelievi effettuati, ben 3 sono risultati entro i limiti per presenza batterica, risultato inquinato il punto alla foce del Fosso di Grotta Renara a Bracciano (RM) e la foce del canale tra Via San Pietro e Via della Rena a Trevignano Romano (RM).
Sul Lago del Turano in provincia di Rieti, risulta fortemente inquinato 1 punto su 2 alla foce del canale sotto via Turanense a Colle di Tora (RI), entro i limiti invece la spiaggetta a Castel di Tora (RI).
Entro i limiti anche le analisi dei 3 prelievi sul Lago Albano, i 2 sul Lago di Vico, i 2 sul Lago del Salto e i 2 sul Lago di Canterno. 

“Dalle analisi svolte, emerge un quadro preoccupante sul Lago di Bolsena dove entrano ancora troppi scarichi non depurati in diverse aree del maggior lago vulcanico d’Europa per portata d’acqua – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ma anche per il piccolo Lago del Turano segnaliamo una forte criticità individuata che va affrontata con determinazione. Sul Lago di Bracciano, nell’ultimo periodo, c’è stato un miglioramento che si vede dalla diminuzione dei punti critici, qui i comuni devono assolutamente salvaguardare il proprio Lago eliminando gli scarichi non depurati con la stessa forza con la quale stanno difendendo il lago dalle captazioni di Acea, lotta che sosterremo con tutte le nostre forze affinché il prossimo 28 luglio, come determinato dalla Regione, si blocchi la captazione. Come tutti gli anni, segnaliamo con i risultati le situazioni critiche e ci mettiamo a disposizione delle amministrazioni nella risoluzione dei problemi. Dopo un anno particolarmente complicato per gli ecosistemi lacustri, che soprattutto negli ultimi mesi hanno sofferto per la mancanza di piogge e per le captazioni che, come a Bracciano, ne stanno mettendo a dura prova la forza ed il valore ecosistemico, insieme con la ricchezza economico-turistica per le comunità locali, facciamo il punto sulle criticità individuate, senza dare giudizi complessivi sullo stato delle acque ma segnalando le presenza di inquinamento batteriologico di origine fecale, dove c’è bisogno di interventi di ripristino, captazione di reflui non depurati o interruzione di flussi fognari abusivi. Se nei laghi di Canterno, Vico e Albano non rileviamo criticità di origine fecale, bisogna però lavorare e tanto, per eliminare i fattori inquinanti derivati da presenza di alghe tossiche, microrganismi complessi e sfruttamento spregiudicato ai fini della produzione idroelettrica che in questi luoghi sono agli onori delle cronache. Nessuna criticità emerge nel Lago del Salto”.

“Quello che raccontiamo da anni con la Goletta dei Laghi non è solo lo stato di salute dei specchi d’acqua italiani, ma soprattutto la necessità di una visione sistemica a questi ambienti straordinari – dichiara Simone Nuglio responsabile campagna Goletta dei Laghi – L’emergenza siccità che investe i laghi laziali ci dimostra questo in modo ancora più forte e ci fa capire che solo una pianificazione e una gestione integrata e condivisa tra tutti i portatori di interesse, consente di tutelare i preziosi servizi ecosistemici che non riguardano soltanto la risorsa idrica ma anche, ad esempio, le importanti funzioni di regolazione climatica”

LAGO PV Comune Località Punto Giudizio 2017
RISULTATI Lago di BOLSENA
Bolsena VT Bolsena Lungolago Lago  presso Foce fosso del Cimitero entro i limiti
Bolsena VT Montefiascone Lungolago Foce torrente nei pressi del parco giochi Fortemente Inquinato
Bolsena VT Marta Lago, presso spiaggia in fondo a via Cava Fortemente Inquinato
Bolsena VT San Lorenzo Nuovo Oppietti Fosso il Fiume (Le Vene)/ Foce del Fosso Ponticello Fortemente Inquinato
Bolsena VT San Lorenzo Nuovo  Prati Renari Canale in località Prati Renari Inquinato
Bolsena VT Capodimonte Capodimonte Lago presso spiaggia in viale Regina Margherita (tra via dei Pini e via degli Eucaliptus) entro i limiti
Bolsena VT Gradoli La Grata Foce fosso Cannello o foce del fosso Rigo Fortemente Inquinato
RISULTATI Lago di BRACCIANO
Bracciano RM Bracciano La Lobbra Lago in corrispondenza della Foce fosso della Lobbra entro i limiti
Bracciano RM Bracciano Rio della Mole Foce fosso grotta Renara Inquinato
Bracciano RM Trevignano Romano Canale, presso incrocio fra via della Rena e via San Pietro Fortemente Inquinato
Bracciano RM Anguillara Sabazia Pizzo Prato Lago in corrispondenza chiusa dell’emissario Arrone entro i limiti
Bracciano RM Anguillara Sabazia Pizzo Prato Lago in corrispondenza di Via dell’Acquedotto Palo entro i limiti
RISULTATI Lago di VICO
Vico VT Caprarola Scardenato Lago nei pressi del ristorante “La bella Venere” entro i limiti
Vico VT Ronciglione Punta del lago Lago presso spiaggietta  alla fine di Via Castello di Vico entro i limiti
RISULTATI Lago di CANTERNO
Canterno FR Ferentino Lago, a metà della sponda ovest, SP272 entro i limiti
Canterno FR Ferentino Foce Fosso del Diluvio entro i limiti
RISULTATI Lago ALBANO
Albano RM Castel Gandolfo Via dei Pescatori Spiaggetta dei Pescatori entro i limiti
Albano RM Castel Gandolfo Via dei Pescatori Lago, presso via dei Pescatori, altezza Emissario Romano entro i limiti
Albano RM Castel Gandolfo Via Spiaggia del Lago Spiaggetta presso Via Spiaggia del Lago 28/c entro i limiti
Lago del SALTO
Salto RI Varco Sabino Rocca Vittiana Lago presso spiaggia altezza Via Giovanni XXIII in corrispondenza del CNVS entro i limiti
Salto RI Petrella Salto Borgo San Pietro Lago presso spiaggia Altobelli in corrispondenza  della piscina pubblica  entro i limiti
Lago del TURANO
Turano RI Colle di Tora Colle di Tora Foce canale presso spiaggia sotto la provinciale Turanese, scarico del depuratore Fortemente Inquinato
Turano RI Castel di Tora Bivio Lago presso la spiaggetta sotto la provinciale Turanese all’altezza del Bar e del Campo da Basket, vicino incrocio con strada per Castel di Tora entro i limiti

Nota sul monitoraggio scientifico 
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente e i campioni per le analisi microbiologiche sono conservati in barattoli sterili in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo. Come da normativa “il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione”. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116.

Il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi per la seconda volta ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno.

Legenda: 
INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml

 

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Non sembra migliorare la situazione del lago vittima dei cambiamenti climatici e del prelievo continuo di acqua per la produzione di energia elettrica.
Il circolo di Legambiente Fiuggi firma un protocollo di intesa con Ente Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, obiettivo: monitoraggi ambientali e denuncia delle criticità

Un lago che rischia di sparire distruggendo un ecosistema unico nel Lazio. È questa in sintesi la fotografia del lago di Canterno restituita dalla Goletta dei Laghi, storica campagna di Legambiente che ogni anno monitora lo stato di salute dei laghi italiani.

Il lago di Canterno si trova in provincia di Frosinone, tra Ferentino, Trivigliano, Fumone, Fiuggi e Torre Cajetani e la situazione complessiva dell’ambiente della riserva naturale è stata analizzata oggi in un incontro pubblico tenutosi a bordo lago. Sono molte infatti le criticità che preoccupano cittadini e associazioni, a cominciare dalle morie di pesci con centinaia di ritrovamenti, sempre più frequenti,  dovute ad aumenti repentini della concentrazione di inquinanti provenienti dal depuratore che sversa i reflui nel fosso del Diluvio (unico affluente del lago). Tale concentrazione aumenta però troppo rapidamente a causa degli abbassamenti repentini e drastici che periodicamente subisce il lago, all’apertura della diga idroelettrica soffolta.

Il Lago di Canterno è infatti un bacino idroelettrico di Enel, con energia che viene prodotta da una centrale posta a valle nel territorio di Ferentino con un dislivello di 300m; se la centrale va in produzione il livello del lago scende lasciando i pesci all’asciutto per molti ettari nella normale area umida e facendo drammaticamente aumentare la percentuale di sostanze inquinanti nel resto. A questo proposito l’associazione è tornata a chiedere che venga effettuato un monitoraggio costante del depuratore nelle proprie funzionalità ma anche che vengano strutturate delle paratie che mantengano l’acqua nell’alta zona umida. La combinazione di una depurazione non sufficiente e lo sfruttamento intensivo del bacino ai fini idroelettrici rischiano di danneggiare irreversibilmente un prezioso ecosistema che è stato incluso nelle aree protette regionali, essendo una riserva naturale ricadente nel Parco Regionale degli Ausoni. Il lago disvuota di 1cm al giorno, considerando soltanto gli ultimi tre mesi (90 giorni) il lago si è abbassato di 90 centimetri secondo il dossier di Legambiente.

“L’incontro di questa mattina è stato decisivo per fare un punto insieme a cittadini, associazioni e amministratori locali sulla situazione ambientale del lago – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – Canterno ha un ecosistema straordinario che deve essere messo in sicurezza. Questo periodo è drammatico a causa dei cambiamenti climatici, ma non possiamo permettere che la situazione si aggravi ancora di più. Enel non può continuare a sfruttare il lago per produrre energia e servono assolutamente lavori di messa in sicurezza degli ambienti umidi per preservare la biodiversità dell’area. I cambiamenti climatici stanno infatti portando questo lago all’esaurimento, a giugno 2017 si registrano valori di mm caduti di pioggia ridotti dell’80% rispetto ai massimi registrati negli anni precedenti. Notiamo una rinnovata attenzione al tema grazie alla nuova gestione della riserva di Canterno da parte del Parco Regionale dei Monti Ausoni. Bene ha fatto la Regione Lazio ha affidare a consegnare la gestione di queste nicchie di biodiversità alla sua rete dei parchi.”

“Per proteggere il lago c’è bisogno di trasparenza nelle procedure, di partecipazione popolare e di presenza delle amministrazioni locali – Dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale di Frosinone di Legambiente – gli splendidi territori della provincia, come il lago di Canterno, hanno bisogno di una buona politica che segua da vicino queste problematiche e che si impegni in prima persona nell’affrontare queste gravi questioni ambientali. Affianco a loro, ci vuole l’impegno di tutti, cittadini e associazioni che devono essere pronti a rimboccarsi le maniche per preservare la bellezza di questi territori proteggendone il valore naturalistico e rilanciandone così anche la vocazione turistica”.

Durante la mattinata sono stati presentati anche i risultati dei monitoraggi effettuati dalla Goletta dei Laghi e che hanno restituito un panorama nella norma:

– sponda ovest: ENTRO I LIMITI
– foce fosso del Diluvio: ENTRO I LIMITI

L’incontro è stato anche occasione per la firma di un importante protocollo di intesa tra il circolo di Legambiente di Fiuggi “Wolf” e l’Ente Parco Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi.

“Con questo accordo, ora il lago vanterà una difesa in più grazie all’impegno delle Guardie Ambientali Volontari di Legambiente – ha dichiarato Enzo Pirazzi, presidente del circolo Wolf – Il nostro compito sarà ora quello di monitorare la situazione dell’ambiente lacustre e di denunciare alle autorità eventuali illeciti. Il circolo si occuperà anche della redazione di un report annuale sullo stato del lago ed effettuare campagne di sensibilizzazione nei paesi vicini e nelle scuole”.

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Il Lazio dichiarato in “severità idrica alta” per la siccità

Nel 2017 precipitazioni ridotte tra l’80% e l’85% e i laghi entrano in crisi anche a causano delle eccessive captazioni

Il Lago di Bracciano ha un livello idrometrico di 140 cm rispetto allo zero con ripercussioni gravi su tutto l’ecosistema.

Nel lago di Albano negli ultimi 10 anni 21 milioni di litri d’acqua in meno.

Legambiente: “Lo stop della regione alle captazioni da parte di Acea è un atto necessario per salvare il lago. Ora si inizi a prevenire l’emergenza. Subito al lavoro per una diversa gestione della risorsa idrica e il Comune di Roma si attivi per piano di adattamento al clima per tutta l’area urbana”. 

Seconda giornata nel Lazio per la campagna itinerante Goletta dei Laghi, nella regione italiana con maggior numero di laghi d’origine vulcanica che ne occupano l’1,3% dell’intero territorio regionale, rappresentando uno straordinario patrimonio naturalistico, paesaggistico, turistico ed economico. Il sistema dei Laghi è in crisi complessiva a causa dell’abbassamento dei livelli idrometrici, per questo motivo oggi Legambiente, presenta il dossier “Captazioni e Abbassamento dei Laghi nel Lazio” in un incontro pubblico organizzato presso il lago di Bracciano, a Trevignano nel Lazio, con la partecipazione dei rappresentanti dell’associazione, gli amministratori locali, esperti del settore, l’Ente parco, comitati e cittadini interessati alla tutela del lago.

Causa principale della crisi, l’enorme siccità che ha colpito il territorio, a giugno 2017 si registrano valori di mm caduti di pioggia ridotti dell’80% rispetto ai massimi registrati negli anni precedenti, per quanto riguarda Albano, Nemi, Canterno e Fiuggi, e fino all’85% nella zona di Bracciano, Trevignano e Bolsena. A Bracciano sono caduti appena 196,4 mm di pioggia da inizio 2017, a fronte dei 603,4 totali nel 2007 (anno di minima piovosità) e 1.519,9 nel 2014 (anno di massima piovosità), numeri che raccontano l’emergenza idrica complessiva del Lazio.

“Il clima che cambia impone cambiamenti radicali per gestione e consumo della risorsa idrica, non lo svuotamento delle riserve, questo è il presupposto da cui partire – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – prima di danneggiare in maniera irreversibile i preziosi e delicati ecosistemi lacustri e idrici che abbiamo sul territorio regionale. Oltre a combattere con tutte le forze le emissioni di gas climalteranti, c’è bisogno di piani di adattamento anche su scala locale, a partire dalla città di Roma, in cui è necessari anche un adeguamento delle condutture colabrodo che sul territorio provinciale perdono il 44,4% dell’acqua. Serve inoltre un forte controllo delle amministrazioni pubbliche rispetto ai soggetti gestori delle risorse idriche, per garantire gli investimenti e gli interventi necessari alla loro tutela e ad un accesso garantito da parte di tutti, anche delle generazioni future. Ma una diversa gestione della risorsa idrica deve coinvolgere anche il settore agricolo e industriale e bisogna intervenire sul consumo quotidiano, educandoci ad un uso consapevole della risorsa, e abbandonando l’idea dello spreco e dello sfruttamento spregiudicato delle riserve, a partire dalle sorgenti e dai grandi laghi laziali”.

Da metà dicembre 2016 le sorgenti che portano acqua a Roma sono in diminuzione per un inverno senza pioggia e neve, per mantenere acqua nelle tubature di Roma, Acea ha captato fino a 2.600 litri al secondo in questi mesi nel Lago di Bracciano, il quale livello è ora sotto di 140 cm dallo zero idrometrico, con ripercussioni sull’ecosistema, la cui soglia massima di tolleranza è di – 150 cm, superare tale limite porterebbe alla perdita di circa il 13-15% della superficie utile all’auto depurazione mettendo ulteriormente in gravità lo stato del lago. Da due giorni la Regione ha comunicato di aver bloccato tale captazione intimando ad Acea lo stop entro il 28 luglio prossimo alle ore 24. “Lo stop alle captazioni che arriva dalla Regione Lazio, è un atto molto positivo – conclude Scacchi – che mette fine ad una forzatura ecosistemica inaccettabile e obbliga la collettività a fare i conti con un nuovo modello di utilizzo della risorsa idrica, che deve essere messo in campo velocemente, data l’enorme crisi idrica attuale”.

Secondo i dati del dossier di Legambiente anche altri laghi del Lazio soffrono della medesima problematica, uno svuotamento che di volta in volta è causato dalle vicende territoriali. Il livello del Lago Albano è rimasto pressoché costante dal 1950 fino al 1980, poi è iniziato il prosciugamento, 50 centimetri dal 1980 al 1985, nel decennio successivo una discesa sino a meno 2 metri e infine, tra il 1995 e il 2005, si è raggiunta la soglia negativa di meno quattro metri rispetto al livello originario. Il lago è in pericolo e negli ultimi 57 anni il livello delle acque è diminuito di quasi 5 metri, negli ultimi 10 anni 21 milioni di litri d’acqua sono esautorati. Anche il Lago di Vico è in sofferenza idrica con 1 metro sotto il livello massimo della soglia farnesiana eanche quest’anno come nel 2012 è ricomparsa un’isoletta all’interno del Lago. L’abbassamento è dovuto alla mancanza delle piogge e allo svuotamento invernale che serve a mettere in sicurezza delle aziende costituite troppo a ridosso della riva. I laghi Salto e Turano scendono a vista d’occhio ogni giorno scoprendo aree del lago prima sommerse con arrivo di alghe e limi e conseguenti cattivi odori; lo svuotamento è artificiale ma raggiunge velocità incredibili anche di 20/30 centimetri in un solo giorno.

“La Goletta dei laghi – dichiara Simone Nuglio, responsabile della campagna – si pone come primo obiettivo la tutela della risorsa idrica e dei preziosissimi ecossitemi che abbiamo su tutto il territorio nazionale. Nel 2017 il cambiamento climatico si è riversato con tutta la sua evidenza sugli ecosistemi lacustri, molti dei quali entrati in crisi idrica per diversi mesi dall’inizio dell’anno. Per tutelare questo patrimonio nazionale è necessario quindi non solo ridurre gli scarichi ma anche preservare la quantità di risorsa idrica. Per questo lanciamo oggi l’allarme riguardo i laghi laziali, che in questi ultimi anni hanno visto un elevato abbassamento del livello, rispetto ai valori di riferimento. Se non si interrompe questa tendenza rischiamo di avere delle conseguenze irreversibili da cui sarà difficile tornare indietro. Tutela, conoscenza scientifica e una vasta alleanza di tutti i soggetti interessati, sono gli obiettivi principali della nostra campagna.”
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Goletta dei Laghi nel Lazio: inquinato il prelievo di Montefiascone (VT) tra Via del Lago e San Rocco sul Lago di Bolsena per il nono anno.
Blitz di Legambiente con striscione CHE VERGOGNA e Bandiera Nera

“Inaccettabile che a Montefiascone ci sia una fogna non depurata che entra nel Lago di Bolsena. Ottimo intanto il provvedimento di Regione Lazio che blocca le captazione di Acea sul Lago di Bracciano”

Arriva nel Lazio la campagna nazionale Goletta dei Laghi, prima tappa sul Lago di Bolsena con Blitz dei volontari del cigno verde. Dalle analisi effettuate lo scorso 19 luglio dalla squadra di biologi di Goletta dei Laghi, risulta infatti, addirittura per il nono anno consecutivo, un forte inquinamento sul Lago di Bolsena, a Montefiascone, presso il parco attrezzato tra Via del Lago e San Rocco. I volontari di Legambiente si sono ritrovati questa mattina proprio sul punto di prelievo esponendo lo striscione CHE VERGOGNA!!! e consegnando idealmente la BANDIERA NERA alle amministrazioni e ai gestori dei reflui, che in un decennio non hanno mai provveduto a mettere in campo azioni risolutive, finalizzate a intercettare scarichi non depurati, o adeguando e rendendo opportunamente funzionanti i vicini collettori, che indirizzano i flussi reflui all’anello fognario circumlacuale del COBALB (Comunità Bacino Lago di Bolsena).

“Purtroppo torniamo a raccontare di una forte criticità a Montefiascone, nel Lago di Bolsena, che negli ultimi nove anni è risultato sempre inquinato – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – lo facciamo consegnando idealmente la Bandiera Nera a tutte le amministrazioni e le aziende di gestione dei reflui che, evidentemente. poco hanno messo in campo in tutto questo tempo, per fermare l’ingresso di microrganismi fecali nel Lago più grande del Lazio. Questi valori sono causati certamente da scarichi non depurati o malfunzionamento degli impianti fognari del Cobalb, ed esponiamo lo striscione “CHE VERGOGNA”, convinti che i problemi vadano affrontati e non nascosti o negati, ci mettiamo poi a disposizione delle amministrazioni al fine di costruire soluzioni che migliorino la qualità dell’acqua di uno dei luoghi più belli d’Italia”.

Tutti gli altri risultati dei prelievi effettuati, saranno resi noti nella conferenza stampa conclusiva del prossimo 25 luglio e intanto domani appuntamento a Trevignano Romano sul Lago di Bracciano dove Legambiente presenterà il dossier con dati captazioni e abbassamento dei laghi laziali a partire da quello di Bracciano e dove la Regione Lazio ha appena decretato il blocco delle captazione da parte di Acea. “I laghi sono una risorsa delicata e inestimabile, valorizzarli vuol dire aumentare la capacità depurativa e fermare le captazioni, e in questo senso è straordinariamente positivo quanto messo in campo dalla Regione Lazio che nelle ultime ore ha deciso il blocco della captazione sul Lago di Bracciano da parte di Acea. La siccità sempre più dura, va affrontata con il risparmio idrico e un utilizzo responsabile e sostenibile della risorsa a partire dall’adeguamento degli acquedotti colabrodo, non certo svuotando le riserve dei laghi, e il provvedimento regionale va esattamente nella giusta direzione”.

Il programma della tappa di Goletta dei Laghi nel Lazio

Domenica 23 ore 17.00 – LAGO DI BRACCIANO

Incontro pubblico

LAGO DI BRACCIANO TRA SICCITÀ E CAPTAZIONI. QUALE GESTIONE DELLA RISORSA IDRICA PER IL FUTURO DEL LAGO

Via della Rena 101, Trevignano Romano c/o sede Hydra Ricerche

Saranno presenti:

Roberto Scacchi – Presidente Legambiente Lazio
Simone Nuglio – Responsabile Goletta dei laghi
Giulio Conte – Comitato scientifico Legambiente Onlus
Stefania Di Vito – Ufficio Scientifico Legambiente Onlus
Loris Pietrelli –  Enea
Cristiana Avenali – Consigliera Regionale
Claudia Maciucchi – Sindaca del comune di Trevignano Romano
Sabrina Anselmo – Sindaca del comune di Anguillara*
Renato Cozzella – Presidente Consorzio lago di Bracciano
Vittorio Lorenzetti – Presidente Parco Lago di Bracciano*
Rappresentanti del comitato Difesa del Lago di Bracciano*

* in attesa di conferma

Lunedì 24 ore 11.00 – LAGO DI CANTERNO

INCONTRO SULLO STATO DI SALUTE DEL LAGO DI CANTERNO: ABBASSAMENTI DEL LIVELLO E QUALITÀ DELL’ACQUA

Presso il ristorante LA ROMANA

Lunedì 24 ore 08.30 – LAGO DI BRACCIANO

campionamento microplastiche – press tour con tecnici della Goletta dei Laghi
Martedì 25 ore 11.00 – Roma

CONFERENZA STAMPA FINALE

presso la sede di Legambiente Lazio, via Firenze 43

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner di Goletta dei Laghi di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

 

Ai seguenti link è possibile scaricare foto e video in HD

– Video e interviste in full HD: https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMaTROeHZJRXFLVUk

– Gallery fotografica: https://drive.google.com/open?id=0Bx7XdcFmH-iMYzQyOVpyQm95TVU

*Sos Goletta: Per segnalare casi di inquinamento è possibile inviare una email a sosgoletta@legambiente.it   con una breve descrizione della situazione, l’indirizzo e le indicazioni utili per identificare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata e un recapito telefonico.

 

L’itinerario di Goletta dei Laghi 2017

30 giugno – 1 luglio, Lago d’Iseo (SEBINO) – Lombardia

4 – 7 luglio, Lago di Como (LARIO) – Lombardia

8 – 12 luglio, Lago Maggiore (VERBANO) – Lombardia, Piemonte

11 luglio, Lago di Lugano (CERESIO) – Lombardia

13 – 17 luglio, Lago di Garda (BENACO) – Lombardia, Veneto, Trentino

15 luglio, Lago di Molveno – Trentino

18 – 21, luglio, Lago Trasimeno/Piediluco – Umbria

22 – 26 luglio, laghi laziali

 

Arriva la Goletta Verde a Minturno
Blitz di Legambiente “No all’impianto di mitilicoltura”
Legambiente: “Bisogna interrompere l’iter autorizzativo per l’impianto di mitilicoltura di 305mila mq nella Baia di Monte d’Oro. Servono nuovi studi sulla presenza di sostanze radioattive nei sedimenti marini e un iter autorizzativo trasparente che tenga conto delle richieste della comunità locale”

 

L’associazione presenta il dossier “Cozze nucleari a Minturno?”
Grande accoglienza per l’arrivo della Goletta Verde, nel comune costiero più a sud del Lazio, dove per la prima volta approda la storica imbarcazione ambientalista

“No all’impianto di mitilicoltura” di 305mila metri quadrati nello specchio d’acqua antistante la Baia di Monte d’Oro senza adeguati studi sulla compatibilità dell’impianto e sugli impatti che potrebbe avere sul paesaggio naturale e costiero di una delle aree più suggestive del Lazio. È quanto chiede Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente a tutela del mare e delle coste italiane, che in questi giorni fa tappa a Minturno. Questa mattina la barca ambientalista è approdata per la prima volta nella sua storia ultra trentennale, nel comune di Minturno presso la marina di Scauri, accolta festosamente dai volontari del locale circolo “Legambiente Sud Pontino” e dai tantissimi bagnanti presenti. Gli attivisti di Legambiente hanno protestato a Baia di Monte d’Oro esponendo lo uno striscione “No alle prime cozze nucleari”. La tipologia di impianto che sarebbe installata nello spazio marino, infatti, comporterebbe un notevole movimento di sedimenti con il posizionamento di ben 240 “corpi morti”, blocchi di calcestruzzo da 4,5 mc e 10.000 Kg ciascuno, che graverebbero su un fondale dove, secondo gli ultimi studi disponibili realizzati da Enea, potrebbero ancora essere presenti radionulcidi di Cobalto e Cesio, sostanze radioattive arrivate nei decenni scorsi in mare dall’ex Centrale Elettronucleare di Garigliano in funzione fino al 1982, una delle quattro centrali nucleari italiane. Per l’occasione Legambiente ha presentato il dossier “Cozze nucleari a Minturno?” che sarà inviato formalmente alla Regione Lazio.

“Siamo veramente molto soddisfatti nel vedere la Goletta Verde approdare per la prima volta a Scauri e per l’accoglienza riservatale dalle persone, perché questo territorio splendido ha bisogno di essere protetto e valorizzato al meglio, – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e il nostro blitz va in questa direzione. Se ci sono studi mai aggiornati o smentiti, che parlano di una presenza di scorie radioattive sui fondali a largo di Monte d’Oro, tra le brutte eredità del lontano passato nucleare del nostro paese, è impossibile non tenerne conto. Pertanto chiediamo che si interrompa l’iter autorizzativo in corso per il posizionamento di un impianto di mitilicoltura che sarebbe realizzato peraltro ad appena due chilometri dalla costa del comune del sud pontino. Si troverebbe infatti in corrispondenza con la Baia di Monte d’Oro a Scauri, uno degli angoli più suggestivi della costa laziale, in un’area che vede tra l’altro la presenza pregiata del Parco Regionale Riviera d’Ulisse e di un SIC marino, e in un territorio che basa la sua economia proprio sul settore turistico e balneare, che vuol dire bellezza e sostenibilità ambientale”.

Legambiente insieme ad altre associazioni ambientaliste e allo stesso Comune, ritiene inopportuno il posizionamento dell’impianto di mitilicoltura nell’area, anche per una valutazione di incidenza ambientale parziale che non tiene minimamente in conto gli studi sulla presenza di radionuclidi e quindi non complessiva di tutti gli impatti sull’ecosistema, nonché per le caratteristiche tecniche obsolete del progetto presentato.

“Riteniamo inopportuno il posizionamento dell’impianto di mitilicoltura in quest’area – aggiunge Dino Zonfrillo, Presidente del Circolo Legambiente Sud Pontino – visto il concreto rischio di alterare lo stato di qualità delle acque, anche considerando l’assenza nel progetto di fattibilità, di studi adeguati dei sedimenti in profondità, nonché di documentazione scientifica attestante l’assenza dei radionuclidi segnalati negli studi al momento disponibili. Chiediamo quindi che si provveda innanzitutto, senza ingiustificati allarmismi, una nuova analisi dei sedimenti presenti nei fondali. A prescindere dai risultati di queste analisi è comunque necessario ribadire che la scelta del territorio di Minturno per la realizzazione di impianti di mitilicultura è contro gli interessi della collettività”.

 

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Goletta Verde è una campagna di Legambiente
Main partner: Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati
Partner tecnici: Aquafil, Nau!, Novamont
Media partner: La Nuova Ecologia, Rinnovabili.it

 

Il programma completo della tappa di Goletta Verde nel Lazio
Lunedì 3 luglio – Minturno (Lt)

ore 10,30 –nella Darsena Flying di Scauri, presso l’attracco di Goletta Verde

Incontro “La qualità del mare nel golfo di Gaeta e il rapporto Ecomafie 2017 di Legambiente”.

Per l’occasione Goletta Verde presenta i risultati delle indagini condotte nella zona.

Saranno presenti: Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio; Eduardo Zonfrillo, presidente Legambiente Circolo Verde azzurro Sud Pontino; Serena Carpentieri, responsabile campagne di Legambiente; Gerardo Stefanelli, sindaco del comune di Minturno.

Ore 18 – Visita al Parco Regionale Riviera D’Ulisse insieme al presidente del Parco Davide Marchese

Appuntamento al Parco, accesso di Gianola, via del porticciolo Romano.

 

Martedì 4 luglio – Roma

Ore 11,00 – presso Legambiente Lazio, Via Firenze 43

“La qualità del mare nel Lazio. Presentazione dei risultati delle analisi condotte dai tecnici di Goletta Verde lungo le coste laziali”

Saranno presenti: Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio; Serena Carpentieri, responsabile campagne di Legambiente; Cristina Patrizi, dirigente nazionale Sindacato Medici Italiani.

 

Mercoledì 5 luglio – Terracina

ore 9,30 – L’equipaggio di Goletta Verde a Terracina

“Terracina: la qualità delle spiagge e del mare per un turismo sostenibile”

presso la sala riunioni della Capitaneria di Porto, Via del Molo 22

convegno e conferenza stampa sui risultati delle analisi di Goletta a Terracina, la qualità delle spiagge e delle acque, i progetti in corso, le vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club. Saranno presenti le autorità, i referenti nazionali e regionali di Legambiente, insieme ai volontari del circolo “Pisco Montano”.

 

Nel corso della Conferenza Stampa regionale di Legambiente per Goletta Verde, storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/07/01/comunicaton-15-la-tappa-di-goletta-verde-di-legambiente-a-terracina-grandi-passi-avanti-per-lambiente-il-turismo-e-lenogastronomia-di-terracina/, tenutasi a Terracina il 28 giugno scorso, alla presenza di rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, Acqualatina SpA, Capitaneria di Porto e Arpa Lazio durante la quale erano stati presentati dati dei prelievi fatti dai tecnici di Goletta Verde presso lo scarico dell’ex-Depuratore e la Sorgente Acqua Magnesia, Acqualatina SpA aveva assunto l’importante impegno di completare l’intervento relativo al prolungamento della rete di raccolta delle acque reflue della costa di Levante.

In pochi mesi, grazie alla sensibilità dei suoi vertici, all’azione propositiva e alla pressione costante di Legambiente, Acqualatina SpA, rispettando gli impegni assunti in conferenza stampa, ha completato i lavori di prolungamento del tratto fognario costiero lungo la via Appia tra la zona della Torre Gregoriana e Porta Napoletana che renderanno possibile già prima dell’estate l’avvio della richiesta di riammissione al programma di monitoraggio delle acque al fine di riaprire presto alla balneabilità il bellissimo tratto costiero di Levante e in un prossimo futuro ripristinare anche la potabilità della antica sorgente termale “Acqua Magnesia”.

“A seguito delle analisi dei campionamenti effettuati nello specchio acqueo sotto al Monumento naturale Tempio di Giove Anxur, presso la Torre Gregoriana (scarico ex-depuratore) e presso la Scogliera di Levante (sorgente Acqua Magnesia) dai tecnici di Goletta Verde a giugno scorso, il nostro Circolo – con il supporto attivo di Legambiente Lazio-  ha continuato a spingere per riconsegnare alla totale fruizione dei cittadini e dei turisti questo preziosissimo tratto di costa di Levante, con un’ azione sinergica che vede insieme l’Amministrazione Comunale, il gestore idrico integrato Acqualatina SpA, la Regione Lazio, Arpa Lazio, il Ministero della Salute e la Capitaneria di porto al fine di ripristinare quanto prima il monitoraggio delle acque costiere. Un intervento fondamentale per la rigenerazione della costa dal punto di vista ambientale e turistico e che rappresenta un importante passo in avanti verso una maggiore tutela e valorizzazione del prezioso ecosistema marino e costiero di Terracina e di tutta la Riviera di Levante. E’ poi davvero emozionante che in occasione della appena celebrata Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo scorso e il cui tema scelto dall’Onu per il 2017 sono proprio le acque reflue e di scarico, si possa celebrare così degnamente a Terracina la Giornata!” dichiara Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano. 

Acqualatina SpA è sempre stata al fianco della Amministrazione della Città di Terracina per migliorare il servizio e le reti idriche e fognarie della Città mostrando una grande attenzione agli aspetti ambientali e facendosi promotore di molte iniziative, sia per quanto riguarda le campagne di risparmio idrico che per quanto riguarda il supporto alle attività di analisi e monitoraggio delle acque come richiesto dal rapporto di Goletta Verde 2016 di Legambiente, ed è stato un attore fondamentale per la chiusura del Depuratore di Via delle Cave e il reindirizzamento di tutti gli scarichi delle acque reflue verso il nuovo depuratore di Borgo Hermada. Con il grande investimento effettuato per il completare il tratto fognario di Levante si mostra ancora una volta sensibile alle questioni ambientali. Con Legambiente Terracina poi il rapporto, già iniziato in occasione di Goletta Verde, si è ulteriormente consolidato con la partecipazione alla campagna mondiale Puliamo il Mondo- Clean Up the World come sponsor della storica iniziativa di riqualificazione del Parco del Montuno di cui è stata ipotizzata congiuntamente la possibilità di ripristino dell’impianto idrico e la creazione di un punto informativo e formativo sulla bonta’ e sull’utilizzo consapevole dell’Acqua, e si è ulteriormente rafforzato in occasione della campagna Legambiente Non ti Scordar di Me’- Operazione Scuole Pulite e per il progetto di rigenerazione “La Scuola che Vogliamo” con l’Istituto Don Milani con cui Legambiente Terracina sta firmando un protocollo di intesa che prevede anche percorsi didattici relativi al risparmio idrico”, dichiara il gestore idrico dell’ATO4 Acqualatina SpA, nella persona di Antonio Pisterzi, Responsabile Rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Anche Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio, sottolinea l’importanza della azione di Acqualatina SpA e ringrazia i vertici del Gestore Idrico dell’ ATO4 per la serietà dimostrata nel portare avanti l’impegno assunto lo scorso giugno, “Non ci capita spesso come Legambiente di dover plaudire alle buone azioni delle Amministrazioni e dei Gestori dei servizi essenziali e siamo davvero soddisfatti di questa azione del gestore idrico integrato Acqualatina SpA che, dopo aver attuato la chiusura dell’ecomostro-depuratore costiero di Via delle Cave e la ricollettazione di tutta la rete fognaria verso il nuovo depuratore di Borgo Hermada, a valle delle nostre richieste, ha mantenuto fede al suo impegno (e in tempo per la nuova stagione turistica!) per permettere una completa rigenerazione della zona e una sempre maggiore fruibilità della costa di levante, zona che è già stata individuata da Legambiente come oggetto di una importante azione integrata di rigenerazione urbana https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/09/19/comunicatostampan-19-nasce-a-terracina-il-primo-laboratorio-di-rigenerazione-urbana-sostenibile-di-legambiente-nel-lazio-obiettivo-iniziale-il-progetto-pilota-per-la-redazione-di-un-piano-integrato/ e che è già oggi sede di un importante lavoro di consolidamento per la mitigazione del rischio idrogeologico con fondi regionali. La nostra intenzione è quella di impegnarci, di concerto con l’Amministrazione, per la completa rigenerazione del tratto di mare e di costa antistante il vecchio depuratore e soprattutto ripristinare in tempi brevi l’antichissima “Sorgente Acqua Magnesia”, uno dei luoghi più preziosi e importanti per la memoria storica di Terracina, e parte integrante della variante traianea della Via Appia, che il 14 maggio sarà anche teatro di un importante evento nazionale di Legambiente  denominato Appia Day 2017”.