Goletta Verde: presentato il bilancio finale e inviato alle Capitanerie di Porto esposto su 8 punti critici nel Lazio, tra le peggiori regioni per presenza di luoghi del litorale sempre inquinati negli ultimi 5 anni

Oggi, presso la sede nazionale di Legambiente, è stato presentato il bilancio finale della campagna nazionale Goletta Verde, storica imbarcazione dell’associazione ambientalista che da oltre 30 anni naviga lungo la costa per denunciare le criticità e valorizzare le buone pratiche ecologiche sui litorali. Dopo il passaggio nel Lazio ad inizio luglio con la tappa di Minturno, le analisi su tutti i 360 km di litorale regionale e le iniziative dei circoli costieri di Legambiente, si ritorna a parlare di Goletta. Durante la conferenza stampa finale, l’associazione del Cigno Verde ha infatti comunicato l’invio di numerosi esposti alle Capitanerie di Porto di tutta Italia, ove si segnalano punti altamente critici perché risultati fortemente inquinati da almeno 5 anni, durante le analisi dei tecnici di Goletta, tra i 38 punti malati cronici, ben 8 sono nel Lazio che è tra le 4 regione con il più alto numero di criticità denunciate alle autorità, punti che da nord a sud sono: la Foce del Fiume Marta a Tarquinia (Vt) la Foce del Fosso Zambra a Cerveteri (Rm), la Foce del Rio Vaccina a Ladispoli (Rm), la Foce del Fiume Arrone a Fiumicino (Rm), la Foce del Tevere a Roma, la Foce del Rio Torto lato spiaggia a Pomezia (Rm), la Foce del Fosso Grande ad Ardea (Rm), la Foce del Rio Santacroce nella spiaggia di Gianola a Formia (Lt).

“Chiediamo alle Capitanerie di Porto di avviare approfondimenti specifici su tutti questi canali – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – attraverso i quali, vergognosamente, liquiami non depurati e sostanze nocive arrivano in mare anche e soprattutto nei pressi di spiagge molto frequentate, mettendone a rischio la bellezza insieme alla salute dei bagnanti. Oltre alle Capitanerie, che sono vero e proprio baluardo contro gli sversamenti illegali e non depurati, chiediamo alle amministrazioni comunali interessate, di agire velocemente per la salvaguardia del proprio litorale e, senza negare i problemi ormai più che evidenti, costruire un percorso di riqualificazione che passi principalmente dalla consapevolezza delle cause. Il Lazio ha tanti chilometri di costa bella e spesso pregiata come nell’Area Marina Protetta delle Secche di Tor Paterno, difenderla e valorizzarla sia ai fini turistici che di tutela della biodiversità, vuol dire aggredire e risolvere i problemi che sembrano insolvibili, come la depurazione dall’entroterra dei fiumi. A partire dal Tevere, i corsi interni devono tornare a essere veicolo di una buona risorsa idrica e del giusto apporto detritico e questo può avvenire solo facendo funzionare la depurazione e decementificando gli argini; in tal senso andrebbe nella giusta direzione l’istituzione del Parco Regionale del Tevere, strumento che la Regione Lazio può e deve mettere in campo, perché in grado di creare i presupposti necessari alla riqualificazione del fiume della capitale”.

La denuncia di Legambiente fa leva sulla legge 68/2015, legge sui reati ambientali che in questi due anni di applicazione ha consentito di sequestrare depuratori malfunzionanti, fermare l’inquinamento causato da attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, intervenire su situazioni di inquinamento pregresso o fermare attività illegali di vario genere.

Record negativi: Itri (LT) il comune più devastato con 1.172 ettari bruciati i 7 incendi, la peggiore provincia quella di Latina con 3.584 ettari alle fiamme e rogo più vasto ad Alatri (FR) con 350 ettari bruciati a metà luglio

“Gli incendi stanno devastando la nostra regione, allarmante la concentrazione di roghi nel sud pontino. Ci appelliamo a tutti i comuni del Lazio perché si almeno vietino fuochi pirotecnici nelle prossime settimane”
 

Negli ultimi giorni le fiamme stanno interessando la Valle dell’Aniene, i Monti Ernici, le aree intorno alla capitale dove un incendio ha causato la morte di due donne a Tivoli, e a Capena l’evacuiazione del centro cittadino. Mentre ancora non si vedono all’orizzonte perturbazioni tali da poter interrompere il drammatico susseguersi di incendi che si stanno avvicendando, Legambiente Lazio presenta il rapporto LAZIO IN FIAMME, tutti i numeri dei roghi più devastanti delle ultime settimane nella Regione. 

I dati complessivi dei grandi incendi, che soprattutto nell’ultimo mese stanno devastando il territorio, sono di 5.213 ettari bruciati, pari alla superfice di 7.500 campi da calcio. L’incendio più ampio si è verificato ad Alatri (FR) tra il 6 e l’8 luglio con 350 ettari andati a fuoco nella campagna ciociara. Il comune più devastato in assoluto è di gran lunga quello di Itri (LT) con addirittura 1.172 ettari di territorio bruciato, quasi un quinto degli incendi di tutto il Lazio in 7 grandi roghi e con un’area complessiva pari al 10% dell’intero territorio comunale. Tra le provincie, di gran lunga la peggiore situazione è quella di Latina con 25 incendi vasti per un totale 3.584 ettari.

“Gli incendi stanno devastando la nostra regione ed è veramente impressionante il numero di roghi che scoppiano ovunque, ormai siamo arrivati a record assoluti di aree divorate dalle fiamme – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, tenendo conto che è andato a fuoco da inizio anno, quasi il doppio della superfice bruciata in tutto il 2016. Analizzando i numeri e le concentrazioni di incendi, non possiamo non notare quanto impattante sia il fenomeno nel sud della provincia di Latina, ed in particolar modo nel comune di Itri, numeri questi che inviamo in forma di esposto alla procura della repubblica, perché siano individuati i colpevoli di tali devastanti atti e della devastazione che ne consegue. Il nostro appello va intanto a tutte le amministrazioni comunali del Lazio, perché si faccia almeno divieto assoluto di realizzare spettacoli pirotecnici che in questo momento sarebbero fattori di altissimo rischio, peraltro proprio nel momento dove in calendario c’è la maggior concentrazione di feste religiose e non in tutti i territori. Un ringraziamento va al corpo dei vigili del fuoco così come a tutte le strutture di protezione civile regionale e locale, ma soprattutto a tutti i volontari che stanno lavorando senza sosta ormai da settimane per preservare il territorio da questi disastri”.

Lo studio di Legambiente Lazio è realizzato attraverso il sistema digitale Copernicus, capace di captare via satellite tutti gli incendi di ampie dimensioni (oltre i 20 ettari), pertanto i numeri complessivi degli ettari incendiati sono realisticamente anche di più, ma anche se si è ad inizio agosto già sono quasi doppiati gli ettari incendiati in tutto il 2016 nel Lazio. Secondo il bollettino “Incendi Boschivi” del Corpo Forestale dello Stato pubblicato a dicembre scorso, erano infatti 2.974 gli ettari di campagna e bosco andati alle fiamme in tutto l’anno 2016.    

Negli ultimi 6 anni dispersione idrica in netto peggioramento a Roma e Frosinone, i due ambiti gestiti da ACEA

A Roma in 6 anni, quasi raddoppiate le perdite dal 27% al 44,4%. Peggior dato Frosinone che passa dal 39% al 75,4% 

“Dati vergognosi se si pensa alla crisi idrica attuale nata da mancati investimenti nel recente passato, altro che svuotare i laghi!”

“Invece di rivolgersi alle istituzioni minacciando blocchi dei flussi o aumento delle tariffe se non ci saranno investimenti, ACEA ripari le condotte con i dividenti che sono andati evidentemente ovunque tranne che in manutenzione”

Legambiente Lazio, raccogliendo i numeri delle ultime 6 edizioni di Ecosistema Urbano dal 2011 al 2016, presenta il rapporto Acquedotti Colabrodo, da cui emrge un peggioramento repentino e costante in questi anni. Se infatti era chiaro a tutti l’enorme portata di acqua dispersa dalle reti, il trend in peggioramento mette ancora più in chiaro alcune dinamiche, ed emerge che negli ultimi anni i gestori in determinati territori, hanno smesso di investire causando un sostanziale raddoppio della dispersione.
Se la dipersione idrica a Roma era al 27% nel 2011, arriva al 44,4% con un costante peggioramento anno dopo anno. Dato ancor peggiore quello di Frosinone, ambito gestito da AceaAto5 da 5 anni, che passa dal 39% nel 2011, ad un impressionante 75,4% del 2016. Diverso il discorso per gli altri capoluoghi con dispersione grave ma più stabile, la perdita a Rieti che passa dal 45% al 53,8% e Latina dal 62% al 67%. Viterbo la miglior provincia fino al 2013 con il 14% di dispersione, ha cessato di inviare i dati negli ultimi 3 anni.
 


 

“I dati sulla dispersione sono raddoppiati a Roma e Frosinone negli ultmi 6 anni, ed è vergongnoso se si pensa alla crisi idrica attuale che nasce da mancati investimenti del recente passato – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – se infatti era chiaro a tutti che gli acquedotti perdono una quantità indecente di acqua, si aggiunge il fatto che solo pochi anni fa i numeri erano ben altri. Sembra come se i gestori abbiano smesso completamente di investire nella manutenzione acquedottistica e a fronte di ciò cerchino di emungere più acqua possibile dalle risorse naturali straordinarie del Lazio come il Lago di Bracciano, il Peschiera nel reatino, l’Acqua Marcia dai Simbruini o la captazione del Pertuso che ha fornito acqua alle tubature colabrodo, mandando il fiume Aniene sotto la soglia minima vitale di portata. Stiamo in queste ore difendendo il Lago di Bracciano, sostenendo i Comuni rivieraschi e il provvediemento di blocco delle captazioni di Regione Lazio, e siamo convinti che se i gestori del servizio idrico avessero con urgenza messo mano alle condutture ad inizio della crisi, quando non pioveva o nevicava lo scorso inverno, tutto questo non sarebbe successo. Gravi responsabilità ha quindi Acea ma anche il Comune di Roma che da proprietario dell’azienda, non ha mai inciso, tantopiù nell’ultimo anno, con la politica aziendale, e continua a non incidere anche in queste ore. Da Dicembre scorso era chiaro a tutti gli operatori del settore, gli ambientalisti e gli abitanti di Anguillara, Bracciano e Trevignano, che iniziava una captazione drammatica dell’acqua del lago; invece di fare scelte concrete e strutturali, chi poteva evitarla, ha iniziato a fare la danza della pioggia, evidentemente poco efficace e con conseguenze drammatiche per Roma. Invece di rivolgersi alle istituzioni minacciando blocchi dei flussi o aumento delle tariffe se non ci saranno investimenti, ACEA ripari le condotte con i dividenti che sono andati evidentemente ovunque tranne che in manutenzione”.

 

“Soddisfatti per la decisione del Tribunale che riconosce la bontà del blocco alle captazioni, atto che difenderemo al fianco di Regione e Comuni, per la salvaguardia del Lago”

Legambiente ricorda che in Provincia di Roma a gestione ACEA Ato2 si perde negli acquedotti colabrodo il 44% dell’acqua, in provincia di Frosinone il gestore è ACEA Ato5 e si perde nelle reti il 75% dell’acqua

“Con la siccità è da folli svuotare le riserve senza prima riqualificazione gli acquedotti; il Comune di Roma esca allo scoperto e indichi ad ACEA di lasciar stare il Lago e risanare gli acquedotti colabrodo”

Questo pomeriggio il Tribunale Superiore delle Acque di Roma, ha respinto la richiesta di ACEA per poter continuare nelle captazioni idriche sul Lago di Bracciano, contro il blocco delle captazioni che la Regione Lazio aveva intimato ad ACEA entro le 24 del 28 luglio. A tale provvedimento regionale, si era opposto infatto il gestore idrico e la sospensione del provvedimento regionale gli avrebbe consentito di continuare con l’emungimento fino al prossimo dicembre, quando è fissata udienza, come ha fatto negli ultimi 8 mesi, causando fin’ora l’abbassamento di oltre 1,5 metri del livello del Lago. Legambiente ricorda che secondo gli ultimi dati di Ecosistema Urbano, in Provincia di Roma, dove il servizio idrico è gestito da ACEA Ato2, si perde negli acquedotti colabrodo il 44% dell’acqua captata da sorgenti e fiumi, ma anche che in provincia di Frosinone, dove il gestore è ACEA Ato5, nelle reti si perde il 75% dell’acqua.

“Giusto il blocco decretato dalla Regione ad ACEA e giusta la decisione del tribunale delle acque che ne conferma la bontà, noi ci costituiamo al fianco di Regione e Comuni perché sia salvato il Lago di Bracciano – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e chiediamo al Comune di Roma di uscire allo scoperto indicando ad ACEA di lasciar stare il lago per concentrarsi sul risanamento delle tubature che a Roma perdono metà della risorsa nel sottosuolo. I numeri della dispersione idrica sono gli stessi che denunciamo da vent’anni e il gestore ha fatto evidentemente poco e male per non disperdere risorsa idrica”.

Intanto è arrivato anche l’avviso di garanzia per inquinamento ambientale al presidente di Acea Ato2, Paolo Saccani dalla procura di Civitavecchia proprio in riguardo alle criticità emerse nel Lago di Bracciano. “In un momento di siccità come questo – conclude Scacchi – è folle svuotare le riserve senza prima mettere in campo alcuna riqualificazione strutturale degli acquedotti. L’acqua è di tutti e il bene più prezioso per la collettività, chi ne gestisce servizio e diffusione, ha per primo il dovere di non sprecarla e di evitare la devastazione di interi ecosistemi che ne sono custodi”.

Plauso di Legambiente “Questa è la strada giusta, investire sulla concretezza e dare ai Comuni i contributi per migliorare il ciclo dei rifiuti”

Questa mattina la Regione Lazio ha presentato 2 nuovi bandi sui rifiuti, uno da 36 milioni per la diffusione nei territori di compostiere di comunità, l’altro da 21,7 milioni per installare centri di raccolta e isole ecologiche.
 
“Questa è senz’altro la strada giusta per arrivare alla costruzione di un ciclo sano dei rifiuti nel Lazio – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – perché si tratta di interventi concreti in grado di avviare quelle positive dinamiche che, ancora troppo di rado, vediamo attive nella nostra Regione. Di fondamentale importanza è dare strumenti idonei ai comuni per migliorare il ciclo dei rifiuti e, l’istallazione di compostiere di comunità e centri di raccolta e di riuso, comporterà l’abbattimento dei chilometri percorsi per il conferimento in luoghi lontani dell’organico e non solo, con conseguente abbassamento delle emissioni di gas climalteranti per il trasporto, aumento della consapevolezza della cittadinanza sull’importanza di differenziare e bene, e diminuzione dei costi di gestione e quindi delle tariffe”. 

Mentre venivano lanciati questi bandi dell Regione, la procura di Latina rendeva nota l’inchiesta che nelle ultime ore ha portato a 22 arresti per l’interramento di rifiuti tossici in una cava abbandonata ad Aprilia. “Solo con queste azioni concrete, attraverso le quali si danno gambe all’avvio dell’economia circolare – conclude Scacchi – iniziamo sconfiggere nel territorio le Ecomafie e i reati nel ciclo dei rifiuti, costruendo un circuito virtuoso che trasformi il rifiuto in risorsa, non a vantaggio di qualcuno ma della collettività, in termini economici, sanitari e di sostenibilità ambientale”.

GOLETTA DEI LAGHI DI LEGAMBIENTE PRESENTA I RISULTATI DEI MONITORAGGI NEL LAZIO: IN 8 PUNTI SUI 23 CAMPIONATI, CARICHE BATTERICHE SOPRA I LIMITI

NEL LAGO DI BOLSENA LA SITUAZIONE PEGGIORE CON 5 PUNTI INQUINATI SU 7 

“PER IL LAGO DI BOLSENA EMERGE ANCORA UN QUADRO PREOCCUPANTE PER LA PRESENZA DI SCARICHI NON DEPURATI E SEGNALIAMO ANCHE UN PUNTO FORTEMENTE INQUINATO SUL LAGO DEL TURANO”

“MIGLIORA LA SITUAZIONE SUL LAGO DI BRACCIANO, DOVE SAREMO IMPEGNATI CON TUTTE LE NOSTRE FORZE NEL DIFENDERE IL BLOCCO DELLE CAPTAZIONI DI ACEA, CHE LA REGIONE HA IMPOSTO DAL PROSSIMO 28 LUGLIO”  

A Roma si chiude il viaggio di Goletta dei Laghi 2017 con la conferenza stampa di presentazione dei risultati del monitoraggio che i tecnici di Legambiente hanno eseguito sui laghi del Lazio tra il 19 e il 21 luglio e dopo le tappe sui Laghi di Bracciano e Canterno, durante le quali l’associazione ambientalista, insieme ad amministrazioni e cittadini, ha affrontato l’annoso problema della siccità e dell’abbassamento del livello dei laghi.

È il Lago di Bolsena, quello dove Legambiente ha individuato le maggiori criticità, sul più grande lago del Lazio i prelievi sono risultati inquinati in 5 punti su 7 punti campionati: fortemente inquinata l’acqua sulla spiaggia in fondo a Via Cava a Marta (VT), fortemente inquinata alla foce del fosso ponticello in località “gli oppieti” e inquinata nel punto di prelievo a Prati Renari nel comune di San Lorenzo Nuovo (VT), fortemente inquinata alla foce del fosso Cannello in località “la Grata” a Gradoli (VT) e fortemente inquinato il punto presso il fosso in zona San Rocco a “Montefiascone” come già segnalato nei giorni scorsi con un blitz dei volontari. Situazione meno negativa invece sul Lago di Bracciano dove, dei 5 prelievi effettuati, ben 3 sono risultati entro i limiti per presenza batterica, risultato inquinato il punto alla foce del Fosso di Grotta Renara a Bracciano (RM) e la foce del canale tra Via San Pietro e Via della Rena a Trevignano Romano (RM).
Sul Lago del Turano in provincia di Rieti, risulta fortemente inquinato 1 punto su 2 alla foce del canale sotto via Turanense a Colle di Tora (RI), entro i limiti invece la spiaggetta a Castel di Tora (RI).
Entro i limiti anche le analisi dei 3 prelievi sul Lago Albano, i 2 sul Lago di Vico, i 2 sul Lago del Salto e i 2 sul Lago di Canterno. 

“Dalle analisi svolte, emerge un quadro preoccupante sul Lago di Bolsena dove entrano ancora troppi scarichi non depurati in diverse aree del maggior lago vulcanico d’Europa per portata d’acqua – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ma anche per il piccolo Lago del Turano segnaliamo una forte criticità individuata che va affrontata con determinazione. Sul Lago di Bracciano, nell’ultimo periodo, c’è stato un miglioramento che si vede dalla diminuzione dei punti critici, qui i comuni devono assolutamente salvaguardare il proprio Lago eliminando gli scarichi non depurati con la stessa forza con la quale stanno difendendo il lago dalle captazioni di Acea, lotta che sosterremo con tutte le nostre forze affinché il prossimo 28 luglio, come determinato dalla Regione, si blocchi la captazione. Come tutti gli anni, segnaliamo con i risultati le situazioni critiche e ci mettiamo a disposizione delle amministrazioni nella risoluzione dei problemi. Dopo un anno particolarmente complicato per gli ecosistemi lacustri, che soprattutto negli ultimi mesi hanno sofferto per la mancanza di piogge e per le captazioni che, come a Bracciano, ne stanno mettendo a dura prova la forza ed il valore ecosistemico, insieme con la ricchezza economico-turistica per le comunità locali, facciamo il punto sulle criticità individuate, senza dare giudizi complessivi sullo stato delle acque ma segnalando le presenza di inquinamento batteriologico di origine fecale, dove c’è bisogno di interventi di ripristino, captazione di reflui non depurati o interruzione di flussi fognari abusivi. Se nei laghi di Canterno, Vico e Albano non rileviamo criticità di origine fecale, bisogna però lavorare e tanto, per eliminare i fattori inquinanti derivati da presenza di alghe tossiche, microrganismi complessi e sfruttamento spregiudicato ai fini della produzione idroelettrica che in questi luoghi sono agli onori delle cronache. Nessuna criticità emerge nel Lago del Salto”.

“Quello che raccontiamo da anni con la Goletta dei Laghi non è solo lo stato di salute dei specchi d’acqua italiani, ma soprattutto la necessità di una visione sistemica a questi ambienti straordinari – dichiara Simone Nuglio responsabile campagna Goletta dei Laghi – L’emergenza siccità che investe i laghi laziali ci dimostra questo in modo ancora più forte e ci fa capire che solo una pianificazione e una gestione integrata e condivisa tra tutti i portatori di interesse, consente di tutelare i preziosi servizi ecosistemici che non riguardano soltanto la risorsa idrica ma anche, ad esempio, le importanti funzioni di regolazione climatica”

LAGO PV Comune Località Punto Giudizio 2017
RISULTATI Lago di BOLSENA
Bolsena VT Bolsena Lungolago Lago  presso Foce fosso del Cimitero entro i limiti
Bolsena VT Montefiascone Lungolago Foce torrente nei pressi del parco giochi Fortemente Inquinato
Bolsena VT Marta Lago, presso spiaggia in fondo a via Cava Fortemente Inquinato
Bolsena VT San Lorenzo Nuovo Oppietti Fosso il Fiume (Le Vene)/ Foce del Fosso Ponticello Fortemente Inquinato
Bolsena VT San Lorenzo Nuovo  Prati Renari Canale in località Prati Renari Inquinato
Bolsena VT Capodimonte Capodimonte Lago presso spiaggia in viale Regina Margherita (tra via dei Pini e via degli Eucaliptus) entro i limiti
Bolsena VT Gradoli La Grata Foce fosso Cannello o foce del fosso Rigo Fortemente Inquinato
RISULTATI Lago di BRACCIANO
Bracciano RM Bracciano La Lobbra Lago in corrispondenza della Foce fosso della Lobbra entro i limiti
Bracciano RM Bracciano Rio della Mole Foce fosso grotta Renara Inquinato
Bracciano RM Trevignano Romano Canale, presso incrocio fra via della Rena e via San Pietro Fortemente Inquinato
Bracciano RM Anguillara Sabazia Pizzo Prato Lago in corrispondenza chiusa dell’emissario Arrone entro i limiti
Bracciano RM Anguillara Sabazia Pizzo Prato Lago in corrispondenza di Via dell’Acquedotto Palo entro i limiti
RISULTATI Lago di VICO
Vico VT Caprarola Scardenato Lago nei pressi del ristorante “La bella Venere” entro i limiti
Vico VT Ronciglione Punta del lago Lago presso spiaggietta  alla fine di Via Castello di Vico entro i limiti
RISULTATI Lago di CANTERNO
Canterno FR Ferentino Lago, a metà della sponda ovest, SP272 entro i limiti
Canterno FR Ferentino Foce Fosso del Diluvio entro i limiti
RISULTATI Lago ALBANO
Albano RM Castel Gandolfo Via dei Pescatori Spiaggetta dei Pescatori entro i limiti
Albano RM Castel Gandolfo Via dei Pescatori Lago, presso via dei Pescatori, altezza Emissario Romano entro i limiti
Albano RM Castel Gandolfo Via Spiaggia del Lago Spiaggetta presso Via Spiaggia del Lago 28/c entro i limiti
Lago del SALTO
Salto RI Varco Sabino Rocca Vittiana Lago presso spiaggia altezza Via Giovanni XXIII in corrispondenza del CNVS entro i limiti
Salto RI Petrella Salto Borgo San Pietro Lago presso spiaggia Altobelli in corrispondenza  della piscina pubblica  entro i limiti
Lago del TURANO
Turano RI Colle di Tora Colle di Tora Foce canale presso spiaggia sotto la provinciale Turanese, scarico del depuratore Fortemente Inquinato
Turano RI Castel di Tora Bivio Lago presso la spiaggetta sotto la provinciale Turanese all’altezza del Bar e del Campo da Basket, vicino incrocio con strada per Castel di Tora entro i limiti

Nota sul monitoraggio scientifico 
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente e i campioni per le analisi microbiologiche sono conservati in barattoli sterili in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo. Come da normativa “il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione”. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116.

Il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi per la seconda volta ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno.

Legenda: 
INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1000 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO: Enterococchi Intestinali maggiore di 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2000 UFC/100ml

 

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