comunicati 2017

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Workshop Tariffa Puntuale – Presentazioni e documenti

Il 28 febbraio si è tenuto a Roma un importante appuntamento organizzato da Legambiente Lazio sul tema della raccolta differenziata e della tariffa puntuale.

Di seguito troverete allegati gli interventi e le presentazioni dei relatori

Raphael Rossi – Amministratore unico Formia Rifiuti Zero

Daniele Dati – I&S informatica e servizi

Gianfranco Labib – Roma Ecologica 

Riccardo Viselli – Utilitalia

Domenica Ecologica a Roma, Legambiente con stand a Via dei Fori e Pedalata Intermodale

“Bella come sempre la domenica ecologica, peccato che il Comune ne ridimensioni l’efficacia permettendo il transito alle auto per tutto il primo pomeriggio”

“Nel Lazio la nuova legge Avenali sulla Mobilità Nuova potrà sostenere lo sviluppo di ciclabilità e intermodalità, anche a Roma dove risposte concrete in tal senso sembrano non arrivare”

Ritorna la domenica senza auto di Roma e durante la giornata, interdetta al traffico veicolare privato, Legambiente Lazio ha animato Via dei Fori con il consueto stand per bambini e adulti. “La domenica ecologica è una grande occasione per riscoprire una Roma straordinaria, senza la ferraglia e lo smog del traffico – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. I romani e i turisti hanno riempito il centro, dimostrando l’efficacia della giornata di stop alle auto, a partire da Via dei Fori che aspetta ancora la definitiva pedonalizzazione. Peccato per l’orario del blocco imposto dal Comune di Roma, che continua a ridimensionare l’efficacia della domenica ecologica con l’apertura alla circolazione del primo pomeriggio”.

Dallo stand è partita la PEDALATA INTERMODALE che l’associazione del cigno verde ha organizzato coinvolgendo decine di ciclisti, insieme a gruppi di trekking urbano, partiti per un tour tra centro e quartieri periferici utilizzando anche le metropolitane. Dal Colosseo il gruppo ha raggiunto la fermata metro C Lodi per poi percorrere il tratto fino alla Metro A a San Giovanni; in metro il gruppo è arrivato a Colli Albani per poi tornare a pedalare attraverso il Parco della Caffarella e l’Appia Antica fino a rientrare attraverso Porta San Sebastiano e Circo Massimo fino a Via dei Fori, in un tratto del Grab.
“Con la biciclettata – continua Scacchi – abbiamo voluto sostenere la legge regionale Avenali sulla “Mobilità Nuova”, norma capace di dare gambe alla ciclabilità, all’intermodalità e allo sviluppo del trasporto colletivo, ed abbiamo toccato tante criticità di Roma: la metro C che ancora aspetta una connessione alle altre linee e uno sviluppo dopo l’arrivo al Colosseo, peraltro ancora lontano; le altre metro quotidianamente impossibili da utilizzare in bici per lo stato pessimo in cui versano; il GRAB che attende ancora di essere realizzato bene e secondo il progetto che decine di cittadini e associazioni hanno costruito e che ha portato al finanziamento del Ministero dei Trasporti, il Colosseo che dopo parziale pedonalizzazione di Via dei Fori è ancora attanagliato da oltre 3.000 auto l’ora, e chiunque può transitare in Via di San Gregorio e Piazza del Colosseo a pochi metri dal monumento più importante d’Italia.

Alla giornata ha partecipato la consigliera regionale Cristiana Avenali, promotrice della nuova legge regionale sulla Mobilità Nuova, insieme ai ciclisti e podisti di Fiab Roma, Walking Center Italia, Scuola Italiana Nordic Walking e Scuola Italiana Camminata Sportiva.

EcoForum Lazio, Legambiente premia 83 Comuni Ricicloni

In 4 anni aumentano da 9 a 83 i comuni con oltre il 65% di differenziata e diminuisce la produzione di rifiuti di oltre 135mila tonnellate annue

“Siamo lieti di premiare così tanti comuni a dimostrazione dei passi in avanti compiuti sulla gestione dei rifiuti, ora nel Lazio si chiuda la storia di discariche e inceneritori verso l’Economia Circolare”

IL PODIO DEI COMUNI RICICLONI DEL LAZIO 2017 IN PERCENTUALE DI RD 

1° – ROCCA D’ARCE (FR) 82,20%

2° – SANT’AMBROGIO SUL GARIGLIANO (FR) 81,73% 

3° – CASTELNUOVO DI PORTO (RM) 81,19%

Si è svolto oggi a Roma il primo EcoForum dei Rifiuti del Lazio organizzato da Legambiente con il contributo della Regione Lazio, durante il quale è stato pubblicato il dossier rifiuti, è stato dato spazio a comuni e aziende virtuose nella gestione del ciclo e sono stati premiati i Comuni Ricicloni di tutta la Regione, valorizzando le possibili strade della sostenibilità ambientale.

Secondo i dati del dossier pubblicato dall’associazione ambientalista, con dati dal Catasto Rifiuti ISPRA 2017, nel 2016 la produzione di rifiuti nel Lazio è stata pari a 3.025.497 tonnellate, di cui il 42.37% è stato raccolto in maniera differenziata. Dal 2013, anno di chiusura di Malagrotta che segna nei fatti l’avvio di una nuova era nella gestione del ciclo, quando la raccolta differenziata regionale era appena al 26,47%, la gestione dei rifiuti è cambiata molto: i rifiuti prodotti sono scesi di 135.809 tonnellate su base annua, oltre 25 kg in meno per ogni abitante. Dati positivi anche per quanto riguarda il raggiungimento dell’obiettivo del 65% di RD: erano appena 9 i comuni ad aver raggiunto il traguardo nel 2013, sono ben 83 i Comuni Ricicloni premiati da Legambiente nel Lazio nel 2017; di questi sono 71 i comuni con gestione autonoma e 2 le unioni di comuni che gesticono la raccolta di 12 comuni.

I Comuni Ricicloni sul podio sono Rocca D’Arce (FR) 82,20%, Sant’Ambrogio sul Garigliano, 81,73%, e Castelnuovo di Porto al 81,19%, che sono anche gli unici 3 centri ad aver superato l’obiettivo dell’80%. 12 comuni hanno percentuale tra il 75% e 80%, 15 tra il 75% e il 70%, 41 tra il 65% e il 70%. Sono poi 2 le unioni di Comuni Riciclone, quella della “Bassa Sabina” col 68,80% e 7 comuni e quella della “Valle dell’Olio” al 65,86% e 5 comuni, entrambe in provincia di Rieti. Tutti questi sono stati i comuni premiati, ed è stata conferita anche una menzione speciale al comune di Subiaco (RM) per l’accelerazione impressa nel 2017 alla RD passando dal 15% nel mese di gennaio al 72% nello scorso novembre. Di tutti i comuni Ricicloni sono 30 quelli in provincia di Roma, 16 a Viterbo, 11 a Frosinone, 10 a Latina e 4 a Rieti.

Analizzando i dati territoriali della raccolta differenziata, in testa c’è la provincia di Viterbo con il 48,13% di RD, fanalino di coda quella di Rieti ancora al 33,52% nonostante siano qui le uniche 2 Unioni di Comuni Ricicloni. La provincia dove la raccolta differenziata è aumentata maggiormente è Frosinone che passa dallo 0,6% nel 2010 al 42,70% del 2016.

“A quattro anni dalla chiusura di Malagrotta, quando nel nostro territorio si contavano sulle dita di una mano i Comuni Ricicloni, siamo contenti di poterne premiare 83 quest’anno – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -. Anche se la nostra ancora non è una Regione tra le più virtuose, dato l’uso ecccessivo di incenerimento e conferimento in discarica, guardando i numeri complessivi e analizzando gli ultimi anni non si può non vedere un positivo passo in avanti che ci porta oggi a premiare così tanti comuni, a dimostrazione di quanto fosse giusto chiudere la storia delle discariche e di quanto le politiche regionali risultino efficaci tanto più se mettono a disposizione strumenti concreti, dalle compostiere di comunità alla tariffa puntuale, dalle linee guida sul riuso all’individuazione del fabbisogno impiantistico. Ora abbiamo bisogno di un piano regionale dei rifiuti efficace, con il quale dare lo stop definitivo a discariche e inceneritori, e dell’attuazione di buone norme approvate alle quali dare gambe, a partire dalla tariffa puntuale secondo il principio chi inquina paga: solo con questi presupposti il Lazio potrà avviarsi verso la costruzione dell’economia circolare”.

La criticità evidente dallo studio di Legambiente riguarda gli impianti di gestione che sono sul territorio: 16 impianti di compostaggio, 10 TMB, 3 Inceneritori e 5 Discariche, nessun impianto integrato anaerobico/aerobico e nessun digestore anaerobico per la frazione organica. Nello specifico risalta la diminuzione del conferimento nei TMB, dove la metà dei rifiuti trattati va poi in discarica, e che passa da 1.739.468 tonnellate nel 2015 a 1.673.457 nel 2016, a dimostrazione dell’inutilità di progettarne di nuovi e trasformare quelli attuali in centri di riuso e fabbriche di materiali. Ancora eccessivo sia l’incenerimento con 374.944 tonnellate di rifiuti bruciati, che l’uso delle discariche dove nel 2016 sono andate a finire 405.017 tonnellate di rifiuti.

“Sugli impianti c’è bisogno di determinare un futuro dove nel Lazio non si rischi l’accensione di nuovi inceneritori e si avviino al fine vita quelli attualmente in funzione – commenta Stefano Ciafani direttore Generale di Legambiente -, si diffondano invece fabbriche di materiali, biodegestori anaerobici per la produzione di biometano, impianti e isole del riuso, attraverso un siting che ogni territorio deve avere la responsabilità di individuare.  Un segnale concreto deve arrivare soprattutto dalla Capitale che riciclona non è e che deve smettere di far partire 150 autoarticolati al giorno carichi di rifiuti verso altre regioni e nazioni, perché non avvia progetti innovativi di realizzazione impianti nel proprio territorio, in grado di attivare l’economia circolare. A quattro anni dalla chiusura della scellerata storia per la discarica più grande d’Europa, poter premiare tanti comuni virtuosi in questa Regione, vuol dire che è questo il momento per l’accelerazione verso un ciclo sano, capace di trasformare i rifiuti in risorsa”.

All’iniziativa erano presenti tra gli altri Cristiana Avenali consigliera Regione Lazio, Giorgio Zampetti responsabile nazionale scientifico di Legambiente, Alessio Ciacci ASM Rieti, Riccardo Travaglini Sindaco di Castelnuovo di Porto, Francesco Girardi ASA Tivoli, Laura Bruzzechesse Assessore all’Ambiente di Oriolo Romano, Riccardo Viselli di Utilitalia, Pietro Luppi presidente di Occhio del Riciclone, Enrico Facci coordinatore del progetto ISAAC, Enzo Favoino di Zero Wate Italy.

La giornata si è svolta con il contributo della Regione Lazio e la sponsorizzazione di ASA Tivoli, Riciclia, Lavorgna Igiene Urbana, Loggia Industria Vernici, Eurosintex, Formia Rifiuti Zero, Ambiente Spa, e con lo sponsor tecnico di Rosemary Terra e Sapori e Minimo Impatto.

 

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EcoForum del Lazio – Roma, giovedì 21 Dicembre 2017

 

ore 9.30
Registrazione Partecipanti

ore 10.15
Introduzione e presentazione Dossier Comuni Ricicloni Lazio
Stefano Ciafani – direttore generale di Legambiente

ore 10.30
LA SFIDA DEI RIFIUTI NEL LAZIO
Coordina Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio
Intervengono
Riccardo Travaglini sindaco di Castelnuovo di Porto (RM)
Alessio Ciacci Asm Rieti
Laura Bruzzechese Assessore all’Ambiente di Oriolo Romano (VT)
Francesco Girardi Asa Tivoli
Raphael Rossi Formia Rifiuti Zero
Mauro Buschini assessore all’ambiente delle Regione Lazio

ore 12,00
DALLE BUONE PRATICHE DI ECONOMIA CIRCOLARE ALLA TARIFFA PUNTUALE
Coordina Giorgio Zampetti responsabile scientifico nazionale di Legambiente
Intervengono
Riccardo Viselli Utilitalia
Enrico Facci coordinatore progetto ISAAC
Eurosintex
Enzo Favoino Zero Waste Italy
Riciclia
Loggia Industria Vernici
Cristiana Avenali Consigliera Regione Lazio

ore 13.30
Premiazione Comuni Ricicloni

Ore 14 Buffet

 

(Il programma programma subire variazioni nell’ordine e nei nominativi)

 

 

 

Pendolaria 2017: Roma Lido peggior linea ferroviaria d’Italia

La Termini-Centocelle è quello con i treni più vecchi d’Italia, 61 anni di media

Treni regionali migliorano con 13 nuovi e diminuisce età media a 13,7 anni

“Nel Lazio i treni regionali si stanno rinnovando, flotta ATAC sempre peggio, metropolitane romane un disastro”

Triste primato della Roma Lido, peggior linea d’Italia, ferrovia di ATAC che continua ad essere al primo posto della poco ambita classifica, una tratta che ha perso negli ultimi  anni il 45% dei passeggeri.
La situazione della ferrovia della capitale non è isolata perché una simile qualità del servizio si riscontra anche sulla Roma Nord (Roma-Civita Castellana -Viterbo), ferrovia romana sempre gestita da Atac e sulla Termini-Centocelle dove viaggiano i treni più vecchi d’Italia con addirittura 61 anni di media. Pessima è anche la situazione delle metropolitane romane, in particolare nella linea B, utilizzata ogni giorno da oltre 345.000 utenti, che soffre problemi tecnici incredibili. In teoria la linea B dovrebbe effettuare ogni giorno 428 corse, con una frequenza nelle ore di punta di un treno ogni 4 minuti per scendere ad un treno ogni 5 o 6 minuti nelle ore di morbida. La realtà dei fatti è molto diversa, con attese medie di 15 minuti con picchi di 20-25 nella linea B1 per la stazione Jonio, impensabili per una linea metropolitana di una capitale europea.
I dati del parco rotabili nel Lazio risultano estremamente diversificati per le 1.526 corse giornaliere, di queste 610 sono gestite da ATAC e 916 sono quelle Regionali di Trenitalia. Mentre la flotta ATAC va sempre peggio, quella regionale di Trenitalia si sta rinnovando e invece migliora con 13 nuovi treni già messi in circolazione negli ultimi 2 anni ed un’età media che passa a 13,7 anni (media nazionale di 16,8 anni).“La Roma Lido si conferma per l’ennesimo anno la peggior tratta pendolare d’Italia, con treni perennemente fuori servizio, attese infinite e stazioni indecenti – commenta Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – una continua odissea per chi la utilizza, e le persone cominciano tristemente ad abbandonarla, tornando anche all’auto privata, a discapito dell’ambiente e della qualità della vita. Stessa situazione difficile si vive ogni giorno sulle altre due tratte ferroviarie di Roma gestite da ATAC, la Roma Nord e il suo assurdo servizio tra Piazzale Flaminio e Viterbo pieno di difficoltà, ritardi e cancellazioni e la Termini-Centocelle così come sulle metropolitane romane, a certificare l’evidente disastro gestionale romano del trasporto su ferro. Al contrario sta migliorando il trasporto regionale del Lazio di Trenitalia, con nuovi treni per un servizio sul quale si vede negli ultimi anni una positiva inversione di tendenza”.

La Roma Lido registra un crollo di afflusso giornaliero che ora si attesta sui 55.000 utenti contro i circa 100.000 stimati pochi anni fa, con un calo del 45%. L’età media dei 23 convogli (erano 24 nel 2015)  sfiora i 20 anni e le corse effettuate nell’anno 2016 sono state 55.332, con un -7,2% di corse effettuate rispetto a quelle programmate. Dovrebbero essere ufficialmente 30 i minuti necessari a percorrere i poco più di 28 km che separano la stazione di Porta San Paolo e Ostia ma la realtà è ben diversa. Da un’ulteriore analisi risulta che le biglietterie sono presenti solo nel 21,4% dei casi, nel 78,6% non vi è la presenza di personale ferroviario (o è saltuaria), nell’85,7% dei casi i tabelloni elettronici degli orari sono guasti. Sul rinnovo delle stazioni, i lavori alla stazione di Acilia Sud sono fermi da tempo e Tor di Valle è nelle stesse tristi condizioni. Infine c’è la triste storia della stazione scomparsa, quella del Torrino-Mezzocammino, un quartiere nato nell’ultimo decennio, attraversato dai binari della Roma-Lido e dove sono stati versati alle casse comunali quasi 2 milioni di euro in oneri di urbanizzazione che avrebbero dovuto finanziare la realizzazione della fermata: oggi, con grave responsabilità del Comune di Roma i soldi sono spariti, al fianco dei binari è stato costruito un parcheggio da 100 posti nel nulla laddove doveva esserci la stazione, e intanto i 12.000 abitanti del quartiere sono costretti all’uso dell’auto privata per spostarsi verso il centro. E’ difficile intravedere speranze di cambiamento, malgrado sia stato annunciato un accordo tra Regione Lazio e Governo che dovrebbe portare allo stanziamento di 180 milioni di Euro, ma nulla si sa di questo investimento, ne’ dell’acquisto di treni e la drammatica situazione debitoria di Atac fa temere che le risorse vadano perse.

Legambiente da pieno sostegno alla protesta del Sindaco di Colleferro contro l’arrivo dei camion per il revamping dell’inceneritore.

“Il nostro appoggio e sostegno completo va al Sindaco di Colleferro – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – che si è sdraiato a terra in opposizione all’arrivo dei tir con i materiali per la riaccensione dell’inceneritore di Colleferro! La Valle del Sacco ha bisogno di essere bonificata e non di nuovi impianti nocivi per la salute di un territorio già ambientalmente devastato”.