Nel Lazio partecipazione straordinaria con 605 classi e oltre 16.000 alunni. Appuntamento speciale a Cittaducale (RI) nel cratere del Sisma con il circolo Legambiente “Centro Italia” di Rieti

In questi giorni si sta svolgendo “Nontiscordardimè-Operazione Scuole Pulite” di Legambiente, la campagna per la Riqualificazione degli spazi scolastici con murales, disegni, messa a dimora di piante e fiori nei cortili; nel Lazio straordinaria partecipazione con 605 classi e oltre 16.000 ragazzi coinvolti.
Appuntamento eccezionale di Nontiscordardimé anche nelle aree colpite dal sisma a Cittaducale (RI), dove il circolo Legambiente “Centro Italia” di Rieti ha coordinato le operazioni di pulizia nell’istituto Galilei.

“In questi giorni anche nel Lazio, decine di migliaia di studenti, insegnanti e familiari, si stanno prendendo cura delle loro scuole con una partecipazione straordinaria a Nontiscordardimè – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio –. Migliaia di magnifici momenti di volontariato, tra i quali siamo particolarmente fieri dell’appuntamento che il circolo di Rieti, dopo l’enorme impegno volontario che da otto mesi mette in campo a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma, ha coordinato a Cittaducale nell’area di cratere, un lavoro che non accennerà a diminuire nel futuro da parte della nostra associazione. Questa campagna torna poi a dimostrare con i numeri della partecipazione, la grande voglia delle collettività di essere protagoniste sui territori a partire proprio dalla pulizia degli ambienti scolastici, luoghi dei quali mai si ci deve dimenticare e anzi, che devono divenire il fulcro della rigenerazione”.

Nel Lazio altri appuntamenti  si sono svolti a Segni con il circolo di Anagni, a Nettuno con il circolo “Le Rondini”, a Roma con il circolo Ecoidea, l’istituto Fermi e la scuola Filastrocca Impertinente e con il circolo Parco della Cellulosa insieme alla Scuola Materna Luna Sapiente e con la scuola Tenuta San Mario, e poi a Terracina con il circolo “Pisco Montano” e le scuole locali. Tanti sono poi gli appuntamenti in calendario per le prossime settimane, i lavori proseguiranno fino al 12 aprile con i tanti istituti che hanno chiesto di partecipare.

Domani appuntamento particolare con rappresentanti del Miur a Roma all’Istituto Regina Margherita, in via Madonna dell’Orto 2. Nella Capitale la campagna è stata realizzata in collaborazione con Ama S.p.A.

 

 

 

Abbassamento del Lago di Bracciano per le captazioni di Acea che compensano gli acquedotti laziali asciutti, la denuncia di Legambiente: “A rischio il Lago di Bracciano ma intanto non si fa niente per riparare acquedotti colabrodo che perdono più della metà dell’acqua sorgente immessa in rete”

La dispersione di acqua in rete è impressionante: 44,4% a Roma, 53,8% Rieti, 67,0% Latina, 75,4% Frosinone

“La siccità è causata dai mutamenti climatici scatenati dalle emissioni di gas serra, dovremo farci sempre più i conti e intanto adeguare gli acquedotti è fondamentale”

Da metà gennaio le sorgenti che portano acqua a Roma e comuni limitrofi, sono in pesante diminuzione per portata, a causa di un inverno particolarmente asciutto. Per mantenere acqua nelle tubature di Roma e dintorni, secondo un vecchio accordo tra Acea e Ministero dei Lavori Pubblici, il gestore idrico può capitare acqua del Lago di Bracciano tra 1.000 e 5.000 litri al secondo in momenti particolarmente critici; ciò sta portando a una riduzione fortissima del livello di acqua del bacino lacustre, il cui valore ecosistemico è messo a grave rischio.

Legambiente denuncia però l’assurda contemporaneità di tali captazioni, con una disperazione idrica altissima negli acquedotti del Lazio: secondo i dati di Ecosiatema Urbano 2016 infatti, l’acqua che si perde nelle tubature è il 44,4% a Roma, il 53,8% Rieti, il 67,0% a Latina e addirittura il 75,4% Frosinone. In pratica oltre la metà dell’acqua sorgente che entra negli acquedotti si disperde prima di essere utilizzabile per scopi antropici.

“Mentre l’esistenza stessa del Lago di Bracciano è messa a dura prova dalle captazioni, è assurdo che non si stia facendo nulla per riparare acquedotti colabrodo che perdono più della metà dell’acqua sorgente immessa in rete – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio -. Stiamo assistendo ad una enorme captazione continua da oltre due mesi dell’acqua del Lago di Bracciano che causa un abbassamento senza precedenti del livello e ne mette a dura prova la biodiversità, il valore ecosistemico e le bellezze ambientali e paesaggistiche. Sembra però incredibile che mentre accade tutto ciò, continui la dispersione in rete di quantitativi allucinanti di acqua potabile a causa delle condutture vetuste, più della metà della risorsa idrica sorgiva entra nelle reti e sparisce negli acquedotti colabrodo. I gestori del servizio idrico non possono continuare a far finta di niente sfruttando la risorsa pubblica per eccellenza, in maniera così violenta. Peraltro la siccità di questo inverno è causata dai mutamenti climatici scatenati dalle emissioni di gas serra, dovremo farci sempre più i conti ed è quindi prioritario e fondamentale adeguare le condutture idriche, insieme ad un cambio degli stili di vita per evitare gli sprechi eccessivi di acqua: si calcola per esempio che la mancanza del doppio flusso di scarico dei gabinetti nelle sole scuole romane, provochi un’allucinante spreco di oltre un miliardo di litri di acqua all’anno”.

“Oggi i cittadini si sono riappropriati a piedi della città liberata dalle auto. Continua ad essere ridotto ingiustificatamente l’orario del blocco”

La terza domenica Ecologica di Roma caratterizzata da un sole splendente, ha visto i cittadini riappropriarsi a piedi della capitale. Ad animare la giornata ci ha pensato Legambiente Lazio che in via dei Fori ha messo a disposizione bici elettriche, coloreria per i più piccoli e la possibilità di firmare la petizione europea salvailsuolo.it. Intanto al prenestino il circolo Legambiente Città Futura ha organizzato una partecipatissima visita guidata all’interno di Villa Gordiani.

“Oggi i romani si sono riappropriati a piedi della Capitale, decine di migliaia di persone hanno potuto riscoprirne la bellezza senza auto – commenta Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – e come di consueto i nostri volontari l’hanno animata riempiendola di iniziative. Denunciamo però il fatto che per una partita di calcio, l’orario del blocco alle auto, già sbagliato con l’interruzione a metà giornata, abbia subito una ulteriore e ingiustificata riduzione, inficiandone la bellezza e l’impatto sulla qualità dell’aria”.
Legambiente ricorda che il piano di risanamento della qualità dell’aria della Regione Lazio, obbliga i comuni a realizzare 4 domeniche senza auto con blocchi di 10 ore continuative, a Roma il blocco è di sole 8 ore e con una ampia interruzione dalle 12.30 alle 17.30.

“La nostra associazione come sempre è pronta a mettersi a disposizione dei cittadini per fare delle domeniche ecologiche un’opportunità di rivivere Roma nella sua bellezza, vediamo però che l’amministrazione comunale continua ad essere assente nella costruzione di domeniche a piedi più belle, con il rischio che le persone le percepiscano solo come divieto a prendere la macchina e non come opportunità di camminare in una città bella e animata da tante iniziative”.

Domenica 26 febbraio ritorna la Domencia Ecologica e i volontari di Legambiente, come consuetudine, saranno in Via dei Fori Imperiali con stand associativo, possibilità di provare bici elettriche in collaborazione con Elebike, coloreria di strada.

“L’accordo sullo Stadio conferma l’errore nella scelta dell’area, con cubature che servono a mettere in sicurezza idrogeologica l’area e che continuano a mancare per la metropolitana”

Dopo l’accordo tra amministrazione capitolina e As Roma per la costruzione di Business Park e Stadio di Tor di Valle, e in attesa di verificare le specifiche del progetto, Legambiente rimane molto critica sul progetto.

“Il taglio delle torri e la riduzione delle cubature in variante al piano regolatore e’ positiva  – commenta Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente – ma si conferma l’errore dell’area scelta che rimarrà irraggiungibile con la metropolitana, visto che il progetto sembra finanziare solo la riqualificazione della stazione di Tor di Valle ma continueranno a passare i soliti pochi, vecchi treni di una linea che funziona malissimo, e non emerge alcun finanziamento pubblico che preveda il potenziamento della linea. Anche in macchina rimarrà quasi impossibile raggiungere l’area perché l’accordo sembra portare al taglio del ponte di collegamento con l’autostrada. Solo pochi giorni fa è stato bocciato il ponte dei congressi, da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che aveva lo stesso obiettivo di collegamento e a questo punto non si sa quando o se sara’ mai realizzato”

“Il risultato delle trattative sullo stadio è che rimane più di mezzo milione di metri cubi di cemento e spariscono le opere pubbliche – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -Ci rivolgiamo alla giunta Raggi, chiedendo chiarezza su quanto deciso ieri nell’accordo con l’AS Roma, da un lato infatti non emerge alcuna certezza sull’accessibilità su mezzo pubblico così come era previsto dalla delibera di pubblico interesse, dall’altro lato comunque ci troveremmo di fronte alla nascita  di un quartiere da 600mila metri cubi di uffici e strutture commerciali. L’ultimo accordo conferma quanto fosse sbagliata la scelta dell’area, visto che gran parte della cubatura da realizzare viene motivata proprio con la spesa per la messa in sicurezza dell’area dai enormi rischi idrogeologici che la contraddistinguono”.

Come già ampiamente ribadito, dopo l’accordo tra amministrazione capitolina e As Roma per la costruzione di Business Park e Stadio di Tor di Valle, e in attesa di verificare le specifiche del progetto, Legambiente rimane contraria al progetto immobiliare legato allo Stadio della Roma.

“Il taglio delle torri e la riduzione delle cubature in variante al piano regolatore è un piccolo passo avanti, rispetto a un progetto immobiliare da oltre 500mila metri cubi in variante al Piano Regolatore, che nulla ha a che fare con lo Stadio della Roma. Si conferma l’errore dell’area scelta che rimarrà irraggiungibile con i mezzi pubblici, in particolare con la metropolitana, visto che il progetto sembra finanziare solo la riqualificazione della stazione di Tor di Valle ma continueranno a passare i soliti pochi, vecchi treni di una linea che funziona malissimo. Inoltre, a confermare l’errore nella scelta dell’area, è proprio il fatto che gran parte della cubatura da realizzare viene motivata con la spesa per la messa in sicurezza idrogeologica”

Questa è la posizione di Legambiente, che non deve essere confusa con quella espressa nell’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica da Roberto Della Seta, ex presidente dell’associazione, che in questa vicenda è coinvolto direttamente in quanto consulente del costruttore Luca Parnasi per l’operazione immobiliare dello Stadio.