Category Archive Comunicati

No TMB Salario, Legambiente aderisce alla manifestazione

NO TMB SALARIO, Legambiente aderisce alla Manifestazione

“Saremo alla Manifestazione e invitiamo tutti a partecipare In Nome del Popolo Inquinato”

APPUNTAMENTO A ROMA, 6 OTTOBRE ORE 15.30, DAVANTI ALL’INGRESSO DELL’IMPIANTO, VIA SALARIA 981

Read More

Puliamo il mondo a Viterbo.

Continua Puliamo il Mondo nel Lazio.

Dopo le fatiche e le soddisfazioni del fine settimana passato, continua Puliamo il Mondo nel Lazio con tanti appuntamenti. Questa mattina sono iniziate le grandi pulizie da parte degli alunni delle scuole del capoluogo della Tuscia, in collaborazione con il Comune e alla presenza del Sindaco di Viterbo Giovanni Arena. Oltre 200 studenti volontari, con cappellino e pettorina gialla, guanti, sacchi e olio di gomito, ha attraversato le strade della città ripulendola dai rifiuti incontrati.

Read More

Puliamo il mondo nel Lazio

Continua Puliamo il Mondo, contro i rifiuti e i pregiudizi, i circoli di Legambiente Lazio animano oltre cento iniziative in tutta la Regione.

Grandi lavori di Puliamo il Mondo a Roma e nel Lazio dove i circoli di Legambiente Lazio stanno animando centinaia di iniziative in tutta la Regione. Nella Capitale le azioni messe in campo dai circoli Ostia Litorale Romano, Città Futura, Garbatella, Monteverde, Gea, Perseidi, Aniene, Parco della Cellulosa, Ecoidea; nel resto del Lazio le azioni sono state promosse dai circoli Terre di Veio a Formello, Le Rondini di Anzio,Castelnuovo di Porto, Tivoli, Anagni, Fiuggi, Frosinone, Lamasena, Ripi, Arcobaleno Pontino a Latina, Verde-azzurro Sud Pontino di Minturno a Ventotene, Viterbo, Pisco Montano a Terracina, Bassa Sabina a Poggio Mirteto, Centro Italia a Rieti.

Read More

ARRIVA PULIAMO IL MONDO, 28-30 SETTEMBRE 2018

Anche quest’anno torna Puliamo il Mondo l’edizione italiana di Clean up the World, il più grande e storico appuntamento di volontariato ambientale del mondo. Portata in Italia nel 1993 da Legambiente, che ne ha assunto il ruolo di comitato organizzatore, è presente su tutto il territorio con oltre 1.000 iniziative e nel Lazio grazie all’instancabile lavoro di oltre 100 gruppi di volontari tra circoli di Legambiente, associazioni, amministrazioni comunali, pro-loco, aziende e cittadini, che organizzano l’iniziativa a livello locale in tutti i territori.

Sono già centinaia i momenti di pulizia previsti per l’ultimo fine settimana di Settembre, tanti a Roma ma anche in ciascuna delle province, dopo i quali la regione sarà un po’ più pulita.

Per organizzare pulizie, aderire alla campagna o chiedere informazioni su come diventare un “volontario per l’ambiente” in uno degli appuntamenti di Roma e del Lazio, si può contattare la sede di Legambiente Lazio (0685358051 – m.boiano@legambientelazio.it) o consultare l’elenco al link:

Caccia nei Parchi del Lazio

Mentre in aula del consiglio regionale continua la discussione sugli emendamenti che da alcune ore sono agli onori delle cronache perché approvati aprono alla caccia nei Parchi regionali, Legambiente Lazio torna a chiedere un passo indietro e azioni ambientaliste all’assessora all’Ambiente Onorati.

“Torniamo a chiedere all’assessora Onorati l’annullamento degli emendamenti approvati con il suo parere positivo che aprono la caccia e l’ingresso dei cacciatori nei Parchi – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. A tutti è chiaro che c’è un’emergenza cinghiali in grado di mettere in sofferenza l’agricoltura ma soprattutto la biodiversità stessa della quale i parchi sono i custodi, l’emergenza è stata peraltro già dichiarata dalla stessa Regione ormai da alcuni anni, ma la soluzione non è aprire ai cacciatori che sono i responsabili unici del numero di cinghiali in circolazione a causa di decenni in cui le politiche di ripopolamento al fine venatorio erano estremamente spregiudicate. Far entrare la caccia e i cacciatori nei parchi non risolve il problema, è un palliativo che non funziona e aggrava la situazione allontanando le vere soluzioni, quelle che i Parchi, per quanto di competenza, stanno già praticando. Parliamo dei piani di contenimento dei Parchi, che hanno avuto anche pareri dell’Ispra, e che prevedono la fornitura delle gabbie per la cattura agli agricoltori e anche la loro formazione per gestire questo percorso, come ha fatto l’Ente Regionale RomaNatura. L’assessora Onorati dovrebbe sostenere e rafforzare queste azioni, coinvolgendo e responsabilizzando ancora di più gli agricoltori e consentendo il conferimento per la trasformazione”.

Caccia nei Parchi, Legambiente scrive all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio

Legambiente scrive all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio Enrica Onorati per chiedere di fermare in aula le modifiche di legge alla 4/2015, che permetterebbero la caccia, seppur selettiva nei parchi.

“Oggi in aula regionale si può fermare l’introduzione dei fucili nei Parchi Regionali, evitando che il quadro normativo di tutela e sviluppo delle aree protette previsto dalla 29/97, sia definitivamente smontato attraverso le modifiche alla 4/2015 – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ed eliminando le modifiche alla 29 già sciaguratamente approvate, così come vanno anche eliminate le modifiche che permetterebbero i PUA (Piani di Utilizzazione Aziendale) in deroghe rispetto ai piani d’assetto dei Parchi, con conseguenti possibilità di sviluppo agricolo, anche quello più spregiudicato e contro la biodiversità. Abbiamo scritto all’Assessora all’Ambiente Enrica Onorati perché non crediamo che tale pessimo cambiamento sia veramente nelle intenzioni dell’assessorato all’Ambiente, oltre che all’Agricoltura, che ha invece il compito di difendere e rilanciare il mondo dei parchi e non certo di aprirli alla caccia. Sapremo nelle prossime ore se il nostro appello sarà andato a buon fine o se l’ambiente e la sua tutela, è considerato secondario rispetto alla vetusta pratica venatoria e continueremo a difendere il mondo delle aree protette chiedendone il rilancio definitivo, attraverso un sostegno concreto che arrivi con l’approvazione dei piani di assetto e il protagonismo nelle politiche della Regione Lazio. Nei parchi peraltro, il contenimento dei cinghiali è un problema per la biodiversità e non solo per l’agricoltura, e si può realizzare con metodi efficaci che non sono quelli legati alla caccia e ai cacciatori che dell’attuale invasione di Cinghiali (Sus scrofa), sono gli unici ed inequivocabili responsabili, con i passati piani reitroduttivi atti all’ampliamento del numero di capi da cacciare sui territori. Ad esito negativo delle nostre richieste, sarebbe questo il più grande attacco subito dai parchi dopo quello fatto dall’allora giunta Storace che voleva abolirli o ridimensionarne i perimetri”.