Nella seconda domenica Ecologica tornano gli appuntamenti dell’associazione del cigno verde a Roma: a Via dei Fori, cittadini e turisti hanno potuto prendere dallo stand “giallo” le bici elettriche, in collaborazione con Elebike Rome, per pedalare in una città libera dalle auto e i più piccoli partecipare a momenti di educazione ambientale, coloreria stradale ed ecopesca. Presso lo stand in tanti hanno anche firmato la petizione europea People4soil, www.salvailsuolo.it . Intanto, da Largo Preneste, il circolo Legambiente Città Futura ha organizzato una bella e participati visita in bus e bici al MAAM (Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz, Città Meticcia).

“La seconda Domenica Ecologica della stagione ci mostra una città splendida senza auto, riempirla di proposte culturali e ambientali è doveroso per chi come noi la immagina più bella, a misura d’uomo e di bambino – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Oggi però, la decisione di spostare l’orario per favorire l’afflusso serale allo stadio Olimpico, ha accorciato ulteriormente l’orario di blocco del traffico. Per sconfiggere lo Smog e riscoprire Roma, a piedi e in bici in tutta la sua bellezza, chiediamo che si torni a rispettare la norma regionale, con un blocco maggiormente incisivo di dieci ore contro le otto e mezza odierne; peraltro l’interruzione del blocco a metà giornata ha permesso ai motori di invadere comunque le strade proprio nel pieno della domenica. Il provvedimento è sbagliato e va reso più giusto e incisivo con un blocco di almeno dieci ore consecutive, riempiendo le strade di Roma di iniziative e opportunità per tutti”.

 

Allarme SMOG con PM10 oltre i limiti per 11 giorni consecutivi, massima concentrazione il 9 dicembre a Tiburtina con 82ug/m3 e 12 superamenti su 13 centraline. Roma tra le città peggiori anche per Biossido di Azoto

Torna lo stand di Legambiente in Via dei Fori Imperiali per animare la prima domenica Ecologica della stagione: giochi per bambini con coloreria di strada e palloncini, pacchi dell’EcoNatale il cui contributo va tutto alla raccolta fondi “La Rinascita ha il Cuore Giovane” per giovani imprenditori colpiti dal sisma, bici elettriche dalle quali godere del centro di Roma dalle due ruote in collaborazione con Elebike.

Per l’occasione l’associazione ambientalista ha presentato gli ultimi dati sull’inquinamento atmosferico a Roma, dove le centraline di monitoraggio del PM10 sono impazzite dal 1 dicembre e per 11 giorni consecutivi fuori i limiti consentiti, peggiore giornata il 9 dicembre con 12 superamenti su 13 centraline, la peggiore quella di Via Tiburtina con 82ug/m3 e 24 giorni fuori i limiti da inizio 2016. Da inizio dicembre un totale di 60 superamenti nei punti di monitoraggio di Roma

“Da inizio dicembre Roma respira Smog, una situazione che sta peggiorando di giorno in giorno mettendo a repentaglio la salute dei cittadini – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio –. Abbiamo visto il Piano Generale del Traffico fermare le vecchie automobili diesel nell’anello ferroviario ma sappiamo bene che i controlli non garantiscono assolutamente il rispetto del provvedimento, ora sono urgenti azioni più determinate che possono essere solo lo stop alle deroghe nelle ZTL, i blocchi delle auto anche durante la settimana, le limitazioni al traffico applicate a tutti. A Roma bisogna avere il coraggio di togliere automobili dalla strada rilanciando con risolutezza il trasporto pubblico, ampliando le zone a traffico limitato e creandone di nuove, pedonalizzando strade e piazze in ogni quartiere, realizzando il GRAB e nuove piste ciclabili, liberando il Colosseo dal ruolo di spartitraffico a cui per troppi anni abbiamo relegato con la ciclo-pedonalizzazione di Via di San Gregorio”.

Non solo dal valore delle PM10 si monitora la qualità e la salute dell’aria, e purtroppo secondo i dati di Ecosistema Urbano 2016, Roma è tra le peggiori città italiane (93°su 95) anche per Biossido di Azoto con una media di 49ug/m3 al giorno nel 2015 a fronte di un limite massimo per legge di 40ug/m3 in media giornaliera, parametro questo direttamente e univocamente riconducibile al traffico di autovetture; intanto le isole pedonali sono appena 0,14 mq/abitante e più di 61 auto ogni 100 romani.

“Ci saranno nei prossimi mesi altre tre domeniche ecologiche e Legambiente tornerà tutte le volte ad animare Via dei Fori – conclude Scacchi -, ma affinché queste giornate tornino ad essere percepite come una festa della civiltà e non come un disagio per le persone il comune metta in campo azioni concrete per rinnovarne lo spirito e cambi orario del blocco, è assurda la finestra di quattro ore a metà giornata durante la quale viaggia chiunque e il blocco complessivo è di sole nove ore invece delle dieci che indica il Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria, chiediamo che le prossime domeniche senz’auto prevedano quindi il blocco dalle 8 alle 18 senza interruzione alcuna”.

 

LINK COMUNICATO STAMPA CON TUTTI I DATI

Nelle terre sconvolte dal terremoto, a tre mesi dal primo sisma, arriva una buona notizia: sono stati assegnati i primi fondi raccolti da Legambiente, Libera, Altromercato, Alleanza Cooperative Italiane Giovani, Federparchi, Alce Nero e Symbola – Fondazione per le qualità italiane con la campagna  “La rinascita ha il cuore giovane”. I destinatari sono giovani imprenditori che a causa del terremoto hanno subito gravi danni alle loro attività. Attività – questo il prerequisito dell’assegnazione deliberata dai promotori della campagna – che devono essere finalizzate a produzioni di qualità svolte in armonia col territorio. L’altro elemento considerato nell’assegnazione è l’ordine di arrivo delle richieste.

“Le cifre assegnate, al di là degli importi previsti – affermano i promotori –  sono determinanti per permettere a questi giovani imprenditori di far ripartire la propria attività, evitando nuovi danni ad un territorio già drammaticamente provato. Accanto alle priorità immediate, a cominciare dal soccorso alle persone che hanno perso tutto, è infatti indispensabile sostenere da subito quelle realtà d’impresa locali che avevano scommesso su quelle aree interne del nostro Paese, già segnate da fenomeni di abbandono e di spopolamento”.

Gli assegnatari:

– Valentina Fausti, 22 anni, produce, a Norcia, un prosciutto unico al mondo: arrivato anche sulla tavola della Casa Bianca, viene dal ‘Maiale brado di Norcia’, allevato libero nel Parco nazionale dei Monti Sibillini. Col terremoto, Valentina e la sua famiglia hanno perso la casa, la stalla, il negozio e il laboratorio. Il terremoto ha anche fatto scomparire le tre sorgenti d’acqua alle quali si abbeveravano i 400 suini dell’allevamento. La donazione de “La rinascita ha il cuore giovane” permette a Valentina, che ora vive in un container nei pressi dell’allevamento, di acquistare un’autobotte con sei beccucci per abbeverare i suoi animali;

-Valentina Trenta è la figlia venticinquenne della titolare dell’azienda agricola biologica Santolini Santa, di Arquata del Tronto. L’azienda, che alleva con metodo biologico ovini, equini e, principalmente, bovini di razza igp marchigiana, a causa del terremoto ha perso, probabilmente fuggite nella vicina montagna, due mucche fattrici. I fondi di “La rinascita ha il cuore giovane” saranno destinati all’acquisto di due manze gravide da allevamento biologico;

-Amelia, Giuliano e Maria Grazia Nibi, appena trentenni, gestiscono coi genitori l’Azienda Agricola Bio ‘Casale Nibbi’, famiglia di agricoltori e allevatori da cinque generazioni. Il loro casale e i locali attigui a causa del terremoto hanno subito danni, anche se non gravi, e sono inagibili. La famiglia oggi, per gestire l’allevamento e la produzione, dorme in auto. I fondi di “La rinascita ha il cuore giovane” contribuiranno all’acquisto di un vasca coagulazione, macchinario per la produzione dei formaggi, che permetterà di compensare la scarsità di manodopera:  a causa dell’attuale situazione di precarietà, molti dei lavoratori hanno preferito andarsene o allontanarsi per la stagione;

-Lorenzo Battistin (29 anni) e Ilaria Amici (30)  hanno dato vita un anno fa, a San Pellegrino di Norcia (Pg), all’azienda agricola Etiche Terre – Bosco Torto, dedicata tra l’altro alla coltivazione dello zafferano. A causa del terremoto alcuni dei terreni, come quelli per le erbe officinali, sono in zona rossa, il laboratorio di lavorazione dello zafferano è inagibile, come i magazzini di stoccaggio di attrezzature e prodotti. Lorenzo e Ilaria riceveranno una casetta in legno donata alla campagna “La rinascita ha il cuore giovane” da Leroy Merlin. I due giovani imprenditori, che hanno lanciato nel frattempo un progetto di crowfunding sulla piattaforma produzionidalbasso.com, riceveranno anche un contributo – visto che i finanziamenti bancari sono bloccati perché il terremoto ha fatto venire meno i requisiti richiesti – destinato all’acquisto delle attrezzature andate perse.

“La raccolta fondi – aggiungono i promotori – e quindi le assegnazioni ai giovani imprenditori locali, proseguiranno per un anno ancora: perché la rinascita nei luoghi del sisma è un processo lungo e difficile. Per questo invitiamo gli italiani a non dimenticare quei luoghi e i loro abitanti e ad essere generosi, come hanno già fatto tantissime persone, associazioni, comuni, parrocchie, imprese, come Leroy Merlin, che hanno già deciso di sostenere la rinascita dell’economia nei Comuni terremotati”.

Alla raccolta fondi si può contribuire effettuando donazioni:

attraverso Pay Pal dal sito rinascitacuoregiovane.it

–    su cc bancario IBAN IT79P0501803200000000511440, con la causale “La rinascita ha il cuore giovane”.

Legambiente presenta il dossier Qualità delle Stazioni Ferroviare nel Lazio: nel 41% delle stazioni non si possono comprare biglietti e i bagni non ci sono nel 59%più della metà dei pendolari ritiene la pulizia degli spazi insufficiente

Le peggiori stazioni: Due Ponti sulla RomaFlaminio-Viterbo, Tor di Valle sulla Roma Lido e quelle della Termni-Centocelle, tutte a Roma e di gestione ATAC

“Le stazioni ferroviarie sono di bassa qualità e con pochi servizi, chiediamo ai gestori di programmare una incisiva rigenerazione degli spazi”

Legambiente questa mattina, durante il programma Buongiorno Regione e in collaborazione con la TGR Rai, ha presentato dalla stazione Prenestina di Roma, il nuovo Dossier “Qualità delle Stazioni 2016”. Il documento è stato costruito dall’associazione negli ultimi mesi per fare un quadro sullo stato di tutte le stazioni ferroviarie presenti nel Lazio sia nelle 8 linee FL regionali di Ferrovie dello Stato che delle 3 ferrovie concesse di ATAC, attraverso l’osservazione e la valutazione di pendolari, comitati, associazioni e volontari. Le peggiori stazioni risultano essere Due Ponti sulla Roma Flaminio-Viterbo, Tor di Valle sulla Roma Lido e gran parte delle fermate sulla Termni-Centocelle, tutte tratte e fermate nel Comune di Roma e di gestione ATAC

“Troppe stazioni sono di bassa qualità e con pochi servizi, una complicazione ulteriore per i pendolari del Lazio – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – che da una parte vedono il servizio ferroviario complessivamente migliorato dalla Regione, dall’altra continuano a vivere condizioni disastrose, soprattutto nelle stazioni di Roma sulle ferrovie concesse di gestione Atac, dove ci sono le peggiori del Lazio. Altro quadro impietoso quello che riguarda le fermate della Termini-Centocelle, una tratta ferroviaria metropolitana che andava opportunamente rilanciata all’apertura della Metro C e che oggi sembra invece in un completo stato di abbandono. Chiediamo alla Regione l’istituzione di un tavolo di lavoro per la riqualificazione delle stazioni a partire proprio dalle situazioni più critiche dentro Roma, dove ci vogliono progetti di reale rigenerazione degli spazi per migliorare la qualità della vita di centinaia di migliaia di pendolari urbani e di tutto il Lazio”.

L’indagine, realizzata in oltre 70 stazioni attraverso la compilazione di schede su pulizia, presenza del personale, sicurezza, confort, servizi disponibili, fa emergere che nel 41% delle stazioni è impossibile comprare biglietti e le obliteratrici sono funzionanti nelle metà delle fermate. Solo nel 50,7% delle stazioni ci sono bar e quasi mai ci sono macchinette automatiche per bevande calde o fredde. I servizi igienici mancano nel 59,15% delle stazioni e nel 65% dei casi non c’è personale ferroviario. I tabelloni orari ci sono nel 66,2% e i cestini per la raccolta differenziata sono presenti nel 78,87%. I pendolari ritengono che il servizio di pulizia della stazione e dell’atrio sia insufficiente nel 35,21% e addirittura il 22,54% lo dichiara inestistente.

Al link il dossier completo:

https://drive.google.com/open?id=0BwruQZg3pp-9a0gyNWt3anRhTmI1ajBxa3lsZkptZF9mQmdN

Formula E a Roma, Legambiente “Il Comune fermi questa idea grottesca, piuttosto si lavori per la mobilità elettrica, mettendo le colonnine di ricarica necessarie nella capitale”

Secondo Legambiente, a Roma ci sono appena 81 colonnine di ricarica delle auto elettriche, in media 1 ogni 75 km di strade e 5 per municipio

Si continua a parlare della possibilità che a Roma trovi spazio un gran premio di Formula E, gare automobilistiche tra macchine elettriche su un eventuale circuito cittadino all’Eur, nella stessa area dove qualche anno fa fu scongiurato il progetto della più nota Formula 1. Legambiente, contraria a questa iniziativa, ricorda che nella capitale ci sono appena 81 colonnine di ricarica delle auto elettriche, se ne incontrano in media 1 ogni 75 km di strade (sui 6.100 km di strade primarie e secondarie a Roma) e 5 per ciascun municipio.

“Il Comune di Roma fermi questa idea grottesca e inutile che bloccherebbe una porzione di città per una gara di automobiline della quale non si sente veramente il bisogno – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – alla capitale non serve di certo un evento simile per attirare turisti e investitori, basterebbe essere una città pulita e a misura d’uomo, il resto lo farebbero le sue sconfinate ricchezze storiche e culturali. Il Campidoglio pensi piuttosto a lanciare davvero la mobilità elettrica, quella fatta dai cittadini che scelgono queste tipologie di automobili e che non trovano centraline di ricarica perché ce ne sono appena 81 in tutta la capitale, numero talmente basso da sembrare inutile per una città delle dimensioni di Roma. Ampliare il numero di colonnine lanciando davvero l’opportunità dell’auto elettrica sarebbe un progetto per Roma e per i cittadini, non una corsa automobilistica tra le strade dell’Eur”.

Roma nella morsa di traffico e frastuono, nel 54,5% dei 78 monitoraggi il rumore supera i limiti di legge. Luogo più rumoroso della capitale il Colosseo (76 decibel) e poi Viale Regina Margherita davanti al Policlinico (74 decibel) e Via di San Gregorio (73 decibel)

“Roma è prigioniera delle auto e del rumore provocato. Allarmanti i dati al Colosseo dove bisogna pedonalizzare tutta l’area, ma anche vicino a ospedali e scuole”

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Legambiente presenta il nuovo dossier sul rumore a Roma, dopo aver effettuato nelle giornate tra 8 e 14 novembre ben 78 monitoraggi puntuali in tutta la città su 42 luoghi diversi in centro, periferie, sulle consolari e in punti particolarmente sensibili per la vicinanza di ospedali, scuole o monumenti storici. Secondo i risultati del monitoraggio, nel 54,5% dei luoghi il rumore supera i limiti consentiti nei livelli medi, nel 74% dei casi ci sono picchi di chiasso fuori controllo.

I 3 luoghi più RUMOROSI di Roma sono Piazza del Colosseo con 76 decibel medi, Viale Regina Margherita davanti all’ingresso del Policlinico Umberto I dove sono 74 i decibel registrati e Via di San Gregorio tra Colosseo e Circo Massimo con 73 decibel.

“Roma è prigioniera delle auto e del rumore che generano – commenta Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – bisogna liberare dal traffico e dal chiasso i luoghi sensibili come ospedali e scuole. Allarmanti dati al Colosseo dove il frastuono è veramente oltre tutti i limiti, bisogna subito pedonalizzare la Piazza circostante e Via di San Gregorio fino al Circo Massimo. Intorno all’Anfiteatro Flavio tutti i prelievi effettuati tracciano un profilo allarmante in termini di inquinamento acustico, eppure lì è già prevista la pedonalizzazione completa dell’area secondo la delibera di iniziativa popolare votata oltre due anni fa in assemblea capitolina ed da li deve passare il Grab. Gli strumenti amministrativi ci sono tutti, ora bisogna salvare il Colosseo.”

schermata-2016-11-16-alle-15-37-13Legambiente aveva raccolto e presentato le firme per una delibera di iniziativa popolare per la pedonalizzazione di tutta l’area del Colosseo che il Campidoglio votava il 25 giugno 2014 anche con il voto dell’attuale maggioranza; da questa delibera scaturiva il regime odierno di divieto alle auto private su Via dei Fori ma è rimasta ancora inattuata sul resto dell’area per la quale era prevista la pedonalizzazione, quella di Piazza del Colosseo all’incrocio con Via Labicana e su Via di San Gregorio, tratto di strada dove, i volontari del cigno verde, ricordano che dovrà anche passare il GRAB, connettendo Via dei Fori e Circo Massimo attraverso il passaggio della ciclovia. “Solo allontanando le automobili dal centro e dalle zone di studio e degenza si garantisce la salute delle persone dai rischi dell’inquinamento acustico e quella dei monumenti, a partire proprio dal simbolo della capitale. C’è un piano di zonizzazione acustica che prevede limiti precisi in decibel nei parchi, intorno agli ospedali, vicino le scuole e le università, i risultati del monitoraggio raccontano l’inesistenza di politiche che lo abbiano attuato e il bisogno di farlo allontanando il traffico da questi luoghi”. Il monitoraggio effettuato dai volontari in servizio civili di Legambiente Lazio e dei Circoli Città Futura e Mondi Possibili evidenzia anche un rumore fuori i limiti anche in Largo di Santa Susanna, Piazza della Repubblica, Via Nazionale, Via dei Serpenti, Via degli Annibaldi, Lungotevere all’altezza dell’ospedale Fatebene Fratelli e Via Portuense tra lo European Hospital e il San Camillo Forlanini. Peraltro tutte le rilevazioni si sono svolte in orario centrale della giornata per non essere inficiate dalla presenza eccessiva di auto nelle ore di punta degli spostamenti, dando così un risultato più imparziale sul rumore al quale i cittadini sono sottoposti tutti i giorni.