Category Archive Comunicati 2018

ARRIVA PULIAMO IL MONDO, 28-30 SETTEMBRE 2018

Anche quest’anno torna Puliamo il Mondo l’edizione italiana di Clean up the World, il più grande e storico appuntamento di volontariato ambientale del mondo. Portata in Italia nel 1993 da Legambiente, che ne ha assunto il ruolo di comitato organizzatore, è presente su tutto il territorio con oltre 1.000 iniziative e nel Lazio grazie all’instancabile lavoro di oltre 100 gruppi di volontari tra circoli di Legambiente, associazioni, amministrazioni comunali, pro-loco, aziende e cittadini, che organizzano l’iniziativa a livello locale in tutti i territori.

Sono già centinaia i momenti di pulizia previsti per l’ultimo fine settimana di Settembre, tanti a Roma ma anche in ciascuna delle province, dopo i quali la regione sarà un po’ più pulita.

Per organizzare pulizie, aderire alla campagna o chiedere informazioni su come diventare un “volontario per l’ambiente” in uno degli appuntamenti di Roma e del Lazio, si può contattare la sede di Legambiente Lazio (0685358051 – m.boiano@legambientelazio.it) o consultare l’elenco ai link:

Caccia nei Parchi del Lazio

Mentre in aula del consiglio regionale continua la discussione sugli emendamenti che da alcune ore sono agli onori delle cronache perché approvati aprono alla caccia nei Parchi regionali, Legambiente Lazio torna a chiedere un passo indietro e azioni ambientaliste all’assessora all’Ambiente Onorati.

“Torniamo a chiedere all’assessora Onorati l’annullamento degli emendamenti approvati con il suo parere positivo che aprono la caccia e l’ingresso dei cacciatori nei Parchi – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. A tutti è chiaro che c’è un’emergenza cinghiali in grado di mettere in sofferenza l’agricoltura ma soprattutto la biodiversità stessa della quale i parchi sono i custodi, l’emergenza è stata peraltro già dichiarata dalla stessa Regione ormai da alcuni anni, ma la soluzione non è aprire ai cacciatori che sono i responsabili unici del numero di cinghiali in circolazione a causa di decenni in cui le politiche di ripopolamento al fine venatorio erano estremamente spregiudicate. Far entrare la caccia e i cacciatori nei parchi non risolve il problema, è un palliativo che non funziona e aggrava la situazione allontanando le vere soluzioni, quelle che i Parchi, per quanto di competenza, stanno già praticando. Parliamo dei piani di contenimento dei Parchi, che hanno avuto anche pareri dell’Ispra, e che prevedono la fornitura delle gabbie per la cattura agli agricoltori e anche la loro formazione per gestire questo percorso, come ha fatto l’Ente Regionale RomaNatura. L’assessora Onorati dovrebbe sostenere e rafforzare queste azioni, coinvolgendo e responsabilizzando ancora di più gli agricoltori e consentendo il conferimento per la trasformazione”.

Caccia nei Parchi, Legambiente scrive all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio

Legambiente scrive all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio Enrica Onorati per chiedere di fermare in aula le modifiche di legge alla 4/2015, che permetterebbero la caccia, seppur selettiva nei parchi.

“Oggi in aula regionale si può fermare l’introduzione dei fucili nei Parchi Regionali, evitando che il quadro normativo di tutela e sviluppo delle aree protette previsto dalla 29/97, sia definitivamente smontato attraverso le modifiche alla 4/2015 – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ed eliminando le modifiche alla 29 già sciaguratamente approvate, così come vanno anche eliminate le modifiche che permetterebbero i PUA (Piani di Utilizzazione Aziendale) in deroghe rispetto ai piani d’assetto dei Parchi, con conseguenti possibilità di sviluppo agricolo, anche quello più spregiudicato e contro la biodiversità. Abbiamo scritto all’Assessora all’Ambiente Enrica Onorati perché non crediamo che tale pessimo cambiamento sia veramente nelle intenzioni dell’assessorato all’Ambiente, oltre che all’Agricoltura, che ha invece il compito di difendere e rilanciare il mondo dei parchi e non certo di aprirli alla caccia. Sapremo nelle prossime ore se il nostro appello sarà andato a buon fine o se l’ambiente e la sua tutela, è considerato secondario rispetto alla vetusta pratica venatoria e continueremo a difendere il mondo delle aree protette chiedendone il rilancio definitivo, attraverso un sostegno concreto che arrivi con l’approvazione dei piani di assetto e il protagonismo nelle politiche della Regione Lazio. Nei parchi peraltro, il contenimento dei cinghiali è un problema per la biodiversità e non solo per l’agricoltura, e si può realizzare con metodi efficaci che non sono quelli legati alla caccia e ai cacciatori che dell’attuale invasione di Cinghiali (Sus scrofa), sono gli unici ed inequivocabili responsabili, con i passati piani reitroduttivi atti all’ampliamento del numero di capi da cacciare sui territori. Ad esito negativo delle nostre richieste, sarebbe questo il più grande attacco subito dai parchi dopo quello fatto dall’allora giunta Storace che voleva abolirli o ridimensionarne i perimetri”.

La Regione Lazio apre alla caccia nei Parchi

Con un emendamento alla legge per la semplificazione e lo sviluppo regionale, la Regione Lazio apre alla caccia, seppur selettiva, nei Parchi e alla presenza di cacciatori con armi in mano dentro le aree protette.

“Questi provvedimenti mettono a rischio i Parchi Regionali e diminuiscono la cura delle aree protette, tenuta alta finora dalla Regione a partire dalla precedente legislatura – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e non possiamo credere che proprio l’assessora all’Ambiente Onorati si renda artefice di un processo che non può non portare ad abbassare l’attenzione rispetto ai parchi

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Sostegno a Valle del Sacco e Villa Spada

700 tonnellate di rifiuti da treno della vergogna al TMB di Villa Spada

Dalle recenti indiscrezioni la destinazione individuata da Ama per le 700 tonnellate di rifiuti del treno fermo da due mesi a Roma Smistamento, sarebbe il TMB di Via Salaria, a 50 metri da dove sono adesso; il commento di Legambiente, che aveva denunciato l’abbandono per due mesi nel treno, è di totale disappunto.

“Leggiamo in queste ore e apprendiamo con sbigottimento che la strada trovata per liberare Roma dal treno della vergogna, sarebbe quella di trasferire le settecento tonnellate che da due mesi aspettano una d’estinzione, al TMB sulla Salaria a cinquanta metri da dove sono ora. – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio –  Se questa sarà la soluzione partorita dopo la nostra denuncia, arrivata dopo due mesi nei quali non si è fatto niente, sarebbe una ulteriore presa in giro grave e irresponsabile nei confronti dei cittadini del Salario già martoriati da anni di puzza. Spostare quei rifiuti di cinquanta metri non vuol dire risolvere il problema ma aumentarne un altro con ulteriore conferma che a Roma un ciclo dei rifiuti non c’è”.

Intanto, questa mattina quindici sindaci della Valle del Sacco si sono dati appuntamento a Colleferro per protestare contro le intenzioni di Ama di riaprire il locale inceneritori. “Continueremo a monitorare il treno della vergogna e a sostenere i cittadini di Villa Spada per la chiusura di un TMB che qualcuno sta trasformando in vera discarica, e appoggiamo con forza i sindaci e le comunità della Valle del Sacco contro l’accensione dell’inceneritore dove Roma vorrebbe bruciare i suoi rifiuti sulla pelle delle persone”.

Legambiente denuncia: il treno con 700 tonnellate di rifiuti

Rifiuti a Roma, Legambiente denuncia: treno della vergogna con 700 tonnellate di rifiuti, ancora fermo da due mesi nella capitale

Legambiente Lazio denuncia la presenza del treno della vergogna: un treno con 700 tonnellate di rifiuti della Capitale, fermo da due mesi sotto il sole al Salario perché Ama e Comune non individuano una destinazione.

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