Category Archive Dai nostri circoli

Mediterranea: primo chiosco plastic free

Dal Mediterranea di Capocotta, primo chiosco balneare Plastic Free della costa romana, parte la nuova campagna di contrasto all’inquinamento da plastica.

Si utilizzano per pochi minuti, ma se smaltiti non correttamente inquinano l’ambiente per decine o centinaia di anni: sono bicchieri, stoviglie, posate e bottiglie. Ma qual è l’impatto di questi prodotti usa e getta sull’ambiente? Soltanto con le bottiglie di plastica che consumiamo ogni anno in Europa (46 miliardi secondo i dati di “Seas at risk”) si potrebbero riempire 28mila piscine olimpioniche.

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Enel Green Power e Legambiente Fiuggi uniti per la Salvaguardia Ambientale.

“La data del 15 febbraio 2018 ha segnato un passo importante – questa è la dichiarazione del presidente del Circolo Legambiente Fiuggi  –  dove il frutto del lavoro svolto in collaborazione tra Enel Green Power e Legambiente, impegnati al Tavolo Tecnico “Uomo e Natura in Simbiosi”, è stato il raggiungimento di un protocollo di intesa tra le parti nel quale Enel Green Power tende la propria mano per la tutela ambientale della Riserva Naturale, impegnandosi a sospendere temporaneamente le attività di emungimento delle acque del Lago per il periodo dal 1 dicembre al 30 giugno di ogni anno, affinché possa essere garantito il ciclo di riproduzione dell’avifauna e ittiofauna presente.”

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“SOSTENIBILITA’ INNOVAZIONE E COMPETITIVITA'”: ripensare il turismo tra identità e sostenibilità

NEL CORSO DEL CONVEGNO DI IERI “SOSTENIBILITA’ INNOVAZIONE E COMPETITIVITA’: PENSARE AD UN NUOVO PIANO STRATEGICO DEL TURISMO TRA IDENTITA’, VALORIZZAZIONE AMBIENTALE, ARCHEOLOGIA E ECONOMIA DEL MARE” ORGANIZZATO E PROMOSSO DA CONFCOMMERCIO LAZIO SUD A SPERLONGA ALL’INTERNO DELLA NOTA MANIFESTAZIONE “SAPORI DI MARE” GIUNTA ALLA SUA 14^ EDIZIONE, I CIRCOLI DI LEGAMBIENTE TERRACINA, FONDI E MINTURNO, ASSIEME A LEGAMBIENTE LAZIO, CONFCOMMERCIO LAZIOSUD, CONFCOMMERCIO ASCOM TERRACINA, FONDI, MINTURNO E SINDACATO ITALIANO BALNEARI TERRACINA CHIEDONO NUOVAMENTE TUTTI INSIEME ALLA REGIONE LAZIO DI REVOCARE LE AUTORIZZAZIONI EMESSE E DI INTERROMPERE TUTTI GLI ITER CONCESSORI PER GLI IMPIANTI DI MITILICOLTURA, DAVANTI ALLE SPIAGGE DI TERRACINA, FONDI, SPERLONGA E MINTURNO. 

Dopo la recente determinazione n. G09852 del 13 Luglio 2017 della Regione Lazio per il rilascio di una concessione demaniale marittima di uno specchio acqueo di complessivi mq 305.000 (pari a 50 campi di calcio!) antistante la costa di Fondi e Sperlonga, a scopo di mitilicoltura, e la situazione ancora di assoluta incertezza relativa all’impianto che dovrebbe sorgere davanti alla costa di Terracina per il quale, la recente sentenza definitiva del TAR a favore di due consorzi turistici che erano ricorsi contro l’anticipata occupazione, non elimina il rischio di rilascio di una nuova concessione definitiva, e dopo il rinnovato allarme per un prossimo rilascio di una concessione anche davanti alle spiagge di Minturno-Scauri, sale il livello di preoccupazione per le nostre coste e per il turismo del nostro bellissimo litorale.

Il Presidente di Confcommercio Lazio Sud Giovanni Acampora,  nella lettera inviata al Presidente Nicola Zingaretti lo scorso 31 Agosto, afferma in modo chiaro i concreti rischi di deterioramento dell’ecosistema  marino nonché  di  “inquinamento paesaggistico”, “danni alla costa” “impatto sulla qualità del mare” e sottolinea gli “impatti molto negativi sulle vere ed uniche risorse strategiche e socio-economiche del nostro territorio che sono i beni ambientali e quelli culturali, creando problematiche pesanti alle imprese turistiche  e commerciali dell’area, in una  fase di lenta ripresa” e riafferma che “le imprese, insieme alle Amministrazioni Comunali, stanno da mesi cercando di invertire una rotta negativa che ha portato al degrado ambientale e all’abbandono  del patrimonio culturale delle nostre zone”. 

 

Giovanni Acampora – Presidente Confcommercio Lazio SUD

Il nuovo impianto appena definitivamente autorizzato davanti alla costa dei comuni di Fondi e Sperlonga sorgerebbe ad esempio a poche centinaia di metri di distanza dal SIC IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo” che occupa una superficie di 2182 ettari ed interessa i Comuni di Terracina, Fondi e Sperlonga ed è il più esteso del Lazio. Nei fondali del SIC sono presenti 1459 ettari di Posidonia Oceanica, 7 ettari di habitat con Cymodocea Nodosa ed è presente la Pinna Nobilis specie protetta dalla direttiva Habitat. A protezione di tale ricchezza eco-sistemica la stessa Regione, con Delibera Regionale 604 del 3/11/2015, aveva ampliato di 382 ettari la perimetrazione di questo SIC. Inoltre, il Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano”, invitato a parlare ieri al Convegno anche in rappresentanza dei Circoli di Fondi e Minturno-Sud Pontino, aveva definito ed inviato (unica associazione ambientalista della Regione insieme a Marevivo) alla Regione Lazio, ormai un anno fa, un articolato documento che integrava la bozza predisposta dalla Regione di misure di conservazione e gli indirizzi di gestione dei due SIC ricadenti nel territorio del comune di Terracina: il Sito di Interesse Comunitario IT6000013 “Fondali tra Capo Circeo e Terracina” e il Sito di Interesse Comunitario IT6000014 “Fondali tra Terracina e Lago Lungo”. Le proposte del circolo di Terracina, orientate non solo alla conservazione (con monitoraggi costanti della qualità degli habitat) ma anche allo sviluppo del turismo ambientale per mezzo di attività educative e di esplorazione, non solo erano state accolte dalla Regione per la loro validità, ma la Regione aveva ritenuto opportuno estenderle a tutti gli altri SIC marini del Lazio divenendo parte integrante del documento finale di “MISURE DI CONSERVAZIONE DI 9 SIC MARINI, AI FINI DELLA DESIGNAZIONE DELLE ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE (ZSC)” con Deliberazione N. 679  del 15/11/2016 finalizzato alla designazione dei SIC a Zone Speciali di Conservazione (ZSC), ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) e DPR 357/97. 

 

Anna Giannetti – Presidente Legambiente Terracina

Nonostante tutto ciò la Regione Lazio, anche in presenza di pareri tecnico-economici negativi dei Comuni (purtroppo non vincolanti) e la netta contrarietà degli operatori turistici, della cittadinanza e delle associazioni e i sindacati di categoria, sta ancora procedendo con le autorizzazioni per gli impianti di mitilicoltura in base all’art.11 della Legge Regionale 20 giugno 2016 n. 8, legge che definiva un modus operandi temporaneo in attesa del recepimento della Direttiva Europea 23/08/2014 n. 2014/89/UE, direttiva che impone agli stati membri la pianificazione dello spazio marittimo prima di procedere con le autorizzazioni e che è stata recepita ad Ottobre 2016 (4 mesi dopo la legge regionale n.8) attraverso il Decreto Legislativo 17 ottobre 2016, n. 201 che istituisce (sotto la competenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo. 

Tutto ciò premesso, come ribadito nel corso del convegno, Legambiente, Confcommercio, Sindacato italiano balneari chiedono alla Regione, di revocare immediatamente tutte le autorizzazioni emesse e di sospendere gli iter autorizzativi in corso e al Ministero dei Trasporti (ora competente per la pianificazione marittima) di farsi parte attiva presso la Regione per richiamarla ad attenersi al quadro normativo vigente che prevede per ogni area marittima un piano di gestione che definisce le attività e gli usi (inclusi  gli impianti di acquacoltura e piscicoltura) dello spazio marittimo, predisposto a cura di un apposito comitato tecnico interministeriale (Trasporti, Ambiente, Politiche Agricole, Sviluppo Economico, Beni Culturali e Turismo) a cui partecipano anche i rappresentanti delle Regione e che prevede sia la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIA).

Chiediamo inoltre che il redigendo Piano di gestione dello spazio marittimo della nostra Regione recepisca definitivamente che l’interesse diffuso, testimoniato anche dalla recente lettera inviata dal Presidente Confcommercio Lazio Sud Giovanni ACAMPORA al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, del nostro territorio da San Felice Circeo, Terracina, Fondi, Sperlonga fino a Minturno-Scauri è assolutamente contrario alla costruzione degli impianti di mitilicoltura del tutto incompatibili con la vocazione turistica (testimoniata dalle numerose Bandiere Blu e dal numero di Vele di Legambiente!) e il valore paesaggistico della costa pontina che la Regione stessa sta promuovendo e valorizzando anche con finanziamenti dedicati, come quelli relativi alla economia del mare, una immensa risorsa che vale il 3,5 del nostro Pil, intorno ai 43 miliardi di euro (7 miliardi circa solo nel Lazio), con 185mila imprese (1600 nel Lazio) e 835 mila occupati (115 mila nel Lazio) principalmente donne e giovani (dati Unioncamere 2016).

Legambiente Terracina: la Regione Lazio fermi gli impianti di Mitilicoltura

DOPO LA DETERMINA AUTORIZZATIVA REGIONALE DEL 13 LUGLIO SCORSO PER UN MEGAIMPIANTO DI MITILICOLTURA DAVANTI AL LITORALE DI FONDI,  I CIRCOLI LEGAMBIENTE DI FONDI, TERRACINA E SUD PONTINO ASSIEME A LEGAMBIENTE LAZIO CHIEDONO ALLA REGIONE LAZIO LA SOSPENSIONE DEGLI ITER AUTORIZZATIVI E L’ANNULLAMENTO DELLE AUTORIZZAZIONI EMESSE E SOLLECITANO IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI (COMPETENTE IN BASE AL DECRETO D.Lgs 201/2016 PER LA PIANIFICAZIONE DELLO SPAZIO MARITTIMO) A FARSI PARTE ATTIVA PRESSO LA REGIONE LAZIO PER INTERROMPERE TUTTI GLI ITER CONCESSORI PER GLI IMPIANTI DI MITILICOLTURA, DAVANTI ALLE SPIAGGE DI TERRACINA, FONDI, SPERLONGA E MINTURNO, IN ATTESA DEL RELATIVO PIANO DI GESTIONE  E ANNUNCIANO CHE, COME GIA’ TERRACINA, ANCHE IL CIRCOLO DI FONDI SI COSTITUIRA’“ad adiuvandum” del comune di Fondi nel ricorso al TAR contro l’autorizzazione del 13 luglio scorso

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Dopo #Lazioinfiamme anche #Terracinainfiamme

Nota congiunta del Circolo Legambiente di Terracina e di Legambiente Lazio: dopo #Lazioinfiamme anche #Terracinainfiamme con un prezioso SIC regionale, quello di Monte Leano, andato completamente in fumo. Occorre subito accertare e colpire duramente, per disastro ambientale, gli autori applicando la legge nazionale sugli ECOREATI ed intervenire con serie politiche di prevenzione e contrasto e con Piani di Adattamento al cambiamento climatico.

Terracina sembrava essere stata magicamente in parte risparmiata dai roghi che stanno devastando la provincia ma nelle ultime 24 ore è successo il finimondo. Incendi prima sulla collina di Monte Leano, un prezioso SIC della Regione Lazio, poi La Fossata e il Tempio di Giove, e ancora a Campo Soriano, La Fiora e, in tarda serata, a San Silviano. Ettari e ettari di preziosa vegetazione in fiamme, abitazioni evacuate, cittadini svegli ad assistere impotenti e impauriti al fuoco che distruggeva gli alberi e la macchia mediterranea lambendo le loro case. Incendi in sequenza appiccati sicuramente con dolo data la precisione e la dislocazione degli inneschi. 

Nel 2017 in Italia quasi un terzo dell’intera superficie percorsa dal fuoco ha interessato aree di valore naturalistico e incluse nella rete Natura 2000, sempre più nel mirino di eco-mafiosi e piromani, segnala Legambiente, precisando che sono 24.677 gli ettari di Zone di Protezione Speciale per tutelare l’avifauna andate in fumo, 22.399 quelli dei Siti di importanza comunitaria e ben 21.204 gli ettari bruciati di parchi e aree protette. Le Regioni più colpite sono Sicilia, Campania e Calabria. Gli incendi nel 2017 hanno coinvolto in Italia 87 Siti di Importanza Comunitaria (Sic), 35 Zone di Protezione Speciale (Zps) e 45 Parchi e Aree protette, tra cui 9 Parchi nazionali, 15 Parchi regionali e 16 Riserve naturali. Il Lazio è tra le regioni che hanno perso il patrimonio maggiore con 173 ettari distrutti nei Sic, 2.797 nelle Zps e 847 nelle Aree protette.  La nostra preziosa zona di Monte Leano, SIC (IT6040007) tra i più importanti della Regione Lazio, purtroppo va ad aggiungersi al triste conto.

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(Foto Terracina Notizie)

Come emerge dal recente rapporto di Legambiente “Lazio in Fiamme” http://www.legambientelazio.it/rapporto-lazio-in-fiamme-di-legambiente-5-213-ettari-bruciati-nel-lazio-da-inizio-2017-erano-2-974-in-tutto-il-2016/ la situazione del Lazio è davvero drammatica con 5.213 ettari bruciati, pari alla superfice di 7.500 campi da calcio. Il comune più devastato in assoluto è di gran lunga quello di Itri con addirittura 1.172 ettari di territorio bruciato, quasi un quinto degli incendi di tutto il Lazio in 7 grandi roghi e con un’area complessiva pari al 10% dell’intero territorio comunale e quella pontina è la provincia più colpita dagli incendi in tutta la regione con 3.584 ettari alle fiamme con 25 incendi vasti. Un territorio vergognosamente e colpevolmente abbandonato e devastato da incendi e siccità.

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“Mostruoso” incendio a Terracina (Foto Jolly Barone)

Nei giorni scorsi Legambiente Lazio (dopo l’esposto dello scorso anno del Circolo di Terracina e di Legambiente Lazio sui roghi tossici che ha dato luogo ad una importante indagine e che avuto un suo impatto visto che il fenomeno quest’anno sembrerebbe essere sicuramente più contenuto) ha inviato il dossier #Lazioinfiamme in forma di esposto alla Procura della Repubblica perché siano individuati i colpevoli di tali barbari atti e della devastazione che ne consegue e siano individuate le responsabilità anche politiche e amministrative, perchè sono veramente  troppe le aree di pregio del nostro Paese finite in balia di eco-criminali e piromani e il 2017 verrà ricordato, come lo furono il 2007 e il 1997, come un anno orribile per la devastazione prodotta dalle fiamme. Non curare i nostri spazi verdi e lasciarli abbandonati  in balia di vandali e criminali è colpevole tanto quanto appiccare il fuoco, e questo vale anche per i Parchi pubblici cittadini, visto che sono giunte nel corso dell’estate al nostro Circolo diverse segnalazioni in tal senso, segnalazioni che sono state inviate anche al Comune e alla Polizia Municipale.

Occorre cambiare rapidamente metodo di prevenzione e contrasto, servono più controlli, occorre aumentare a dismisura le pene per i piromani, rinforzare (non annullare) il corpo forestale e i VVFF, utilizzare le nuove tecnologie (droni e satelliti) per rafforzare la sorveglianza e la vigilanza, aggiornare le mappe catastali con le zone incendiate e disincentivare il privato che guadagna sul numero di incendi. Ma serve soprattutto ricominciare a curare il territorio con una corretta manutenzione delle aree verdi che consenta di limitare gli effetti di un probabile incendio.

La gestione dell’emergenza incendi, afferma Legambiente, è stata segnata fino ad ora da troppi e ingiustificati ritardi a livello regionale e nazionale a partire dalle Regioni, che si sono mosse con troppa lentezza. Ad oggi il Lazio non ha ancora approvato il nuovo Piano AIB 2017 (piano antincendio boschivo) e le relative modalità attuative per organizzare la prevenzione, il lavoro a terra, e gli accordi con i Vigili del Fuoco e con la Protezione Civile. Ai ritardi, va aggiunta il numero insufficiente delle squadre di operai forestali e soprattutto l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima. In questo quadro si inserisce anche il processo di riorganizzazione delle funzioni dell’ex Corpo Forestale ora assorbito nell’Arma dei Carabinieri e i ritardi nazionali dovuti al fatto che il Governo e i Ministeri competenti non abbiano ancora approvato i decreti attuativi necessari al completamento del passaggio di competenze, personale, strumenti e mezzi per quanto riguarda l’antincendio boschivo, in modo da garantire su tutto il territorio squadre operative per gestire l’emergenza e svolgere le attività di prevenzione.

Occorre poi rafforzare il sistema dei controlli e degli interventi delle Forze dell’ordine nei confronti dei criminali che appiccano gli incendi.  Oggi, oltre il delitto di incendio doloso di cui all’art. art.423 bis del codice penale, si può e si deve applicare la legge sugli ecoreati (la n.68/2015) e in particolare il reato di disastro ambientale secondo quanto previsto dall’art. 452 quater del codice penale, uno dei nuovi delitti introdotti dalla legge, che usa la mano dura contro chi attenta alla salubrità degli ecosistemi, incrementando le pene fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti. 

Inderogabile inoltre che le Regioni, d’intesa con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, potenzino i corsi di formazione per le figure che devono svolgere la funzione di direzione delle operazioni di spegnimento (DOS) e che gli Enti locali procedano alla realizzazione e aggiornamento costante del Catasto delle aree percorse dal fuoco, finalizzato alla predisposizione dei vincoli di uso dei suoli, al fine di impedire speculazioni economiche sulle aree dove si siano verificati incendi, così come previsto dalla legge 353/2000. Inoltre, il ruolo degli Enti locali appare cruciale nelle attività di prevenzione degli incendi attraverso la cura e tutela del territorio e delle aree boschive, attraverso lo studio e la predisposizione di misure di mitigazione del rischio, così come le attività di controllo e di avvistamento, necessarie per la realizzazione di interventi tempestivi di spegnimento. 

Infine occorre soprattutto superare l’assenza di strategie e di misure di adattamento al clima per pianificare e limitare le conseguenze del rischio di incendio e non solo avere un atteggiamento reattivo. Corriamo tutti quando il danno è già fatto solo per contare i danni o evitare che qualcuno ci rimetta le penne. Le politiche di adattamento al clima sono fondamentali e vanno praticate con Piani di Adattamento anche locali (che le Amministrazioni devono predisporre) per avviare una seria valutazione delle vulnerabilità del nostro territorio (uso e consumo del suolo, siccità, consumo di acqua e sistema idrico, ondate ed isole di calore, eventi estremi di pioggia e rischio idrogeologico), dei rischi (incendi, frane, alluvioni, allagamenti, carenza idrica, etc) e dei danni (rilevanti a settori importanti come l’agricoltura, l’industria e il turismo, all’ambiente, alle infrastrutture). Vanno  definiti obiettivi, strategie ed azioni di intervento, riportando con urgenza questi temi al centro delle politiche di governo della città e del territorio ma anche assegnando responsabilità precise ed obiettivi chiari agli Enti coinvolti, creando e diffondendo una nuova cultura basata sull’adattamento climatico, sviluppando una nuova economia che punti concretamente su innovazione e sostenibilità.

I soldi che ci sono dobbiamo spenderli per la cura del territorio e su una corretta manutenzione delle aree verdi, della rete idrica, delle strade, dei ponti, delle ferrovie e delle altre infrastrutture vitali perché quello che non spendiamo oggi, per proteggere il nostro territorio, lo pagheremo salato negli anni a venire. Il problema degli incendi va affrontato, a tutti i livelli di responsabilità, con una pianificazione, una organizzazione, una strategia di intervento ed una preparazione adeguate perché correre all’ultimo momento solo per limitare e constatare i danni purtroppo non serve a molto…

Il nostro Circolo sta raccogliendo i sospetti e le segnalazioni con le foto più significative, ma anche le proposte più utili al contenimento del rischio e al rafforzamento della sorveglianza e invita tutta la cittadinanza ad inviarle a legambiente.terracina@gmail.com in modo da integrare l’esposto già inviato in procura con i purtroppo amarissimi accadimenti del ferragosto terracinese.

Legambiente Plaude all’intervento di prolungamento della rete di raccolta delle acque reflue della costa di Levante di Terracina

 

Nel corso della Conferenza Stampa regionale di Legambiente per Goletta Verde, storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/07/01/comunicaton-15-la-tappa-di-goletta-verde-di-legambiente-a-terracina-grandi-passi-avanti-per-lambiente-il-turismo-e-lenogastronomia-di-terracina/, tenutasi a Terracina il 28 giugno scorso, alla presenza di rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, Acqualatina SpA, Capitaneria di Porto e Arpa Lazio durante la quale erano stati presentati dati dei prelievi fatti dai tecnici di Goletta Verde presso lo scarico dell’ex-Depuratore e la Sorgente Acqua Magnesia, Acqualatina SpA aveva assunto l’importante impegno di completare l’intervento relativo al prolungamento della rete di raccolta delle acque reflue della costa di Levante.

In pochi mesi, grazie alla sensibilità dei suoi vertici, all’azione propositiva e alla pressione costante di Legambiente, Acqualatina SpA, rispettando gli impegni assunti in conferenza stampa, ha completato i lavori di prolungamento del tratto fognario costiero lungo la via Appia tra la zona della Torre Gregoriana e Porta Napoletana che renderanno possibile già prima dell’estate l’avvio della richiesta di riammissione al programma di monitoraggio delle acque al fine di riaprire presto alla balneabilità il bellissimo tratto costiero di Levante e in un prossimo futuro ripristinare anche la potabilità della antica sorgente termale “Acqua Magnesia”.

“A seguito delle analisi dei campionamenti effettuati nello specchio acqueo sotto al Monumento naturale Tempio di Giove Anxur, presso la Torre Gregoriana (scarico ex-depuratore) e presso la Scogliera di Levante (sorgente Acqua Magnesia) dai tecnici di Goletta Verde a giugno scorso, il nostro Circolo – con il supporto attivo di Legambiente Lazio-  ha continuato a spingere per riconsegnare alla totale fruizione dei cittadini e dei turisti questo preziosissimo tratto di costa di Levante, con un’ azione sinergica che vede insieme l’Amministrazione Comunale, il gestore idrico integrato Acqualatina SpA, la Regione Lazio, Arpa Lazio, il Ministero della Salute e la Capitaneria di porto al fine di ripristinare quanto prima il monitoraggio delle acque costiere. Un intervento fondamentale per la rigenerazione della costa dal punto di vista ambientale e turistico e che rappresenta un importante passo in avanti verso una maggiore tutela e valorizzazione del prezioso ecosistema marino e costiero di Terracina e di tutta la Riviera di Levante. E’ poi davvero emozionante che in occasione della appena celebrata Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo scorso e il cui tema scelto dall’Onu per il 2017 sono proprio le acque reflue e di scarico, si possa celebrare così degnamente a Terracina la Giornata!” dichiara Anna Giannetti, presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano. 

Acqualatina SpA è sempre stata al fianco della Amministrazione della Città di Terracina per migliorare il servizio e le reti idriche e fognarie della Città mostrando una grande attenzione agli aspetti ambientali e facendosi promotore di molte iniziative, sia per quanto riguarda le campagne di risparmio idrico che per quanto riguarda il supporto alle attività di analisi e monitoraggio delle acque come richiesto dal rapporto di Goletta Verde 2016 di Legambiente, ed è stato un attore fondamentale per la chiusura del Depuratore di Via delle Cave e il reindirizzamento di tutti gli scarichi delle acque reflue verso il nuovo depuratore di Borgo Hermada. Con il grande investimento effettuato per il completare il tratto fognario di Levante si mostra ancora una volta sensibile alle questioni ambientali. Con Legambiente Terracina poi il rapporto, già iniziato in occasione di Goletta Verde, si è ulteriormente consolidato con la partecipazione alla campagna mondiale Puliamo il Mondo- Clean Up the World come sponsor della storica iniziativa di riqualificazione del Parco del Montuno di cui è stata ipotizzata congiuntamente la possibilità di ripristino dell’impianto idrico e la creazione di un punto informativo e formativo sulla bonta’ e sull’utilizzo consapevole dell’Acqua, e si è ulteriormente rafforzato in occasione della campagna Legambiente Non ti Scordar di Me’- Operazione Scuole Pulite e per il progetto di rigenerazione “La Scuola che Vogliamo” con l’Istituto Don Milani con cui Legambiente Terracina sta firmando un protocollo di intesa che prevede anche percorsi didattici relativi al risparmio idrico”, dichiara il gestore idrico dell’ATO4 Acqualatina SpA, nella persona di Antonio Pisterzi, Responsabile Rapporti con la Pubblica Amministrazione.

Anche Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio, sottolinea l’importanza della azione di Acqualatina SpA e ringrazia i vertici del Gestore Idrico dell’ ATO4 per la serietà dimostrata nel portare avanti l’impegno assunto lo scorso giugno, “Non ci capita spesso come Legambiente di dover plaudire alle buone azioni delle Amministrazioni e dei Gestori dei servizi essenziali e siamo davvero soddisfatti di questa azione del gestore idrico integrato Acqualatina SpA che, dopo aver attuato la chiusura dell’ecomostro-depuratore costiero di Via delle Cave e la ricollettazione di tutta la rete fognaria verso il nuovo depuratore di Borgo Hermada, a valle delle nostre richieste, ha mantenuto fede al suo impegno (e in tempo per la nuova stagione turistica!) per permettere una completa rigenerazione della zona e una sempre maggiore fruibilità della costa di levante, zona che è già stata individuata da Legambiente come oggetto di una importante azione integrata di rigenerazione urbana https://legambienteterracina.wordpress.com/2016/09/19/comunicatostampan-19-nasce-a-terracina-il-primo-laboratorio-di-rigenerazione-urbana-sostenibile-di-legambiente-nel-lazio-obiettivo-iniziale-il-progetto-pilota-per-la-redazione-di-un-piano-integrato/ e che è già oggi sede di un importante lavoro di consolidamento per la mitigazione del rischio idrogeologico con fondi regionali. La nostra intenzione è quella di impegnarci, di concerto con l’Amministrazione, per la completa rigenerazione del tratto di mare e di costa antistante il vecchio depuratore e soprattutto ripristinare in tempi brevi l’antichissima “Sorgente Acqua Magnesia”, uno dei luoghi più preziosi e importanti per la memoria storica di Terracina, e parte integrante della variante traianea della Via Appia, che il 14 maggio sarà anche teatro di un importante evento nazionale di Legambiente  denominato Appia Day 2017”.