CON MASCHERINE E LENZUOLA ANTISMOG DALLA PERIFERIA DI CASALOTTI A ROMA RIPARTE MAL'ARIA NEL LAZIO

CON MASCHERINE E LENZUOLA ANTISMOG DALLA PERIFERIA DI CASALOTTI A ROMA RIPARTE MAL’ARIA NEL LAZIO

POLVERI SOTTILI, PER IL 2009 FROSINONE MAGLIA NERA NEL LAZIO (122 SUPERAMENTI), CON ROMA CHE VA MALE (67 SUPERAMENTI A CORSO FRANCIA) E COLLEFERRO (67 SUPERAMENTI)
SUL PODIO DEI PEGGIORI.

Legambiente, basta smog, ridurre traffico privato, ripristinare due giornate targhe alterne domeniche eco, subito attuazione piano per trasporto pubblico.

Resta forte e preoccupante l’allarme polveri sottili nel Lazio anche nel 2009, nonostante le abbondanti precipitazioni. Centoventidue superamenti a Frosinone, che si conferma maglia nera nel Lazio, seguita da Roma con 67 superamenti a Corso Francia e da Colleferro, sempre con 67 superamenti. Un totale di 861 casi di sforamento dei limiti di legge, con 11 centraline sulle 25 totali della rete dell’Arpa Lazio, che vanno oltre i 35 giorni di bonus concesso dalla normativa europea per rientrare negli obiettivi di qualità. Questa la preoccupante situazione denunciata da Legambiente, con la presentazione del dossier “Mal’Aria di città 2010”, realizzato in collaborazione con il sito www.lamiaaria.it, in cui viene illustrata la qualità dell’aria delle città italiane, indicando i dati relativi alle maggiori sostanze inquinanti.

Parte questa mattina all’angolo tra Via Boccea e Via di Casalotti, nella periferia romana, la nuova edizione di Mal’aria, la campagna contro l’inquinamento atmosferico: con lenzuola e drappi dalle finestre delle case, mascherine antismog nelle vetrine dei negozi, l’associazione ed i cittadini del quartiere di Casalotti hanno rilanciato insieme le richieste contro traffico e smog del neonato Circolo Legambiente Parco della Cellulosa ed dell’associazione “Casalotti libera…dal traffico”.

Nella Capitale sono stati 415 gli episodi di superamento nelle dieci centraline della rete, con sei su dieci (60%) che hanno superato i 35 fatidici giorni, ossia Francia (67), Tiburtina (62) e Fermi (61), Cinecittà (46), Preneste (45) e Magna Grecia (42). Se nel complesso, il numero dei giorni di superamento tra gli anni 2007 e 2008 aveva avuto un calo piuttosto significativo sono molto preoccupanti i segnali di crescita del PM10 registrati tra il 2008 e il 2009. Nonostante le abbondanti precipitazioni, tre centraline hanno visto nel 2009 un aumento dei giorni di superamento rispetto all’anno precedente: Fermi passata da 52 superamenti nel 2008 a 61 nel 2009, Cinecittà da 44 a 46 superamenti e Cipro da 27 a 28. Numeri sostanzialmente identici, che mostrano però come, in un anno pur piovoso, lo smog non è affatto diminuito.

“Anche nell’anno appena passato è stata molto seria la situazione dello smog da polveri sottili nel Lazio, con continui superamenti dei limiti, con Roma, Frosinone e Colleferro che guadagnano il podio dei più inquinati, in un contesto in cui è il traffico automobilistico la principale causa del disastro nei centri urbani, fonte anche dell’anidride carbonica che sta cambiando il nostro clima -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il 2010 non inizia sotto migliori auspici, visto che otto centraline delle Capitale hanno già accumulato 17 sforamenti, mentre il capoluogo ciociario ne ha raggiunti, con una sola, ben 8. La necessità di ridurre il caos del traffico privato è ormai chiara e irrinunciabile in tutto il Lazio: servono finanziamenti significativi, pubblici e privati, per ridare fiato alle ferrovie, alle metro, ai tram, mentre strumenti semplici come le corsie preferenziali protette devono essere estese a tutte le reti di trasporto pubblico principali, dando vita ad una nuova stagione di zone a traffico limitato e pedonalizzazioni, ma anche sventando opere inutili per la regione come il secondo GRA. A Roma e Frosinone, nell’immediato

il problema va anche affrontato con provvedimenti emergenziali, attuando quanto previsto nel piano di risanamento dell’aria, con due giornate di targhe alterne a settimana ed alcune domeniche ecologiche. Mal’aria riparte da Casalotti, rilanciando con i comitati la richiesta di prolungamento della Metro A fino a Casal Selce, in un’area della periferia molto densamente popolata, affiancata da un servizio di linee elettriche circolari.”

Nel difficile contesto che evidenziano i dati, l’approvazione, lo scorso dicembre, del Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria da parte del Consiglio Regionale del Lazio, è davvero una buona notizia. Sono tre le aree individuate, in base ai diversi livelli di inquinamento, nelle quali intervenire con azioni, sia strutturali che emergenziali, differenziate. Ora le amministrazioni locali saranno costrette a rispettare le norme, in particolare quelle di Roma e Frosinone, che sono proprio le due aree di maggiore criticità, individuate anche da noi, che vanno a costituire la zona A. Non a caso, i due capoluoghi sono compresi nelle 132 aree di dieci Paesi europei nei cui confronti è stato aperto un procedimento di infrazione dalla Commissione europea, proprio a causa del livello delle Pm10, che entro il 2011 esporrà il nostro Paese all’ennesima sanzione annunciata da parte dell’Unione europea.

Nel resto del Lazio la situazione non è meno preoccupante: nel territorio provinciale intorno alla Capitale sono 148 i superamenti registrati, con la centralina di Colleferro che con i suoi 67 sforamenti conquista il secondo posto della classifica regionale delle più inquinate, a pari merito con quella di Corso Francia a Roma. Fuorilegge anche la centralina di Ciampino con 48 giorni di superamento.

Non va meglio in provincia di Frosinone, dove si registrano 235 sforamenti totali per le PM10, con il capoluogo seguito nella classifica da Cassino ed Anagni, con 63 e 46 giorni di superamento. Solo a Fontechiari va un po’ meglio: nel piccolo paese situato a 357 metri di altezza, circondato da colline e monti, la centralina che misura la situazione di “fondo regionale” ha totalizzato 4 soli superamenti dei limiti di legge, in linea con la normativa europea. La situazione sembra migliore nelle Province di Latina, Viterbo e Rieti, che complessivamente raggiungono comunque 63 sforamenti. In questo caso è la centralina di Latina a registrare 26 sforamenti, a seguire Civita Castellana (Vt) con 16, quindi Rieti con 10.

“Contro lo smog, bisogna passare all’azione, le istituzioni devono agire con più coraggio nel senso di una limitazione dei mezzi privati a vantaggio del trasporto pubblico -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio–. Tutte le ricerche affermano con chiarezza cose agghiaccianti, ultimi i recenti dati dello studio Epiair che dimostrano come esista una correlazione scientificamente dimostrata tra i picchi di smog ed il numero dei morti ed i ricoveri per malattie cardio-vascolari e respiratorie. In tal senso, il Piano di risanamento dell’aria approvato dalla Regione Lazio è uno strumento fondamentale per affrontare l’emergenza, da sfruttare da parte delle amministrazioni locali, vista anche la possibilità di chiedere contributi all’Unione Europea. Vero è che a Frosinone e nell’area della Valle del Sacco, che comprende anche Colleferro, il problema inquinamento è anche legato alle emissioni industriali, mentre a Ciampino è evidente la responsabilità dello scalo aeroportuale, che va chiuso al traffico commerciale, ma è comunque indispensabile passare all’azione anche contro la riduzione del traffico privato. Nella Capitale piuttosto che pensare a gran premi di Formula Uno nel tessuto urbano, vanno proprio nella direzione opposta provvedimenti come la riduzione delle strisce blu o dell’orario della ZTL, ma anche l’aumento degli stalli per i pullman, scelte che stanno facendo spazio al trasporto privato.”

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