Consulta antimafie, Legambiente: strumento importante, per lavorare su educazione alla legalità e beni confiscati alle mafie

Consulta antimafie, Legambiente: strumento importante, per lavorare su educazione alla legalità e beni confiscati alle mafie

“Legambiente ha aderito con convinzione alla Consulta Antimafie della Provincia di Roma, la situazione delle infiltrazioni mafiose nella Capitale è molto preoccupante e serve una reazione determinata delle istituzioni, con un coinvolgimento forte della società civile -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, intervenendo all’insediamento della Consulta Antimafie della Provincia di Roma-. Il lavoro congiunto di istituzioni, forze dell’ordine e associazioni, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, è fondamentale per la lotta alla criminalità organizzata e alle illegalità diffuse. La Consulta è uno strumento importante per lavorare sull’educazione alla legalità e sui beni confiscati alle mafie, sui quali serve trasparenza e chiarezza, visto che ad oggi non si capisce quali e quanti siano, come siano assegnati e controllati, mentre è fondamentale che la restituzione alla collettività serva per diffondere una nuova cultura della legalità. Legambiente Lazio porterà nella Consulta provinciale l’esperienza decennale di lotta alle ecomafie basata su un rapporto annuale, azioni giornaliere di educazione alla legalità, che in questi
mesi coinvolgeranno oltre 2mila ragazzi, e supporto ai cittadini tramite il numero verde del nostro osservatorio che riceve 60 segnalazioni al mese.”

Colpiscono nell’ultimo Rapporto Ecomafie di Legambiente le 231 infrazioni accertate nell’area romana per reati che riguardano i rifiuti, che portano questo territorio al terzo posto della classifica delle province in Italia per questi fenomeni, mentre sono pure preoccupanti le 246 infrazioni nella provincia che la fanno piazzare quinta in Italia nel ciclo del cemento. Nel 2012, secondo i recenti dati del SILP Cgil, dall’inizio dell’anno sono 574 le proprietà sottratte a bande mafiose, il 53% nella Capitale.

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