Earth Day, Legambiente: stop alla vendita di Acea, blitz con raccolta firme ai Fori Imperiali.

Earth Day, Legambiente: stop alla vendita di Acea, blitz con raccolta firme ai Fori Imperiali.

Blitz di Legambiente contro la vendita dell’acqua di Acea in occasione della Giornata Mondiale della Terra. A Via dei Fori Imperiali, sotto al Campidoglio, con lo striscione “Acqua pulita, acqua di
tutti, acqua bene comune”, i volontari hanno distribuito centinaia di volantini, per chiedere lo stop alla vendita di Acea e dei servizi pubblici locali, anche in vista della manifestazione cittadina del
prossimo 5 maggio.

“E’ importante richiamare il diritto di accesso all’acqua come diritto universale, proprio nei festeggiamenti della Giornata della Terra -ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della
Segreteria nazionale di Legambiente-. Nel mondo ci sono migliaia di persone che vivono in paesi con stress idrico, più di un miliardo di uomini e donne nel pianeta non ha accesso all’acqua potabile e il numero è in crescita esponenziale, mentre 2,6 miliardi mancano di una rete fognaria di base. In Italia si devono rispettare i risultati del referendum, a partire dai Comuni, è incredibile che proprio mentre si svolgeva il Forum alternativo dell’acqua a Marsiglia che ha rivendicato il diritto all’accesso all’acqua per tutti, Alemanno abbia proposto una nuova privatizzazione dell’acqua a Roma.”

“Stop ad Alemanno, nessun obbligo impone di vendere un altro pezzo dell’acqua di ACEA, anzi farlo andrebbe contro la volontà dei cittadini che si sono espressi con chiarezza nei referendum
-hanno affermato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Dopo il successo referendario, i cittadini devono tornare protagonisti per vincere di nuovo, informando tutti della scellerata proposta del Campidoglio. Vanno anche evidenziate tutte le bugie che si dicono, le voci del bilancio dimostrano con chiarezza che la vendita di Acea non darà nessuna spinta all’economia e anzi gli utili per le casse comunali sarebbero destinati a coprire la malagestione di questi anni, visto che per larga parte servirebbero a pagare un pezzo della metro C. La discussione di questi giorni sul bilancio rischia anche di far cadere in mano ai privati la gestione di altri servizi della Capitale, tra multinazionali, sceicchi e palazzinari noti: oltre all’acqua, infatti, a rischio sono tutti i servizi pubblici locali, visto che il Comune vorrebbe anche costituire una holding per le società dei trasporti, rifiuti, cultura, ecc, per poi cederne una quota ai privati.”

Negli scorsi giorni Legambiente aveva scovato nel bilancio i conti nascosti del Campidoglio, scoprendo che dall’alienazione del 21% di Acea il Comune si aspetta di incassare 200 milioni, dei quali ben 150 sarebbero spesi per la metro C, altri 35 milioni finirebbero a una non meglio specificata “Manutenzione Straordinaria” in capo al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione
urbana, mentre 3,7 milioni servirebbero per il restauro del Mausoleo di Augusto, 4 per la Prenestina bis e addirittura 7,3 milioni sarebbero trasferiti alla stessa Acea per investimenti. Proposte inaccettabili, da respingere al mittente.

Legambiente con il Coordinamento Romano Acqua Pubblica e tanti altri continuerà a organizzare mobilitazioni e iniziative nei prossimi giorni, verso la manifestazione cittadina del prossimo sabato 5 maggio. Prossimo appuntamento nella mattinata di giovedì 26 aprile, quando Legambiente ha invitato a un incontro tutti i Consiglieri comunali, sia di opposizione che di maggioranza, che vogliano discutere di come respingere queste scelte assurde.

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