Emendamenti al Piano Casa, rischio condono in zone vincolate

Emendamenti al Piano Casa, rischio condono in zone vincolate

Legambiente:”Bocciare l’emendamento che sarebbe un ingiustificata maxi sanatoria nei parchi”

Dopo l’avvio della discussione del Piano Casa alla Pisana, gli attivisti di Legambiente hanno messo sotto attenta osservazione gli emendamenti di maggioranza presentati. Alcuni in particolare risultano essere peggiorativi del piano, rendendolo non certo un volano di rigenerazione urbana ma strumento micidiale di cementificazione e consumo di suolo.

“Tra gli emendamenti presentati in questi giorni al testo del Piano Casa, ne spicca certamente uno che mira ad introdurre la sanatoria delle opere e dei manufatti abusivi realizzati nelle aree vincolate, come i Parchi Regionali, le aree Sic e ZPS, – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – una norma che sembra aprire la possibilità di sanare abusi nelle aree protette, e che smantella e si contrappone alla buona legge regionale di recepimento del terzo condono, legge che ne restringeva il campo di azione bloccandone l’attuabilità nelle aree protette. Ora, nello sciagurato caso che tali emendamenti all’insegna di un ingiustificato “perdono edilizio”, entrassero nel testo del Piano casa, avremmo un “cortocircuito” palese tra due leggi regionali, con la conseguente proliferazione di conflitti di ordine amministrativo: ossia il contrario di quanto si vorrebbe con il Piano casa, cioè semplificare e sburocratizzare.

Inoltre il piano casa in questo modo diventa una “legge omnibus”, nella quale infilare norme e normette inerenti materie che con la rigenerazione urbana c’entrano come i cavoli a merenda”.

Secondo l’emendamento si potrà acquisire anche in Conferenza dei Servizi, il parere definitivo dei Comuni, oltre che degli Enti preposti alla tutela dei vincoli, ossia la concessione edilizia in sanatoria. Il punto vero secondo gli attivisti del cigno verde è che tale emendamento “smantella” quanto previsto dalla Legge regionale n. 12 dell’11 Agosto 2004, quella con la quale la Regione Lazio ha “recepito”, secondo la propria legislazione regionale, lo sciagurato terzo Condono Edilizio. In sede di Conferenza Stato regioni era stato fatto notare dai rappresentanti dell’ANCI che il Terzo condono edilizio non poteva, al contrario dei precedenti provvedimenti in materia, essere emanato dal Governo, poiché la

materia urbanistica era nel frattempo stata delegata alle Regioni, attraverso il Decreto Bassanini. In conseguenza prevalse in quella sede il parere che le Regioni dovessero recepire il nuovo Condono attraverso specifiche leggi regionali.
E quindi nell’agosto del 2008, il Consiglio regionale del Lazio votò la legge n. 12 del 2004, un’ottima legge, restrittiva rispetto al provvedimento nazionale e soprattutto estremamente chiara nell’affermare che gli abusi edilizi perpetrati nelle aree protette non sono condonabili, come detta a chiarissime lettere nell’art. 3 – cause ostative alla sanatoria edilizia, e riguarda anche opere realizzate prima dell’istituzione dell’area protetta o dell’emissione del vincolo.

“Chiediamo – continua Scacchi – che tale emendamento, dal sapore di maxi sanatoria nelle aree protette, sia ritirato o bocciato per salvaguardare i Parchi Regionali. I Parchi devono al contrario vivere un nuovo periodo di rilancio, anche con una corretta revisione della legge quadro, perché siano nei territori il volano vero della nuova economia verde e sostenibile“.

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