Emergenza rifiuti: no a inutili discariche senza un nuovo piano per la riduzione, il riuso e la differenziata

Emergenza rifiuti: no a inutili discariche senza un nuovo piano per la riduzione, il riuso e la differenziata

E’ arrivata la decisione del prefetto Pecoraro nella sua veste di commissario straordinario: spostare l’immondizia della Capitale al di fuori del Comune di Roma, in un piccolo Comune come Riano, e in piccola parte forse in un’area a Corcolle nell’VIII Municipio. “No a queste inutili discariche senza un nuovo piano per la riduzione, il riuso e la differenziata – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. E’ assurdo scegliere nuovi siti per seppellire i rifiuti al di fuori di un piano complessivo per la gestione. E farlo pure con i poteri commissariali, con l’occupazione d’urgenza, e in barba alle richieste dei cittadini e dei comitati civici. Meno male che il Prefetto e la Presidente Polverini avevano detto che avrebbero gestito il piano ascoltando i cittadini: nessuno ha mai ascoltato nessuno. Altro che nuova stagione, siamo alle solita ricetta delle discariche che da decenni ci propugnano come unica soluzione, mentre tutti si muovono in direzioni diverse fuori dal Lazio.”

Le due discariche dovranno essere attive per 36 mesi, ma non basteranno ovviamente, anzi si prevede già di realizzarne un’altra, l’ennesima, stavolta a Pizzo del Prete, a Palidoro, dove sorgerà anche un impianto di trattamento meccanico biologico. Quadro Alto, costituita da sette cave di tufo, potrà contenere per la prima fase fino a 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, mentre Corcolle sarà in grado di ospitarne 1 milione e 100mila. Le due aree individuate per ospitare i rifiuti della Capitale dopo la chiusura forzata di Malagrotta entro il 31 dicembre prossimo, addirittura in 15 giorni potranno vedere bandita la gara per l’affidamento dei lavori.

“Una decisione scellerata e indecente frutto della volontà del Sindaco Alemanno di scaricare l’incapacità di gestire i rifiuti della Capitale fuori dal territorio del Comune di Roma – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. AMA e Prefetto litigano sulle cifre della differenziata ma Roma con un vero porta a porta non avrebbe bisogno di nuove discariche di questa natura. Senza nuovo programma virtuoso delle 5mila tonnellate che andranno negli impianti di trattamento, oltre 3mila continueranno ad andare in discarica. A riempire buchi in queste condizioni ci vuole poco, quei siti saranno in tutto e per tutto delle nuove Malagrotta. Chiediamo subito l’apertura di un tavolo d’emergenza in cui associazioni, comitati e cittadini delle zone interessate possano dire il proprio parere su una decisione così importante che riguarda il proprio territorio”.

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