Fondazione sul decoro: un'altra occasione persa per Alemanno, ennesima operazione di facciata per coprire l'inefficienza di AMA con i soliti quattro amici industriali, toglie ai cittadini il ruolo di attori.

Fondazione sul decoro: un’altra occasione persa per Alemanno, ennesima operazione di facciata per coprire l’inefficienza di AMA con i soliti quattro amici industriali, toglie ai cittadini il ruolo di attori.

“Quello della Fondazione sul decoro a Roma è un’altra occasione persa per Alemanno, c’è poco da gioire, una ennesima operazione di facciata per coprire le inefficienze dell’AMA, fatta con i soliti quattro amici industriali, togliendo ai cittadini il ruolo di attori. È proprio un peccato che nell’anno europeo del volontariato, la Capitale faccia una così ridicola e brutta figura. Ma come pretende Alemanno di spiegare a comitati e associazioni che a organizzare il loro volontariato saranno gli imprenditori? – afferma caustico Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. A capo della fondazione il Sindaco ha, infatti, ‘proposto’ di nominare la presidente dei giovani industriali, affidando anche questa fondazione agli industriali, che sono evidentemente diventati la soluzione per tutte le occasioni e per tutte le fondazioni. Un incarico prestigioso, non solo senza aver avuto alcun ruolo nel progetto, non solo occupandosi per attività dell’opposto del volontariato, ma senza nemmeno mettere un euro, per quanto affermato, nell’operazione. La considerazione che il Sindaco ha per il volontariato e le associazioni di volontariato e per i cittadini è davvero scarsa, ma che istituzioni come la Camera di Commercio e Unindustria si prestino a questi giochi è altrettanto incredibile”.

Proprio Legambiente chiese, ormai due anni fa, ad Alemanno di coinvolgere i comitati di quartiere e le associazioni per affrontare la situazione disastrosa del decoro e della pulizia della città, di dare continuità alla miriade di iniziative come “Puliamo il Mondo” e tante altre con le quali i cittadini ogni giorno si danno da fare per il loro quartiere, per il giardino sotto casa, per la piazzetta dove si incontrano, per lo spartitraffico abbandonato, sostenendo così il volontariato ambientale. Si trattava di sollecitare i cittadini a collaborare per la pulizia e la manutenzione delle aree verdi e di tutti quegli spazi abbandonati dal Servizio Giardini e dall’AMA, secondo un modello già sperimentato a New York con la fondazione Citizens Committee for New York, dove queste cose si fanno bene da decenni, dove c’è una struttura che sostiene decine di micro-progetti, offre una sede ai comitati, fa formazione. Peccato che poi il Sindaco abbia cominciato ad avere problemi con Legambiente dopo la pubblicazione dei dati di ecosistema urbano che evidenziavano in modo oggettivo, come sempre e con ogni Sindaco, la situazione ambientale di Roma, dove purtroppo le situazioni critiche e problematiche sono maggiori di quelle positive. “Almeno la predica ai cittadini sul decoro, il Sindaco se la poteva risparmiare – conclude Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. E’ scandaloso, l’AMA che dovrebbe tenere Roma pulita e non lo fa, prende i soldi dei romani e promuove una fondazione di volontariato dei cittadini per tenere la città pulita!  la stessa AMA alla quale i romani con la tariffa versano quest’anno l’immensa cifra di 630 milioni di euro, proprio per tenere pulita la città e gestire i rifiuti. E poi secondo Alemanno, la società civile sarebbero l’AMA, gli imprenditori e una banca? Oltre al danno, allora c’è la beffa e la presa in giro della società civile dei cittadini. Speriamo che il Consiglio comunale respinga la partecipazione a questa farsa, avviata anche scavalcando le prerogative dell’assemblea stessa”.

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