Fusti a Villa Torlonia, Legambiente: preoccupati, serve massima trasparenza

Fusti a Villa Torlonia, Legambiente: preoccupati, serve massima trasparenza

“La scoperta di fusti metallici a Villa Torlonia è molto preoccupante -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, in merito alla notizia di una discarica abusiva di rifiuti chimici nel
cantiere per il Museo della Shoah, pubblicata oggi sul free press Metro-. Lascia perplessi anche il silenzio sotto il quale la notizia è passata, nonostante sia stato disposto giustamente un sequestro cautelativo dell’area. Chiediamo al Comune di Roma la massima trasparenza e chiarezza, per comprendere a quale periodo risalgano quei fusti e come siano finiti in un’area così centrale e pregiata, individuando le responsabilità e punendo i colpevoli, ma anche garantendo che non ci siano pericoli per i cittadini.”

La discarica di vecchi fusti arrugginiti, sepolti in profondità, a pochi metri dalla Casina delle Civette di Villa Torlonia è emersa durante gli scavi nel cantiere del Museo della Shoah, e secondo quanto riportato si “procederà ora all’analisi del materiale chimico cristallizzato (…), per valutare tempi e modi della bonifica”. Secondo Metro, “l’area – dal 2008 di proprietà del Campidoglio – apparteneva in precedenza alla Sic (Società immobiliare centrale Srl), che l’aveva a sua volta acquistata nel 1972 dall’Istituto delle “Religiose adoratrici ancelle del S.S. Sacramento e della carità”. Nel 1973 erano stati avviati su quel terreno dei lavori di scavo e palificazione – continuati a più riprese fino al 2004 – in vista dell’edificazione di un immobile residenziale poi non realizzato.”

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