Goletta dei laghi 2011 di Legambiente: buona la condizione di salute dei laghi del Lazio, ma affrontare subito le diverse criticità

Goletta dei laghi 2011 di Legambiente: buona la condizione di salute dei laghi del Lazio, ma affrontare subito le diverse criticità

Inquinati tre punti sul Lago di Bolsena, ma attenzione anche sul Lago di Fondi e sul Lago Albano dove i risultati sono di poco al di sotto delle soglie di legge
Legambiente Lazio: basta con gli accessi negati ai laghi e al mare, istituire monumento naturale per il Lago Lungo e quello di S.Puoto, preservare laghi con sviluppo agricolo e turistico a basso impatto.

E’ buona la condizione di salute dei laghi del Lazio ma sono diverse le criticità che vanno affrontate subito per proteggere i delicati ecosistemi lacustri. Questa la fotografia scattata dalla sesta edizione della Goletta dei Laghi-Cigno Azzurro, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio scientifico delle bacini lacustri, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e per le tappe laziali dell’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma, i cui risultati sono stati presentati questa mattina a Roma, durante una conferenza stampa  presso la sede della Provincia di Roma, alla quale hanno partecipato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente; Giorgio Zampetti, coordinatore scientifico e portavoce della Goletta dei Laghi; Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio; Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio; Marco Paolilli, coordinatore rete raccolta COOU e Michele Civita, assessore alla Tutela Ambientale della Provincia Roma.

Inquinati tre punti sul Lago di Bolsena, ma attenzione va posta anche sul Lago di Fondi e sul Lago Albano pur se i risultati, in questi casi, sono al di sotto delle soglie di legge. Ecco quanto emerso dal monitoraggio effettuato dai biologi di Goletta dei laghi sui principali laghi laziali controllando la qualità delle acque e delle coste. In particolare sono risultati inquinati i prelievi sul lungolago in corrispondenza della foce del Fosso Cimitero a Bolsena, e in località La Grata alla foce del Fosso Cannelle a Gradoli, mentre è fortemente inquinato invece, il punto alla foce del torrente in prossimità del parco giochi sul lungolago di Montefiascone. Ma i campionamenti sono stati eseguiti anche sui laghi di Bracciano, Albano, Nemi, Salto, Turano, Posta Fibreno e Fondi, con risultati sempre al di sotto delle soglie stabilite dalla legge. Anche se in alcuni casi la carica batterica riscontrata nei campioni prelevati è comunque indicativa di scarichi non depurati o corsi d’acqua inquinati che si riversano nello specchio lacustre. Ne è un esempio il prelievo eseguito presso il lago di Fondi in corrispondenza del Fosso San Vito a Monte San Biagio (Lt), in cui la concentrazione di Escherichia coli registrata è stata di 900 ufc/100ml., su un massimo di 1.000 consentito dalla legge, o la spiaggia presso via spiaggia del lago sul lago di Albano a Castel Gandolfo con valori di Enterococchi intestinali di 375 UFC/100ml su un massimo di 500 UFC/100ml stabiliti dalla soglia normativa.

Valori che rientrano nei parametri previsti per la balneazione, ma sui quali richiamiamo l’attenzione. “Serve grande attenzione per i laghi del Lazio, dove lo stato ecologico è ancora buono ma non possono perdurare nel tempo le criticità dovute a fossi e scarichi, sono necessari interventi definitivi per completare le condotte fognarie circumlacuali e la depurazione -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’inquinamento non può assolutamente riversarsi negli ecosistemi lacustri, che sono troppo delicati e incapaci di autodepurarsi, pena il rischio di accumulo dei nutrienti e la conseguente autrofizzazione e morte della vita nell’ecosistema. Con la Goletta dei Laghi torniamo ad affrontare i diversi punti di criticità, dall’abbassamento dei livelli delle acque, all’abusivismo che deturpa i territori, alla depurazione, con l’intento di chiedere risposte. Servono segnali forti da parte delle istituzioni, delle Province che presiedono le Autorità d’ambito del Servizio Idrico Integrato e decidono con tutti i Sindaci le priorità degli investimenti. Scelte che devono puntare sulla qualità di una risorsa bene comune, ancor di più dopo i referendum che hanno avuto un esito chiarissimo.”

Le criticità sul fronte inquinamento vanno messe in relazione allo stato complessivo di salute dei laghi del Lazio e soprattutto dei fiumi che vi fanno confluire le acque. Secondo i dati ISPRA 2009, preoccupa ad esempio lo scarso Stato Ecologico (SECA) del fiume Fibreno, nel Comune di Sora (Fr) presso il Lago di Posta Fibreno (livello 4, in una scala da 1 a 5); risultati appena sufficienti (livello 3)  per il fiume Salto di Torano, nel Comune di Borgorose nei pressi del Lago Salto, e per il Marta, nelComune di Marta presso il Lago di Bolsena. Oltre al tema della salubrità delle acque, quest’anno Legambiente Lazio ha acceso i riflettori anche su diversi altri temi, tra i quali l’accessibilità e la fruibilità dei laghi, da parte di cittadini. Recinzion i e cancelli, qualche stabilimento balneare fuori norma, ma anche ville, club e Abusivismo si riscontrano in nove su tredici laghi monitorati (70%) dalla Goletta dei Laghi. Sul Lago di Bracciano (Rm) ci sono diversi tratti inaccessibili, a Martignano (Rm) c’è da pagare, sul Lago Albano (Rm) spuntano cancelli, a Nemi (Rm) le recinzioni sono molteplici, a Posta Fibreno (Fr) c’è una sola passeggiata abbandonata, sul Lago di Fondi (Lt) gli argini sono spesso occupati da capanni di ex cacciatori, sul Lago Lungo (Lt) i parcheggi ostruiscono la fruizione, mentre a Bolsena e Vico (Vt) ci sono alcuni limitati problemi di accessibilità. Solo tre laghi garantiscono piena fruibilità ai cittadini: il lago del Salto e il lago del Turano in provincia di Rieti e il piccolo lago di Canterno (Fr). Una situazione preoccupante che si aggiunge a quella degli accessi al mare, dove nel caso del “Lungomuro di Ostia”, così ribattezzato da Legambiente Lazio, nel 2010 i volontari avevano trovato impedimenti all’accesso nel 60% dei casi monitorati.

“Basta con gli accessi negati ai laghi e al mare, con la Goletta dei Laghi torniamo a porre all’attenzione delle istituzioni il tema della libera fruizione delle acque, vanno eliminati subito recinti, muri, che limitano il libero accesso -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Piuttosto che concessioni ventennali e inverosimili diritti di superficie, servono più controlli, fermando la privatizzazione strisciante dei litorali. I laghi sono importanti quanto poco considerati, vanno conservate e tutelate le molteplici meraviglie naturali e storiche, servono politiche forti sul ciclo delle acque, rifiuti e controllo della pressione turistica. Con le vele della Guida Blu abbiamo voluto lanciare un segnale proprio per far crescere l’attenzione su questi temi, in particolare con le nuove entrate nella classifica sul Lago del Turano e a Bolsena. Per preservare i laghi del Lazio si deve giocare una importante scommessa verso uno sviluppo agricolo e turistico a basso impatto, questi luoghi bellissimi lo meritano davvero.”

Paganico Sabino e Castel di Tora sul Lago del Turano (Ri) sono new entry della Guida Blu di Legambiente e Touring Club, assieme a Capodimonte (Vt) sul Lago di Bolsena, tutte con “due vele”. Nel Lazio sul fronte delle acque dolci quest’anno scende a “3 vele” Anguillara Sabazia (Rm) sul lago di Martignano, e si allinea a Trevignano Romano (Rm), Anguillara Sabazia (Rm) e Bracciano (Rm) per il lago di Bracciano, ma anche a Nemi (Rm) sul lago di Nemi e Montefiascone (Vt) sul Lago di Bolsena. “2 vele” vengono assegnate a Bolsena (Vt) sul lago di Bolsena, Ronciglione (Vt) e Caprarola (Vt) sul lago di Vico, oltre che a Castel Gandolfo (Rm) sul lago di Albano.  E per tutelare e valorizzare i laghi costieri del sud pontino, Legambiente con la Goletta deiLaghi ha presentato la proposta dell’istituzione di un monumento naturale per il Lago Lungo e quello di S.Puoto, ma ha anche organizzato una giornata alla scoperta del lago di Bracciano, con una visita guidata al Castello Odescalchi e una visita guidata in battello.

Il monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che effettuano le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità). Il giudizio di Legambiente viene dato in base ai risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche (sono presi come riferimento i valori limite per la balneazione indicati dal Decreto Legislativo del 31 marzo 2010 nell’allegato A) e secondo i seguenti criteri

– INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 500 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1.000 ufc/100ml
– FORTEMENTE INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 1.000 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2.000 ufc/100ml

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