Goletta Verde di Legambiente ad Ardea

Goletta Verde di Legambiente ad Ardea

Goletta Verde di Legambiente ad Ardea
L’abusivismo edilizio sulle coste del Lazio è una piaga:
nel 2011 sono state 634 infrazioni accertate nel ciclo del cemento
la regione rappresenta da sola il 9,5% del totale nazionale delle violazioni commesse
Legambiente: “Un reato su 5 si compie nel territorio laziale, è urgente riavviare le ruspe
contro i l’abusivismo, soprattutto nell’area romana e lungo tutto il litorale pontino”

Continua la stretta dell’abusivismo edilizio sul territorio laziale, nel 2011 sono state 634 le infrazioni accertate, ovvero 1,7 al giorno, violazioni che hanno comportato 2 arresti, 206 sequestri e 883 persone denunciate. La regione, pur scendendo dal podio della black list nazionale, rimane in un preoccupante 5° posto subito dopo le tradizionali regioni ad insediamento mafioso, incidendo sul totale nazionale dei reati edificatori con il 9,5% delle infrazioni complessive. Sono 218 i reati accertati in provincia di Roma, 204 quelle in provincia di Latina, 79 nel reatino, 75 nel frusinate ed infine 58 nel viterbese.

Questo il quadro esposto questa mattina dalla Goletta Verde di Legambiente ad Ardea, in occasione della presentazione dei dati sull’abusivismo nelle coste laziali alla quale sono intervenuti  Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente e Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio.

“Un reato su cinque si compie nel territorio laziale, bisogna riavviare le ruspe contro i ritmi impressionanti dell’abusivismo, soprattutto nell’area romana e lungo tutto il litorale pontino, nelle aree più pregiate e al contempo maggiormente sensibili -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Questo assalto criminale legato all’edilizia và fermato con decisione, i Comuni devono riaccendere i motori delle ruspe per ripristinare la legalità sul territorio, con un forte sostegno della Regione Lazio, sia per contrastare i cavilli amministrativi degli abusivi che rispetto al fondo di rotazione per la lotta all’abusivismo. Lo dimostra Ardea, dove non si è ancora fermata la corsa al mattone selvaggio ma finalmente c’è un’azione per demolire ciò che è abusivo, che va estesa con ancora più determinazione. Non è solo il territorio di Roma a reclamare interventi urgenti -sottolinea Parlati-, in provincia di Latina langue la lotta agli abusi persino nei Comuni del parco del Circeo, in provincia di Forsinone crescono in modo preoccupante le infrazioni, mentre resta nel complesso preoccupante il numero delle denunce che rivela reati sempre più gravi e per i quali è sempre necessaria una più alta l’attenzione.”

Un susseguirsi di abusi e speculazioni a danno dell’ambiente scorre lungo il litorale laziale. Al di là del ruolo delle varie consorterie mafiose, in questo territorio il cemento illegale è diventato una prassi consolidata, seguita non solo dai clan. Rapportando i dati al territorio il quadro è più fosco: il Lazio pesa sul totale nazionale per il 20% e nello specifico la Provincia di Latina detiene un
preoccupante 9,1%, seguita dalla provincia di Roma con il 4,1%, dal reatino con il 2,9%, dal frusinate con il 2,3% ed infine dal viterbese che pesa per l’1,6%. Rispetto al numero di abitanti, colpisce invece la provincia di Rieti che pesa con il 5,3%, seguita da quella di Latina con il 4,1%, dal viterbese con il 2% , frusinate con l’1,5% ed infine la provincia di Roma con lo 0,6%.

In provincia di Roma, il caso di Ardea è eclatante, la costa è affogata da una colata di cemento illegale pressoché ininterrotta che i primi abbattimenti provano a contrastare, ma sono un peso enorme i 657 abusi edilizi censiti solo tra il 2004 e il 2009, dopo anni ed anni in cui in media sono stati commessi quasi 2 abusi al giorno ed è stata edificata una nuova costruzione abusiva ogni 5 giorni. Così come ha dell’incredibile, sempre ad Ardea, la recente vicenda dei 168 manufatti per 25.000 metri quadri, destinati ad abitazioni civili, ristoranti, bar, piscine e campi da calcio, su un’area agricola di circa 3,5 ettari. Restano anche le costruzioni abusive nell’area del Parco delle Dune, alle quali Goletta Verde assegnò sin dal 2007 una bandiera nera: alle spalle della meravigliosa Torre Michelangiolesca, alcune concessioni demaniali rilasciate 30 anni fa permettevano di realizzare capanni per la pesca che si sono tramutati in immobili. Ma l’area romana è davvero sotto l’assalto dei pirati del cemento. La lista delle indagini è lunga: lottizzazione abusiva a Santa Procula, Pomezia, un’area vincolata di quattro ettari interessata da imponenti opere di urbanizzazione funzionali alla realizzazione di un complesso di edifici a uso residenziale; sequestro di 33 ettari all’interno dell’area protetta della pineta di Castelfusano per opere abusive nel campeggio, denunciate da Legambiente sin dal 2004, su cui insistono circa 800 unità abitative, numerosissimi ormeggi per circa 200 imbarcazioni.

Nella Capitale, poi, secondo l’ex direttore dell’ufficio condono edilizio gli abusivi avevano un vero e proprio listino prezzi da 5 mila euro per una veranda in periferia, a 250.000 euro per una mini lottizzazione. L’attivismo dei clan è forte nella provincia di Latina, dove troppo spesso emerge l’intreccio tra abusivi e amministratori. Secondo gli ultimi dati disponibili, la regina dell’abusivismo sulle coste è proprio la provincia di Latina: nel Lazio sono ben 2.379 gli abusi edilizi commessi solo nel 2009 nei 23 Comuni costieri (esclusa Roma), uno su sei del totale regionale di 15.426 abusi (il 15,4%), ma di questi 1.680 reati sono distribuiti sui 12 comuni costieri pontini. A San Felice Circeo, un assessore comunale nello scorso aprile è stato denunciato per abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva, per l’edificazione di un centro commerciale su un terreno agricolo, ma la stessa sorte è toccata all’ex sindaco e all’ex responsabile del settore urbanistica, rinviati a giudizio per una darsena abusiva sequestrata nel 2010, così come, invece, è stato denunciato un dipendente comunale per aver costruito una villa abusiva a meno dei 300 metri dalla costa. A Sabaudia, ben 10 ettari di terreno agricolo, sono stati sequestrati dalle forze dell’ordine così come una villa bifamiliare in costruzione proprio sugli argini del lago di Paola; a Formia, dove il 14 febbraio scorso le forze dell’ordine hanno messo i sigilli a 16 appartamenti, del valore di circa cinque milioni di euro e un altro sequestro ha riguardato una presunta lottizzazione abusiva in località Acquatraversa.

“E’ evidente quanto la situazione dell’abusivismo nel Lazio ma in generale lungo tutta la costa italiana, sia ormai giunta a livelli insostenibili -afferma Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente-. Solo nel 2011 in Italia si sono registrati 3171 illeciti riguardanti l’abusivismo edilizio sul demanio. Le colate di cemento sul litorale, oltre che a sottrarre ai cittadini quello che è un
inalienabile patrimonio pubblico, ipotecano seriamente gli ecosistemi, come ad esempio quello dunale che caratterizza la zona di Ardea, andando ad incidere negativamente dal punto di vista  ambientale, paesistico e anche turistico. Proprio per questo –continua Zampetti-, siamo qui per rilanciare il messaggio, che, nonostante ci siano alcuni segnali positivi sugli abbattimenti in diverse parti d’Italia, purtroppo sono ancora casi isolati e tanto rimane da fare per arginare l’imponente fenomeno dell’abusivismo edilizio sulla costa”.

Ufficio Stampa di Goletta Verde:
Laura Binetti
stampa.golettaverde@legambiente.it; 349-6546593 

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