Goletta Verde presenta i risultati del monitoraggio lungo le coste della provincia di Roma

Goletta Verde presenta i risultati del monitoraggio lungo le coste della provincia di Roma

L’assalto al mare e alle coste: ecco i numeri del dossier Mare Monstrum:

Crescono del doppio in un anno i reati contestati dalle capitanerie a danno del mare lungo le coste laziali: con 5,3 infrazioni per ogni chilometro di costa il Lazio è terza in Italia.

In testa il settore del ciclo del cemento con 514 reati accertati, poi pesca illegale e cattiva depurazione

Legambiente: “Il grande lavoro delle forze dell’ordine ora non vada sprecato. La Regione Lazio attivi nuovamente l’Osservatorio Ambiente e legalità per dare supporto ai cittadini nell’azione di denuncia e si lavori per risolvere al più presto il deficit depurativo che continua a danneggiare il nostro mare”

Cariche batteriche elevate, con un giudizio di “fortemente inquinato”, per tutti i dieci punti monitorati dai tecnici di Legambiente lungo le coste della provincia di Roma. Una situazione peggiorata rispetto allo scorso anno che impone immediati interventi di adeguamento del sistema depurativo ed evitare che scarichi inquinanti continuino a finire a mare, danneggiando l’ambiente ma diventando anche un pericolo per la stessa salute dei bagnanti. Un mare in forte sofferenza, come dimostrano i dati del dossier Mare Monstrum dell’associazione ambientalista: con 5,3 infrazioni per ogni chilometro di costa, la regione Lazio balza al terzo posto in Italia nella classifica del mare illegale dopo Campania e Sicilia.

È questo l’esito dell’indagine di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane – realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati eil sostegnodei partner tecnici NAU e Novamont – illustrata questa mattina a Ostia da Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde e Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio, alla presenza del capitano di Fregata Fabio Rivolta, Capitaneria Roma Fiumicino; di Cristiana Avenali, consigliere regionale Lazio, Maurizio Gubbiotti, commissario straordinario di RomaNatura, Elisabetta Studer, presidente del circolo Legambiente Litorale Romano.

La fotografia dei campionamenti effettuati sul litorale della provincia di Roma è senz’altro peggiore dell’estate 2015. Tre i punti che rientravano nei limiti nel 2015 sono risultati con cariche batteriche elevate: a Cerveteri presso la foce del fosso Zambra e a Ladispoli presso la foce del Rio Vaccina e quella del fiume Statua. Non sono da meglio gli altri campionamenti che risultano ancora fortemente inquinati come lo scorso anno: a Fiumicino (alla foce del fiume Arrone a Fregene); a Roma – Ostia (alla foce del fiume Tevere e alla foce del canale al cancello n.1); a Pomezia – Torvajanica (alla foce del canale Crocetta, alla foce del canale Orfeo e alla foce del Rio Torto) e a Ardea (alla foce del fosso Grande).

“Il monitoraggio di Goletta Verde prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento – sottolinea Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde -. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. Quello di Goletta Verde è un monitoraggio puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni. Le nostre analisi dimostrano che c’è tanto ancora da lavorare per rilanciare davvero le aree di pregio di questo tratto di costa, investendo sul sistema depurativo e spendendo bene le risorse disponibili”.

Dal 1986, anno in cui è partita la campagna, Goletta Verde non ha mai smesso di opporsi a chi saccheggia il mare, rinnovando estate dopo estate le sue battaglie a seconda delle vertenze più impellenti, come quella contro il cemento selvaggio, gli scarichi illegali e la mancata depurazione. E i dati del dossier Mare Monstrum Lazio di Legambiente, presentato questa mattina, dimostra quanto sia ancora critica la situazione del “mare illegale” anche in questa regione.

I reati ai danni del mare laziale che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato nel corso del 2015 sono ben 1920 e crescono del doppio rispetto all’anno precedente (erano 972). Sale anche il numero delle persone denunciate, che passano da 1.096 1.843, così come il dato dei sequestri, sono 439 a fronte dei 196 del 2014. A fare la parte del leone sono le infrazioni legate al ciclo del cemento, cresciute del triplo rispetto all’anno precedente: sono 514 (erano 175 nel 2014) con 555 persone denunciate e 156 sequestri, dove domina la fattispecie dell’abusivismo edilizio costiero. I litorali sono puntellati da distese di villini sorti “spontaneamente”, in barba alle regole edilizie, al paesaggio e alla qualità dei manufatti. E ci sono poi alcuni casi esemplari di sfregio alle coste, che Legambiente denuncia da sempre nei suoi dossier e nelle sue iniziative che rappresentano appieno la devastazione illegale e impunita dell’abusivismo edilizio, e di cui l’associazione chiede ai Comuni e alle istituzioni nazionali l’abbattimento in via preferenziale. Tra i casi citati nel dossier quelli dell’assalto alla costa pontina.

A seguire, nella classifica di Mare Monstrum, troviamo il settore della pesca illegale, con 698 reati accertati (400 nel 2014), 691 persone denunciate e 132 sequestri. Alto è pure il numero delle infrazioni legate alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi che sono state nel 2015 ben 416 (nel 2014 invece 244), con 305 persone denunciate e 145 sequestri. Infine, i reati legati alla navigazione fuorilegge che sono stati 153.

“Abbiamo vinto tante battaglie contro gli oltraggi al nostro prezioso patrimonio ambientale, a partire dalla nuova legge sugli ecoreati, ma molto resta ancora da fare come dimostrano oggi i nostri dati, sia contro il cemento e gli abusi edilizi che rovinano irreparabilmente la bellezza delle nostre coste che contro gli scarichi e le sostanze inquinanti che in mare vengono sversate ogni giorno – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – I numeri di Mare Monstrum dimostrano quanto sia stato straordinario il lavoro svolto da forze dell’ordine, Capitanerie e procure nell’ultimo anno contro chi continua a depredare il nostro territorio. Alla Regione Lazio chiediamo di riattivare al più presto l’Osservatorio Ambiente e Legalità che è stato già negli anni passati uno strumento straordinario sia per supportare i cittadini nella loro azione di denuncia che per affiancare le forze dell’ordine nelle attività di controllo”. 

Tornando al monitoraggio dei tecnici di Goletta in provincia di Roma, va aggiunto che la situazione non migliora né per quanto riguarda l’informazione ai bagnanti che per i rifiuti presenti in spiaggia. Nove prelievi su dieci non risultano campionati dalle autorità preposte, eppure solo nel 60 per cento dei casi i tecnici di Goletta Verde hanno avvistato i cartelli di divieto di balneazione obbligatori per legge. Ricordiamo che in prossimità di questi punti, in sei casi su dieci, avviene abitualmente la balneazione, seppur con una bassa e media affluenza di bagnanti.

Oltre a un elevato inquinamento batterico tutti i punti monitorati sono, come detto, accumunati da una notevole presenza di rifiuti plastici e, in particolare, di rifiuti da mancata depurazione che, buttati impropriamente nel water e non venendo bloccati dagli impianti di depurazione malfunzionanti finiscono in mare e sulle spiagge. Parliamo, ad esempio, di assorbenti, blister e cotton fioc. Un dato già denunciato da Legambiente nell’indagine Beach Litter 2016 che ha analizzato tipologia e quantità di rifiuti presenti su 47 spiagge in tutta Italia. La spiaggia Coccia di Morto a Fiumicino, sede di accumulo dei rifiuti prevenienti dal Tevere,  è la spiaggia che registra il più alto numero di rifiuti a livello nazionale: oltre 5500 rifiuti in 100 metri.  Dei rifiuti rinvenuti, il 67% è imputabile alla cattiva depurazione, con la presenza di ben 3716 cotton fioc in soli 100 metri di spiaggia.

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN PROVINCIA DI ROMA*

 *prelievi effettuati tra il 16 e il 17 giugno 2016

Comune

Località

Punto

Giudizio

Cerveteri

Marina di Cerveteri

Foce del fosso Zambra

Fortemente Inquinato

Ladispoli

Ladispoli

Foce Rio Vaccina

Fortemente Inquinato

Ladispoli

Marina di S. Nicola

Foce fiume Statua

Fortemente Inquinato

Fiumicino

Fregene

Foce fiume Arrone

Fortemente Inquinato

Roma

Ostia

Foce fiume Tevere

Fortemente Inquinato

Roma

Ostia

Foce canale cancello n.1

Fortemente Inquinato

Pomezia

Torvajanica

Foce canale Crocetta (via Filadelfia)

Fortemente Inquinato

Pomezia

Torvajanica

Foce del canale Orfeo

Fortemente Inquinato

Pomezia

 

Foce Rio Torto

Fortemente Inquinato

Ardea

 

Foce del Fosso Grande

Fortemente Inquinato

 

Il Monitoraggio scientifico

I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisici vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo.

Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai chilometri di costa di ogni regione.

 

LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

 

IL MARE ILLEGALE: I REATI PRINCIPALI

 

ANNO 2015

ANNO 2014

 

Settore

Infrazioni accertate

% sul totale

Persone denunciate e arrestate

Sequestri

Infrazioni accertate

% sul totale

Persone denunciate e arrestate

Sequestri

Ciclo del cemento

514

11,5

555

156

175

7,4

244

57

Mare inquinato

416

9,2

305

145

244

5,4

293

108

Pesca di frodo

698

10,2

691

132

400

7,3

400

25

Violazioni al codice della navigazione

292

11,1

292

6

153

7

159

6

Totale mare illegale

1920

7,2

1843

439

972

6,7

1096

196

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: elaborazione Legambiente su dati delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto (2015)

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