Legambiente partecipa alla Discesa Internazionale del Tevere per lanciare la proposta del Parco Fluviale Interregionale

Legambiente partecipa alla Discesa Internazionale del Tevere per lanciare la proposta del Parco Fluviale Interregionale

Solo la scelta di una gestione a scala di bacino può garantire la tutela del fiume, del suo ecosistema e valorizzare tutti i potenziali del territorio del Tevere

Un bacino fluviale di 17.375 kmq che comprende 6 regioni, quali Umbria, Lazio, Toscana, Abruzzo, Marche, Emilia-Romagna ed interessa 12 province, comprese gra ndi città come Roma, Perugia,
Terni e Rieti, per un totale di 335 comuni e oltre 4.700.000 abitanti residenti. E’ il Tevere il fiume principale di questo bacino, secondo in Italia solo a quello del Po per ampiezza, che risente fortemente del carico antropico presente sul territorio, degli scarichi inquinanti industriali e civili e altri fattori, primo fra tutti lo sviluppo urbanistico di questi ultimi anni. Il fiume inoltre è interessato da diverse opere idrauliche che interessano ampi tratti e ne regolano il corso come la Diga di Montedoglio e quella di Corbara che nel tempo ne hanno modificato sia le caratteristiche naturali sia, in particolare, quelle idrauliche ed idrobiologiche. Un territorio anche a rischio idrogeologico in cui ogni autunno si registrano esondazioni, del Tevere ma anche degli altri corsi d’acqua del bacino, che provocano smottamenti, allagamenti, dissesti e problemi vari alle scarpate stradali e all’agricoltura.

Se da una parte parliamo di un sistema fluviale fortemente influenzato dall’uomo, in senso negativo,
non mancano però lungo il Tevere, elementi di interesse ecologico e naturalistico, storico e
culturale. L’intero bacino comprende oltre 230 aree a tutela diversa: statali, regionali, comunali e
Siti di Interesse Comunitario (SIC), che fanno parte del sistema Natura 2000. Molti e positivi anche
i progetti e le esperienze portate avanti direttamente nei territori, come l’Ecomeuseo del Tevere
della rete regionale degli ecomusei riconosciuti dalla regione Umbria, ma anche i tentativi di
ripristino di piste ciclabili abbandonate e poco curate e le campagne di pulizia degli argini da parte
delle associazioni che si prendono cura di questo patrimonio naturalistico troppo a rischio. È poi un
territorio ricco di storia, natura e cultura che in migliaia di anni si sono stratificate in modo
irripetibile: oltre 200 luoghi di interesse storico e naturalistico, con almeno 60 diversi prodotti tipici
e quasi 80 sagre e mercatini di artigianato, secondo uno studio di Legambiente.
“Venerdì 25 aprile anche Legambiente sarà presente alla partenza della Discesa internazionale del
Tevere – spiega Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria – per rilanciare la proposta
di istituzione del Parco Fluviale Interregionale del Tevere, come strumento di tutela e
valorizzazione dalle sorgenti fino alla foce e con intenti tanto di sviluppo quanto di pianificazione
sostenibile del territorio intorno al fiume. Soltanto attraverso una gestione a scala di bacino sarà
possibile garantire la conservazione delle aree protette e il mantenimento di tutti i potenziali del
territorio”.

Era il 1990 quando Legambiente lanciò per la prima volta la proposta di istituire il Parco
interregionale del Tevere e si arrivò anche alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra la Regione
Umbria, la regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente. Poi quegli impegni però rimasero in qualche
cassetto.

Il Parco però rappresenta ancora oggi una proposta attuale, valida e soprattutto importante per il
fiume Tevere e il suo bacino idrografico, infatti permetterà la valorizzazione dei territori pur ricchidi storia e di natura, ma ancora troppo spesso considerati marginali, migliorando al tempo stesso la
qualità del fiume (morfologia dell’alveo, ampiezza e condizioni della vegetazione riparia, difesa
idraulica, gestione degli invasi, depurazione delle acque). Anche per questi motivi la delimitazione
dell’areale del parco dovrà assumere una connotazione funzionale agli obiettivi di valorizzazione ed
essere progettata a partire dalle aree vincolate già esistenti ed estendendosi poi alle aree del
corridoio fluviale e quelle libere a ridosso degli argini, “unendole” nel sistema Parco Fluviale
Interregionale del Tevere e creando una rete di protezione e tutela.

“La creazione del parco – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio – può essere il
volano per facilitare la “rinascita” dei comuni a rischio di estinzione e per lo sviluppo di quelle aree
che già si stanno muovendo sulla strada dell’uso sostenibile delle importanti risorse collocate nei
loro territori. Un parco che non dovrà avere carattere esclusivamente conservativo e vincolistico,
bensì perseguire l’obiettivo di continuare a permettere l’uso “sociale” del territorio e l’uso anche
ai fini dello sviluppo locale. Secondo noi infatti il Parco dovrà essere veicolo di promozione e
salvaguardia delle risorse locali, dove le componenti naturalistiche, ambientali e del paesaggio
dovranno essere necessariamente integrate con le valenze culturali del territorio antropizzato”.

Gli obiettivi che Legambiente intende perseguire attraverso il progetto del Parco riguardano diversi
aspetti, strutturali, funzionali finanche politici. Dall’attenuazione del rischio idrogeologico con la
conservazione, bonifica e manutenzione delle sponde e delle confluenze ma anche con il controllo
sugli interventi edificativi, di regimazione e strutturali; al raggiungimento degli obiettivi di buona
qualità del corso d’acqua con il controllo sulle discariche (abusive e non) presenti nel territorio e lo
sversamento di reflui fognari e prodotti chimici nelle acque del bacino fluviale, passando per la
imprescindibile salvaguardia della biodiversità floro-faunistica. L’aspetto politico poi si basa sulla
volontà di armonizzare le politiche gestionali, ciò costituirà un valore aggiunto alle risorse naturali e
a quelle socio-economiche di tutta l’area coinvolta dalla proposta. E’ auspicabile dunque una
gestione trasparente e largamente partecipata con le amministrazioni, le popolazioni interessate e
loro rappresentanze, uniti nel raggiungere un obiettivo comune. Si lavorerà per il coinvolgimento e
la responsabilizzazione dei cittadini ad assumere un ruolo attivo di controllo, denuncia, intervento
promozione/facilitazione allo sviluppo di associazionismo e volontariato nell’ambito del bacino.
Domani quindi Legambiente si “imbarca” in questa nuova sfida, vedremo chi sarà capace di raccoglierla.

La discesa internazionale del Tevere è una manifestazione sportiva storica organizzata da Canoa Club Città di Castello, Asd Discesa Internazionale del Tevere, Polisportiva UISP Sherwood, Asd Gruppo Canoe Roma, Asd Canoa Kayak Roma Assex,Federtrek. La prima discesa del Tevere in canoa, con il percorso che è poi diventato l’attuale da Città di Castello a Roma e della quale si ha notizia certa risale al 1969. Il periodo è lo stesso prescelto per quasi tutte le altre edizioni, ovvero quello fra il 25 aprile ed il 1 maggio. Si tratta di un camping nautico in sette tappe per canoisti italiani e stranieri. La Discesa ha finalità sportive, naturalistiche, turistiche e di promozione della canoa come sano mezzo di conoscenza del territorio; non ha finalità agonistiche. Per info: www.discesadeltevere.org

SCARICA IL PDF

Comments are closed