Legambiente scrive a Polverini su nube nucleare nel Lazio: assumersi responsabilità sanitaria rischio nucleare.

Legambiente scrive a Polverini su nube nucleare nel Lazio: assumersi responsabilità sanitaria rischio nucleare.

“Abbiamo scritto alla Presidente Polverini per chiederle quali sistemi di monitoraggio della radioattività siano stati messi in campo in vista dell’arrivo sui cieli italiani della nube nucleare giapponese, come si pensa di ridurre il rischio di danni ai cittadini, come procedano i controlli sugli alimenti. La Polverini deve assumersi le sue responsabilità, avendo tra l’altro tenuto per sé la delega alla sanità, altro che smettere di parlare del nucleare – è netta la richiesta di Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – “Siamo preoccupati, i medici da tempo affermano che purtroppo per tumori solidi e leucemie non c’è una relazione diretta tra dose di radiazione e danni alla salute. Bisogna allora dapprima verificare con delle specifiche misure se davvero sarà bassa, come si spera, la quantità di radioattività che arriverà fino a noi, ma questo comunque non ci può tranquillizzare del tutto, visto che anche una piccola dose potrebbe provocare seri danni alla salute e allora bisognerà consigliare ai cittadini almeno come ridurre il rischio, coinvolgendo l’ARPA e gli epidemiologi. Soprattutto nei prossimi giorni, quando secondo i modelli del Norwegian Institute for Air Research, arriverà la nube radioattiva sul nostro paese, vanno anche intensificati i campionamenti sugli alimenti, rendendo immediatamente noti i risultati. Alla Polverini torniamo anche a chiedere di esprimere subito il parere contrario alle nuove centrali nucleari nel Lazio, inviandolo formalmente al Governo, visto che la cosiddetta moratoria non ha alcun valore amministrativo. E’ inutile che i politici si affannino genericamente a tranquillizzare, servono risposte concrete e date per tempo al contrario di quanto avvenne per Cernobyl, ma serve anche la mobilitazione e la partecipazione dei cittadini a partire dalla manifestazione di Roma di sabato 26 marzo e fino ai referendum del 12 giugno”.

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