Mafie Roma e Lazio, Legambiente: servono azioni concrete e nuova cultura della legalità

Mafie Roma e Lazio, Legambiente: servono azioni concrete e nuova cultura della legalità

“Sulle mafie e sulla criminalità a mancare fino ad oggi è stata spesso l’attenzione delle Istituzioni locali, mentre le forze dell’ordine e le procure hanno sempre compiuto un lavoro importantissimo, oggi con l’operazione nel sud pontino, pur con mezzi e strumenti troppe volte inadeguati -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. C’è una criminalità tradizionale che ha messo radici spesso proprio sui temi ambientali come i rifiuti, il cemento illegale e l’abusivismo edilizio, gli incendi boschivi, ma c’è anche una pericolosa presenza di colletti bianchi che lavorano con pezzi delle amministrazioni, sostenendo interessi particolari e criminali. Nel Lazio pochi anni fa per la prima volta nella storia della Repubblica il Comune di Nettuno è stato sciolto per mafia, mentre quello di Fondi è stato a lungo sotto inchiesta come quello di Ardea. Per battere la criminalità organizzata e le illegalità diffuse serve un rinnovato senso dell’interesse pubblico e generale, un lavoro congiunto di istituzioni, forze dell’ordine e associazioni, ognuno nel rispetto del proprio ruolo. Servono anche azioni concrete, una forte azione di controllo degli appalti, come segnalava pochi giorni fa il procuratore Capaldo, ma anche un’azione di prevenzione che non spetta a procure e forze dell’ordine nonostante spesso la compiano lo stesso, oltre che attività di educazione alla legalità e supporto ai cittadini che continuamente inviano segnalazioni.”

Legambiente ricorda come poche settimane fa, nel corso dell’audizione presso la commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno mafioso, il Procuratore Aggiunto della DIA di Roma
Dott. Giancarlo Capaldo sottolineava “un certo allarme per una infiltrazione sempre più ampia in alcune zone, soprattutto con riferimento a progettualità che provengono dalla politica, per quanto riguarda, ad esempio, la riorganizzazione delle aree portuali e interventi e appalti di particolare importanza.” Nel Lazio, analizzando il Rapporto Ecomafie realizzato da Legambiente grazie alla collaborazione delle Forze dell’Ordine e della Magistratura, si evidenzia che nel quadriennio 2007-2010, si sono verificate 11.274 infrazioni in campo ambientale nel, una media di 7,7 infrazioni al giorno, 9.274 le persone denunciate -più di un terzo delle denunce nel 2007-, 3.299 sequestri e 75 arresti. Numeri che ci consegnano il quadro di una regione stretta nella morsa delle piccole e grandi illegalità ambientali, diffuse trasversalmente nei settori più diversi.

“Inquinamenti, abusivismo, infiltrazioni nell’economia, danno il segno di quanto sia preoccupante la commistione di interessi che si va consolidando e che va stroncata immediatamente con una forte risposta istituzionale -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Ha ragione il Questore di Frosinone quando dice che vanno attaccati i patrimoni della criminalità che ricicla nel Lazio denaro sporco, allo stesso tempo si devono dare strumenti per chiudere gli importanti processi che si aprono e che rischiano in più di un caso la prescrizione, come a Viterbo sulle cave invase da rifiuti e nella Valle del Sacco per il disastro ambientale. I cittadini vanno coinvolti, come è avvenuto con l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente in questi anni, e speriamo perciò che la Regione Lazio voglia presto rinnovare il
sostegno a questa iniziativa. Da un lato continuano gli illeciti diffusi, ma dall’altro si radicano organizzazioni criminali con troppi casi nei quali ci sono legami con amministrazioni locali ben oltre i livelli di guardia, soprattutto nel Sud Pontino. Per questo chiediamo al nuovo ministro dell’Interno di valutare l’apertura di una sede Dia a Latina.”

Serve una nuova cultura della legalità, per questo è fondamentale l’impegno nell’ascoltare e dare risposte ai cittadini con strumenti come l’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio, che ha compiuto un enorme sforzo nel triennio 2008-2011: sono giunte al numero verde 800-911856 ben 452 segnalazioni, di cui 352 provenienti da Roma e Provincia, 43 dalla Provincia di Latina, 21 dal frusinate, 16 dal reatino e altrettante dal viterbese. Inoltre, solo nel corso dell’ultima campagna di educazione alla legalità ambientale tenutasi nel 2010, sono stati coinvolte 44 scuole, 82 classi e 1.141 studenti, per un totale di 41 incontri.

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