Monumenti, Legambiente: per crolli è vero allarme.

Monumenti, Legambiente: per crolli è vero allarme.

Monumenti, Legambiente: per crolli è vero allarme. Subito check up per tutti, manutenzione e nuove pedonalizzazioni.
Stavolta è la Fontana di Trevi a perdere pezzi, la settimana scorsa era stato l’Acquedotto Claudio a Porta Maggiore, pochi giorni prima era crollata una parete del Ludus Magnus e tre settimane fa l’intonaco della Chiesa di San Pietro in Vincoli.

“Dopo i ripetuti distacchi al Colosseo ce n’è quanto basta per dire che c’é un vero e proprio allarme per i nostri beni monumentali più importanti -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Lascia un po’ interdetti la tranquillità del sovraintendente Broccoli, sotto controllo non c’é proprio nulla, chiediamo un immediato check up dei nostri monumenti, informazioni chiare e condivise nuovi restauri e manutenzione ma soprattutto interventi alla radice del male, con pedonalizzazioni vere e allargate in tutto il centro e nei luoghi anche periferici attorno alle aree archeologiche e monumentali.”

La situazione è allarmante secondo Legambiente, e molto. Difficile anche solo immaginare come la si possa definire “sotto controllo”, mentre i romani si trovano ad assistere sempre più spesso a crolli che  Interessano edifici millenari. Quello della Fontana di Trevi è l’ultimo grave episodio di una lunga serie, frutto dello smog e delle vibrazioni del traffico, ma anche dei mancati investimenti per controllo e
manutenzione dei monumenti.

“Il problema non è nuovo, l’allarme smog e crolli fu lanciato già nel 1978 dalla Soprintendenza archeologica di Roma, ora non si può attendere nemmeno un giorno per togliere auto e smog dalle aree monumentali -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Si sa con chiarezza sin da allora che l’inquinamento avrebbe causato seri danni ai monumenti, poiché ha l’effetto di mutare alcune componenti del marmo da carbonato di calcio in solfato di calcio, col risultato di vedere i marmi sbriciolarsi. Le condizioni atmosferiche possono peggiorare la situazione, ma trentaquattro anni dopo, dovrebbe essere chiaro che vanno fermate le migliaia di auto che continuano ogni giorno a passare a pochi metri dai monumenti.”

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