Movida a Roma, Legambiente: limiti rumore superati in tutte le zone monitorate.

Movida a Roma, Legambiente: limiti rumore superati in tutte le zone monitorate.

Movida a Roma, Legambiente: limiti rumore superati in tutte le zone monitorate.

La crisi ha messo il silenziatore anche alla movida. Perché, pur se i decibel restano altissimi e fuori dei limiti, in classici luoghi come Campo de’ Fiori e piazza Navona, via di Tor Millina e ponte Milvio, sono solo e soprattutto il traffico e la musica a rendere chiassose le notti romane. Questo emerge dalla nuova misurazione effettuata nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 giugno da Legambiente Lazio e pubblicata oggi su roma.corriere.it.

Le misurazioni in sei luoghi cult delle notti della Capitale hanno evidenziato rumore sempre sopra i limiti di legge, senza distinzioni e nonostante i nuovi limiti più elevati imposti nel 2010 dall’Amministrazione, a Campo de’ Fiori, Corso Vittorio, Piazza Navona, Via di Tor Millina, Piazza Trilussa a Trastevere e ponte Milvio. La palma del più fracassone va a Via di Tor
Millina, una delle vie più note per gli amanti delle passeggiate notturne, affianco a piazza Navona, con 76,9 decibel dB(A) considerando i valori registrati mentre gli amplificatori di una band spara musica, seguita poi da Corso Vittorio Emanuele dove di fronte a Palazzo Braschi è il traffico a produrre 75,3 decibel, come avviene a Ponte Milvio dove a mezzanotte registriamo 71,2 decibel. Anche a Campo de’ Fiori non si scherza, con 76,3 poco dopo le dieci di sera di venerdì, anche se è in parte dovuto a un concerto nella contigua piazza Farnese: ma quando la musica si interrompe siamo pur sempre a 72 decibel, limite da area industriale.

Fonometro alla mano, è stata attraversata una movida con molto traffico, “frutto dell’assenza di politiche serie di limitazione da parte del Campidoglio: così il rumore è dovuto in sostanza alle auto, alle moto e alla musica non controllata dei concerti e dei locali –dice Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-, ma la movida che si attraversa è veramente un po’ dimessa”. Quando inizia il monitoraggio il centro è aperto (la ZTL inizia alle 23 e si conclude alle 3 del venerdì e del sabato), e si vede bene: le auto sono già parcheggiate ovunque, sotto tutti i cartelli di divieto di sosta e lungo tutto Corso Vittorio. C’è rumore ma non un grandissimo via vai di macchine, mentre i torpedoni scaricano turisti a frotte accanto piazza della Cancelleria. E quando dall’area più centrale ci si sposta verso Trastevere, dove, invece, la ZTL estiva è in vigore dal mercoledì al sabato e dalle 21.30 (alle 3), il traffico sul lungotevere è bloccato, non ci si muove.

“Il rumore è il sintomo di altro, di una città abbandonata, bisogna agire sulle cause oltre che intervenire sul fenomeno -continua Parlati-. Per chi abita in centro questa processione di automobili e scooter è ovviamente un’ossessione: servono politiche per il policentrismo che non può essere legato solo ai centri commerciali, ma a funzioni culturali nelle periferie, così come servono scelte per il trasporto pubblico che lo rendano utilizzabile anche di notte con più facilità.” Anche sul fronte dei limiti “l’amministrazione è intervenuta in modo bizzarro –prosegue il presidente di Legambiente Lazio- con scelte che prendono atto della situazione piuttosto che prevedere interventi: la Delibera n. 93 del 15 ottobre 2009 definisce che per le vie urbane dove transitano i mezzi del trasporto pubblico, i valori limite sono fissati a 70 decibel di giorno e 60 di notte, alzando così di 5 decibel quelli stabiliti precedentemente”.

Le voci delle persone creano un brusio di fondo, che supera comunque i limiti di legge, arrivando in media da 68,9 a 71,7 decibel, anche se molto meno rispetto traffico e musica: le banchine dei lungotevere sono più silenziose del solito, non si rilevano concerti ma solo musica di sottofondo a 68,7 decibel. A Ponte Milvio la ZTL in vigore chiude una sola parte della piazza e la via di Capoprati viene usata come un parcheggio. Il traffico è lento e non critico, il rumore tra i 71,2 e i 72,2 decibel. Ma “il rumore è comunque un nemico invisibile della nostra salute, rivedere al rialzo i limiti per i decibel è insensato, diventa poi quasi ridicolo tentare ordinanze che vanno nella direzione opposta -conclude Lorenzo Parlati-. Il Comune dovrebbe avviare subito un serio piano di monitoraggio e risanamento, peraltro previsto dalla legge regionale in materia, puntando tutto sul trasporto pubblico con nuove preferenziali e realizzando anche una rete fissa di monitoraggio del rumore.”

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