Oltre due anni fa Alemanno aderiva a Patto contro gas serra, ma Roma va nella direzione opposta

Oltre due anni fa Alemanno aderiva a Patto contro gas serra, ma Roma va nella direzione opposta

“Sono passati due anni e mezzo dall’adesione volontaria di Roma al ‘Patto dei Sindaci’ e nonostante tutto questo tempo il piano d’azione è approvato solo qualche settimana fa, mentre la Capitale ha continuato troppo spesso ad andare nella direzione opposta – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La Commissione Europea in modo intelligente ha chiesto impegni alle città per ridurre di oltre il 20% le emissioni di CO2 e l’Università La Sapienza ha scritto un piano per molti versi ambizioso, ma nella Capitale tutto ciò è rimasto finora lettera morta, senza il previsto coinvolgimento della società civile e con scelte politiche e amministrative che sono  andate invece quasi sempre nella direzione opposta, hanno portato traffico e smog ad essere sempre più impazziti, reso la raccolta differenziata dei rifiuti incomprensibile con assurdi sistemi misti, e posto sul tavolo degli scenari strategici progetti sbagliati come il cemento del waterfront di Ostia o molto delicati come quello delle Olimpiadi”.

“Battere i cambiamenti climatici e ridurre la CO2 è un obiettivo fondamentale, che deve partire dalla scala locale, per questo un piano di carta sarebbe del tutto inutile, il “Patto dei Sindaci” non serve per finalità di marketing politico, ma per darsi uno scenario di politiche concrete da mettere in atto in città -conclude Parlati- L’illuminazione pubblica a led è una cosa sperimentale, il bando annunciato sei mesi fa per il fotovoltaico nelle scuole tarda a uscire, il car sharing elettrico è relegato a poche automobili e la smart grid all’Eur futuribile. Che sia per Tor Bella Monaca o per Fiumicino 2, per le ex caserme, i nuovi stadi o mascherato da housing il cemento sembra invece essere l’unica chiave per lo sviluppo di Roma che vede il Sindaco di Roma, utilizzato per far cassa e non per portare qualità nei quartieri, persino le nuove metropolitane si dovranno fare con i soldi degli appartamenti costruiti attorno. Insomma, dopo tre anni è finito il tempo degli annunci e servirebbero risposte concrete ai problemi delle persone per migliorare la qualità della vita in città”.

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