Parco archeologico di Centocelle: Legambiente sostiene la mobilitazione dei cittadini. Si sblocchino i fondi della Legge di Roma Capitale

Parco archeologico di Centocelle: Legambiente sostiene la mobilitazione dei cittadini. Si sblocchino i fondi della Legge di Roma Capitale

Legambiente Lazio dà la sua piena adesione alla mobilitazione cittadina organizzata dalle realtà del quartiere Don Bosco che chiedono all’amministrazione comunale il completamento del Parco archeologico di Centocelle.

Per riproporre all’attenzione della Giunta di Roma e dell’opinione pubblica lo stato di incuria e insalubrità in cui versa il parco, che vanta una grande valenza ambientale, culturale, storica e archeologica, si terrà nel pomeriggio di sabato 2 aprile una festa popolare in Piazza Don Bosco, alla quale Legambiente Lazio parteciperà per sostenere i cittadini del popoloso quartiere nelle loro richieste di bonifica e tutela dei 120 ettari di parco.

“Quella del parco archeologico di Centocelle è una battaglia che va avanti dagli anni ottanta – afferma Mauro Veronesi, responsabile del territorio di Legambiente Lazio. Legambiente e altre associazioni ambientaliste allora si opposero agli 800.000 metri cubi di SDO previsti nell’area, finché il Ministro dei Beni culturali, Alberto Ronchey, non emise decreto di vincolo. L’area infatti contiene al suo interno la villa del primo imperatore cristiano, Massenzio, e qui trovavano alloggio gli Equites Singulares, i cento migliori cavalieri della guardia imperiale. Sono anni  che si cincischia nella delocalizzazione degli sfasciacarrozze prospicienti il parco e dopo lo sgombero del Casilino 700 nulla è stato fatto. Il parco oggi è una landa desolata e quindi non fruibile dai cittadini allo stato dei fatti, mentre se si salvaguardasse il sistema archeologico romano diffuso, che si concentra nelle periferie, si rivalorizzerebbero le aree marginali della Capitale. Vanno subito
impiegati, dunque, i Fondi della Legge di Roma Capitale.”

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