Piano casa, Legambiente: stop alla nuova sanatoria per i vecchi abusi edilizi. Assessore all'Ambiente batta un colpo.

Piano casa, Legambiente: stop alla nuova sanatoria per i vecchi abusi edilizi. Assessore all’Ambiente batta un colpo.

Domani presidio di Legambiente di fronte al Consiglio regionale Appuntamento venerdì 29 luglio, a Via della Pisana 1301, dalle ore 12.

Cassare le disposizioni per la definizione delle domande di condono che nascondono una nuova sanatoria per vecchi abusi edilizi ed eliminare dall’ambito di applicazione del piano gli edifici condonati: è una delle richieste che Legambiente Lazio porterà domattina alla Regione Lazio, con un presidio che si terrà di fronte alla sede del Consiglio regionale a via della Pisana a Roma.

“Col nuovo cosiddetto “piano casa” si rischierebbe seriamente di vedere sanati vecchi abusi insanabili, anche nei parchi e nelle aree vincolate, grazie a un farraginoso meccanismo con strane attestazioni e documentazioni integrative, una delle varie schifezze che non c’entrano niente con il diritto all’abitare e vanno cassate -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’Assessore all’Ambiente Mattei se c’è batta un colpo, ora o mai più, altrimenti dopo l’approvazione di questa normativa avrà da occuparsi di aree cementificate piuttosto che di aree naturali protette.”

La nuova versione dell’art. 25, per “consentire la definizione dei procedimenti di sanatoria edilizia straordinaria ancora pendenti”, prevede che per ottenere il titolo in sanatoria basta presentare al proprio Comune un’attestazione di un tecnico abilitato (non si specifica appartenente a quale categoria professionale, iscritto a quale albo, nulla) e che debba essere l’amministrazione locale a dover verificare la veridicità di quanto affermato e respingere la richiesta entro 30 giorni. Altra soluzione la presentazione al Comune di una “documentazione integrativa”, in aggiunta a quella già presentata a suo tempo, con obbligo di rilascio della sanatoria o di diniego entro 60-90 giorni.

“Solo nella Capitale ci sono ancora 212.240 domande di condono da verificare e solo nei primi quattro mesi dello scorso anno ben 11.775 istanze su 28.072 analizzate dagli uffici sono risultate insanabili. Sono numeri da brivido, col piano casa si rischia un pasticcio epocale -continua Lorenzo Parlati-. Gli stessi Comuni che in un quarto di secolo non sono riusciti a lavorare le pratiche di condono edilizio, ora addirittura in soli 30 giorni dovrebbero assumersi le responsabilità civili e penali che derivano da questa operazione? Scriveremo nei prossimi giorni a tutti i Comuni per diffidarli a realizzare immediate reiezioni per le istanze insanabili.” Appuntamento domani, venerdì 29 luglio, presidio di Legambiente di fronte al Consiglio regionale, a Via della Pisana 1301, dalle ore 12.

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