Piano Casa Regione Lazio, stop alla nuova inutile colata di cemento Legambiente si mobilita con la CGIL con il “No Piano Casa Day”

Piano Casa Regione Lazio, stop alla nuova inutile colata di cemento Legambiente si mobilita con la CGIL con il “No Piano Casa Day”

“Non abbiamo mai condiviso il piano casa, ma la nuova proposta della Regione Lazio peggiora la situazione con una nuova inutile colata di cemento nelle aree protette e agricole, lungo le coste e pure nella città storica, senza sostenere invece in alcun modo le fasce deboli che cercano casa. Per questo lanciamo con gli altri firmatari un appello e un “No Piano Casa Day”, una mobilitazione per eliminare tutte le pericolose e inaccettabili falle che sono state aggiunte e che aprono di fatto la strada all’assalto del cemento – ha affermato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, partecipando alla conferenza stampa promossa dalla CGIL Lazio”.

Legambiente Lazio aveva già chiesto durante una recente audizione in Commissione Urbanistica alla Pisana l’eliminazione dalla proposta di nuovo Piano Casa approvata dalla Giunta regionale di
tutte le pericolose e inaccettabili norme che aprono l’assalto del cemento nei parchi e nelle aree agricole, favorendo inoltre con i cambi di destinazione a residenziale un nefasto processo di deindustrializzazione a scapito dei capannoni delle piccole e medie imprese. Da stralciare anche gli arvicoli che mettono a rischio i centri storici e gli edifici vincolati, rivedendo infine le strambe ‘maglie larghe’ che sono state previste per la gestione amministrativa dei condoni edilizi. “Nel Lazio il diritto all’abitare, la riqualificazione delle periferie, la necessità di spazi per le piccole
imprese sono temi importanti che vanno affrontati mettendo mano in modo serio e organico alla legge urbanistica regionale e non sostituendola di fatto con ‘normette’ che avrebbero dovuto essere  tempo con la scusa di sostenere l’edilizia in un momento di crisi, ma che invece si allargano mano a mano, vista la scadenza per la presentazione delle domande di questa proposta di Piano Casa fissata addirittura al dicembre 2013 o anche oltre – continua Lorenzo Parlati – Stop al consumo di suolo, al Lazio non serve la svendita di migliaia di ettari di aree protette e agricole quanto la loro tutela, non serve il raddoppio delle cubature delle palazzine quanto la riqualificazione dei tessuti urbani degradati, non servono altri regali agli abusivi quanto la salvaguardia di chi opera correttamente. Se gli accordi di programma, che l’assessore Ciocchetti conosce bene, hanno fatto molti danni il guazzabuglio di questo Piano Casa rischia di farne molti altri. Basta con la deregulation e lo sfascio del territorio e del paesaggio, bisogna rispondere alle vere domande dei cittadini, riscoprendo l’interesse pubblico dell’urbanistica, non distribuendo a pioggia inutili cubature”.

Legambiente Lazio – che di recente ha presentato un dettagliato Dossier con cartografia allegata, disponibile sul sito www.legambientelazio.it- contesta in particolare gli articoli che estendono la platea di interventi edificatori del Piano Casa alle aree agricole e a quelle naturali protette prefigurando un vero e proprio “colpo di grazia” per i parchi del Lazio. Grave anche il “tana libera tutti” generalizzato che scatterebbe in riferimento alle concessioni edilizie in sanatoria, con l’alibi del silenzio-assenso e in mancanza di un doveroso e preventivo approfondimento sullo “stato dell’arte” dei condoni.

Legambiente sottolinea altri aspetti del nuovo Piano Casa che denotano come esso sia stato ideato con un gravissimo difetto di base, ovvero quello di ridurre l’urbanistica a materia puramente edilizia. Basta pensare alle previsioni sulla Città storica dove, in riferimento a Roma, la tutela dei tessuti e degli edifici viene incredibilmente limitata al solo perimetro urbano interno alle Mura Aureliane. O, ancora, basta citare lo sblocco alle sopraelevazioni degli edifici, che non erano permesse dal precedente testo, con innalzamenti che avrebbero sicuramente ripercussioni sulla skyline della città. Senza considerare i nuovi emendamenti presentati dallo stesso Assessore Ciocchetti, che prevedrebbero la possibilità di conteggiare nella ipotetica cubatura anche i boschi,
nonché la possibilità di realizzare impianti e attrezzature sportive anche nei parchi e nelle aree protette, ma anche porti e porticcioli, con le strutture ad essi collegate, in deroga alle disposizioni attuali previste dai piani paesistici.

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