Regione, Legambiente: per affrontare emergenze dei cittadini servono politiche vere e risposte concrete.

Regione, Legambiente: per affrontare emergenze dei cittadini servono politiche vere e risposte concrete.

Regione, Legambiente: per affrontare emergenze dei cittadini servono politiche vere e risposte concrete. Giovedì 15 novembre fiaccolata della società civile per chiedere politiche nuove, dignità, data certa e vicina per il voto.
Le emergenze entro dicembre: rischio tagli ai treni regionali col cambio orario, stop all’acqua potabile per l’emergenza arsenico, rischio nuova proroga per discarica Malagrotta, pagamenti fermi.

“Per affrontare le emergenze che tutti i giorni colpiscono i cittadini servono politiche vere e risposte concrete e la Regione Lazio in tutto ciò è evidentemente fondamentale, i cittadini non possono continuare ad assistere ad una manfrina tra partiti, bisogna chiudere una pagina che è finita davvero male e aprirne una del tutto nuova -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Per questo dalle associazioni e dai comitati che hanno partecipato all’iniziativa di oggi a Largo Goldoni è stata lanciata una fiaccolata da tenere giovedì 15 novembre, un appuntamento della società civile, aperto alla partecipazione di tutti coloro che vorranno, per chiedere politiche nuove e dignità per un’istituzione fondamentale per tutti, fissando una data certa e vicina per il voto.”

“Sono un’infinità le cose concrete per le quali serve una Regione che governi e dia risposte -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Tra meno di un mese c’è, ad esempio, il cambio orario per i treni regionali e si rischiano ancora una volta tagli per il servizio; entro la fine dell’anno decine di Comuni rischiano di dover emettere le ordinanze per vietare l’uso dell’acqua potabile a causa dell’emergenza arsenico; a fine dicembre scade l’autorizzazione per la discarica di Malagrotta e si rischia che ancora una volta si scelga la proroga, mentre i soldi per la differenziata finiscono nell’acquisto di tanti cassonetti piuttosto che al porta a porta; per chi aspetta di essere pagato i soldi non ci sono mai e il terzo settore è tra quelli che soffrono di più. Chi sta governando tutto ciò, se la Regione ha un Consiglio sciolto e una Presidente dimissionaria? Per questi motivi non è più possibile stare senza un governo pienamente in carica della Regione.”

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