Scelta Polverini di protrarre vita Malagrotta sarebbe surreale. Allarmante inquinamento falde, bisogna mettere subito in sicurezza la mega discarica

Scelta Polverini di protrarre vita Malagrotta sarebbe surreale. Allarmante inquinamento falde, bisogna mettere subito in sicurezza la mega discarica

“Altro che innovativa, la scelta di protrarre per altri anni la vita di Malagrotta sarebbe surreale, la Polverini dovrebbe dar seguito a quanto detto nel sopralluogo fatto a marzo scorso con i cittadini durante la campagna elettorale quando aveva definito la discarica “abusiva” e “fuori norma”, affermando anche che “deve chiudere” e che “dobbiamo trovare un altro sito”. Dopo decenni di promesse da parte degli amministratori sarebbe ora di un po’ di responsabilità e
rispetto – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Anche le prescrizioni dell’ordinanza del 31 dicembre circa l’impianto di trito-vagliatura rischiano di essere una barzelletta, sono le stesse della precedente ordinanza del luglio del 2010 firmata dalla stessa Presidente, senza che nulla sia accaduto nei sei mesi passati. E poi seppure gli impianti funzionassero, forse sarebbe bene ricordare che due terzi di quanto entra in quegli impianti continuerà comunque ad andare a finire in discarica, visto che un terzo è CDR e il resto frazioni non riutilizzabili, e quindi la vera unica soluzione per affrontare il problema è far fare un salto di qualità alla raccolta differenziata, passando davvero e subito al porta a porta.

Attualmente la Capitale differenzia poco più del 21% dei rifiuti, è una quota insignificante, troppo piccola essere sereni sul futuro della discarica, ma in alcuni quartieri con un progetto sperimentale di raccolta porta a porta si tocca quotidianamente il 65%, dimostrando che basterebbe estendere questo modello per avere ottimi risultati”. “E che ne è stata di un’altra ordinanza, quella con la quale il Sindaco Alemanno ordinava interventi di messa in sicurezza per la discarica di Malagrotta? – rincara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio- Sono scaduti a fine dicembre i trenta giorni per avviare gli interventi necessari a porre fine all’allarmante inquinamento che emerge dalla relazione di Arpa Lazio con i risultati del monitoraggio delle acque sotterranee della discarica di Malagrotta e non ci risulta sia successo niente. I campionamenti evidenziano un peggioramento del già preoccupante stato di contaminazione del sito, sia per quel che riguarda i composti inorganici che per alcuni composti organici.

Le necessarie misure di messa in sicurezza che la stessa Arpa sollecitava andavano attuate immediatamente, per interrompere la diffusione della contaminazione delle falde idriche e procedere alla bonifica per disinnescare quella che viene descritta come una bomba ambientale alle porte di Roma.
Siamo in piena emergenza inquinamento, ci chiediamo se sia compatibile continuare a gettare rifiuti in
quell’area, altro che prorogarne la vita”.

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