Sos per la palma storica del Vescovio

Sos per la palma storica del Vescovio

STOP AD ABBATTIMENTI INDISCRIMINATI E PREVENTIVI DI PIANTE SANE

L’esecuzione è fissata per la mattina di sabato 12 marzo. La sua “colpa” è solo quella di essere cresciuta troppo tra il cemento dei palazzi. Vittima predestinata e inconsapevole è una delle ultime palme storiche del quartiere Vescovio, finita improvvisamente al centro di una querelle tra condomini per un muretto di confine “minacciato” nella staticità dalle sue radici: troppo complicato trovare una soluzione che ne garantisca la sopravvivenza mettendola in sicurezza, più facile ed economico affidarla ai denti delle motoseghe – magari con il benestare del Servizio Giardini che avrebbe affermato di non poter intervenire essendo l’albero su suolo privato.

“A Roma si sta procedendo con troppa superficialità ad abbattimenti indiscriminati in giardini condominiali e privati, intaccando il prezioso patrimonio arboreo urbano. Dopo il caso del pino secolare in via di Villa Albani, ora speriamo di sventare l’esecuzione della palma a Via Montopoli, ma serve subito il regolamento del verde urbano al quale il Comune sta lavorando – afferma
Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – “Abbiamo scritto al condominio chiedendo di sospendere l’abbattimento, ma anche al Servizio Giardini e all’Assessore all’Ambiente per trovare  na soluzione condivisa che permetta di invecchiare alla bellissima palma, che dà rifugio anche ad una colonia di gatti liberi. Se l’operazione di rifacimento del muro è troppo costosa e non garantisce comunque la buona salute futura della pianta, possono essere presi in considerazione altri sistemi di sostegno o monitoraggio. Insomma, prima del taglio vanno praticate tutte le strade possibili. Ci auguriamo che la palma del Vescovio non diventi l’ennesimo scempio”.

E proprio sulle palme Legambiente esprime una particolare preoccupazione. “Nel Municipio II negli ultimi tempi si sono moltiplicate le segnalazioni di abbattimenti preventivi, come quelli avvenuti in alcuni villini del quartiere Coppedè, forse per evitare di dover mettere in atto i dovuti trattamenti precauzionali contro l’infestazione del Punteruolo rosso e, soprattutto, per risparmiare sugli eventuali costi di smaltimento delle piante malate: palme sane vengono così sacrificate inutilmente in nome di un tornaconto economico – spiega Lorenzo Grassi, presidente del neo costituito circolo Sherwood di Legambiente. Vorremmo poi che Servizio Giardini e Campidoglio facessero piena chiarezza sulla situazione nel parco di Villa Ada, dove nelle scorse settimane il sistema di monitoraggio con trappole biologiche aveva evidenziato la presenza del Punteruolo rosso. Quali contromisure sono state previste o adottate per preservare le palme? E come mai il tronco marcio di una palma, apparentemente malata, è ancora abbandonato in terra senza alcuna precauzione vicino all’ingresso dell’Ambasciata d’Egitto?”.

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