Stadio AS Roma, Legambiente: sondaggio strumentalizza passione tifosi

Stadio AS Roma, Legambiente: sondaggio strumentalizza passione tifosi

Stadio AS Roma, Legambiente: sondaggio strumentalizza passione tifosi
“Altro che hotel, suites, museo e parcheggio vip, il sondaggio della AS Roma sul nuovo stadio a Tor di Valle strumentalizza la passione dei tifosi per una bella speculazione edilizia -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Pochi giorni fa è arrivata la conferma che un costruttore è il perno dell’operazione, ma in assenza del progetto, delle cubature previste, del piano economico è impossibile valutare di cosa si stia parlando. Chiare sono invece le innumerevoli problematiche per l’area di Tor di Valle, che comprende aree agricole e vincolate non suscettibili di trasformazione urbanistica, se non con un’importante modifica dell’attuale piano regolatore che dovrà passare al vaglio degli organi comunali, provinciali e regionali oltre che delle Sovrintendenze prima di essere approvato. Non si può continuare a giocare con le passioni dei tifosi, realizzare stadi di proprietà delle società del pallone nella Capitale non ha alcun interesse pubblico, serve solo a provare a cambiare destinazione d’uso a terreni non edificabili raggranellando un bel mucchio di soldi.”

Legambiente ricorda la situazione di Tor di Valle, per come è negli strumenti urbanistici vigenti: 61 ettari, dove insistono il depuratore e l’impianto di cogenerazione e teleriscaldamento, sono disciplinati quali “Infrastrutture Tecnologiche”; 31 ettari, componenti le aree di sedime dell’Ippodromo di Tor di Valle sono disciplinate quale “Verde Privato Attrezzato”; 97 ettari, costituiscono le aree libere/spazi aperti prospicienti l’Ippodromo e sono invece disciplinati quali Agro Romano/Aree Agricole.

E peraltro, non essendo per fortuna stata approvata la sciagurata legge sugli stadi, l’iter previsto per la trasformazione, secondo le norme vigenti prevede: a) invio del progetto agli uffici tecnici competenti per ambiente e urbanistica; b) approvazione del progetto nelle  competenti commissioni consiliari; c) approvazione in Giunta Comunale e successiva calendarizzazione nel Consiglio Comunale; d) voto del Consiglio Comunale per il mandato al Sindaco per l’apertura della conferenza dei servizi; e) invio alla Provincia – come prevede la Legge Urbanistica Regionale vigente – e alla Regione per l’adeguamento del Piano Territoriale Paesistico Regionale e del Piano
Territoriale di Coordinamento alle nuove previsioni; e) Conferenza dei servizi in accordo di programma tra Comune, Regione, Provincia, Sovrintendenze per la ratifica dell’adeguamento del PTPR alle nuove previsioni urbanistiche; f) Voto del Consiglio Regionale per le  modifiche al PTPR; g) voto del Consiglio Provinciale per le modifiche al PTC.

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