“Stay Yut Color Festival” e le 4mila persone su un Sito di Interesse Comunitario

“Stay Yut Color Festival” e le 4mila persone su un Sito di Interesse Comunitario

“Stay Yut Color Festival” e le 4mila persone su un Sito di Interesse Comunitario, Legambiente Lazio chiede la revoca  dell’autorizzazione per il “Cancelli Village 2013”

Legambiente Lazio ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, ai Servizi autorizzazioni ed organizzazione delle  manifestazioni ed eventi cittadini di Roma Capitale, all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, ai Vigili Urbani Comando  Municipio XIII, al Comandante della Capitaneria di Porto di Roma, al direttore del Municipio XIII per chiedere la revoca dell’autorizzazione della manifestazione “Cancelli Village 2013” e tutelare un habitat naturale così prezioso come la spiaggia e le dune di Castelporziano teatro nel weekend di un evento che ha portato circa 4mila persone su un Sito di Interesse Comunicario (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS).

“È impensabile radunare 4 mila persone e fare baldoria su un Sito di Interesse Comunitario rischiando di comprometterlo in maniera irrimediabile, l’autorizzazione va revocata – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Le dune di Castelporziano sono sotto assedio da più di un mese sotto l’egida di un’autorizzazione irresponsabile che ha permesso l’installazione di imponenti strutture che danneggiano l’area e che ora hanno dovuto sopportare anche una quantità esagerata di persone che scorazzava liberamente di giorno e di notte. Un ambiente così prezioso va salvaguardato.”

L’area dove si svolge l’intera manifestazione è considerata area demaniale marittima, nonché dunale e classificata come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS). La manifestazione è partita in barba al parere negativo della Capitaneria di Porto quando, nella conferenza dei servizi che avrebbe deciso sull’autorizzazione, ricordava che le norme tecniche di attuazione del P.U.A. ammettono come unici interventi quelli volti a ricostruire l’ambiente naturale degradatosi nel corso degli anni e che è vietato “ogni ulteriore addizione, ampliamento o nuova costruzione di strutture”. Legambiente Lazio aveva già presentato un esposto agli stessi soggetti per chiedere l’accertamento delle autorizzazioni.

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