Strada Orte-Civitavecchia, Legambiente invia osservazioni per chiedere la devizione nel tratto Monte Romano-Civitavecchia

Strada Orte-Civitavecchia, Legambiente invia osservazioni per chiedere la devizione nel tratto Monte Romano-Civitavecchia

Orte-Civitavecchia, Legambiente invia osservazioni per chiedere la devizione nel tratto Monte Romano-Civitavecchia.

“Il tracciato sia lontano dal corso del Fiume Mignone, per rispettarne l’habitat e non aumentare i rischi idrogeologici in area di esondazione. Chiediamo alla Regione di essere auditi e di agire in difesa delle bellezze e produzioni della Maremma Laziale”

Oggi scadevano i termini per la presentazione delle osservazioni al Ministero sul progetto ANAS della Strada Statale 675 “Umbro-Laziale” ed in particolare del completamento del collegamento dal porto di Civitavecchia al nodo intermodale di Orte. Legambiente Lazio ha presentato le proprie osservazioni soprattutto in riguardo alla tratta Monte Romano Est – Civitavecchia. Nel disegno attuale del tracciato, gli ultimi chilometri prima dell’immissione sulla Statale Aurelia corrono vicino al Fiume Mignone, in una vasta area di esondazione del fiume stesso e in un territorio pieno di bellezze e peculiarità produttive della Maremma Laziale. Gli attivisti del Cigno Verde hanno presentato contro questo tracciato le necessarie osservazioni dove hanno riportato, tra le altre cose, le peculiarità naturalistiche dell’habitat del Mignone compresa la presenza nell’area di una ZPS (Zona a Protezione Speciale) e ben 3 ZSC (Zona Speciale di Conservazione).

“La tratta Monte Romano-Civitavecchia del tracciato stradale deve discostarsi dal progetto attuale che vedrebbe una devastante cementificazione sull’area riparia fluviale – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – per rispettare gli habitat e le aree protette, per non aumentare i rischi idrogeologici andando ad occupare l’area di esondazione del fiume stesso con conseguenze inimmaginabili, e perchè in quella porzione di territorio ci sono decine di aziende agricole ed agro-silvo-pastorali che lavorano quotidianamente rilanciando i saperi e sapori di un’area splendida come la Maremma Laziale. Ora la Regione Lazio ascolti le ragioni delle associazioni e dei cittadini che chiedono una modifica del tracciato, e difenda in tal modo una delle parti più pregiate del proprio territorio”.

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