Targhe alterne, un solo dato certo: centinaia di migliaia di auto ferme non emettono nuovi inquinanti nell’aria.

Targhe alterne, un solo dato certo: centinaia di migliaia di auto ferme non emettono nuovi inquinanti nell’aria.

Comunicato Stampa
Targhe alterne, un solo dato certo: centinaia di migliaia di auto ferme non emettono nuovi inquinanti nell’aria. Potenziare gli interventi per avere risultati più efficaci, eliminare tutte le deroghe, puntare su mobilità sostenibile, trovare subito i soldi per i treni dei pendolari. Inaccettabile la mancanza del piano regionale di risanamento dell’aria, strumento fondamentale per coordinare gli interventi in tutto il Lazio, attingere a finanziamenti europei, prevedere nuove e più incisive azioni di limitazione del traffico privato.

“Partono le targhe alterne e ripartono le polemiche, ma un solo dato rimane certo per la
salute dei cittadini: le centinaia di migliaia di automobili che oggi sono state ferme non hanno
emesso nell’aria che respiriamo quel pericoloso cocktail di inquinanti, in cui si evidenziano le
polveri sottili, che comportano un incremento di ricoveri e mortalità per malattie respiratorie
e cardiocircolatorie. Questi sono i fatti, su questa strada bisogna quindi andare avanti,
potenziando ancora gli interventi per avere risultati più efficaci -dichiara Lorenzo Parlati,
Presidente Legambiente Lazio-. Il 2007 si è chiuso con nove centraline su dieci della rete di
monitoraggio che hanno superato i limiti di legge per decine e decine di giorni, in testa a tutte
Francia e Tiburtina con 112 superamenti nel corso dell’anno. Sono numeri davvero preoccupanti
che hanno significato un rischio serio per la salute delle persone. Numeri in cui si legge però una
leggera tendenza in calo, visto che nel 2006 la centralina Francia aveva raggiunto addirittura 138
superamenti, rivelando la bontà della direzione intrapresa con i provvedimenti di limitazione del
traffico privato e potenziamento di quello pubblico, non solo le targhe alterne quindi, provvedimenti
che vanno pertanto decisamente rafforzati per avere risultati più efficaci. Servono risposte più
articolate e più determinate, misure più estese nel tempo e senza nessuna deroga, prevedendo nuove
e più incisive azioni di limitazione del traffico veicolare privato, per tutelare la salute delle persone.
Dando così una scossa in avanti alle azioni che si stanno intraprendendo, rilanciando le Domeniche
a piedi come occasioni per sperimentare soluzioni nuove e le targhe alterne che rischiano altrimenti
di rimanere un provvedimento isolato. In questo contesto è davvero inaccettabile che ancora non
sia stato approvato il piano di risanamento dell’aria, da anni fermo in Regione, uno strumento
fondamentale per armonizzare gli interventi e stabilire misure di limitazione del traffico
coordinate tra le città ed a carattere regionale, attingendo anche ai consistenti finanziamenti
europei disponibili.”
“I provvedimenti di limitazione del traffico come le targhe alterne sono utili e necessari contro
lo smog e vanno inseriti in un contesto di iniziative a più ampio respiro, dando certezze ai
cittadini: vanno eliminate in tal senso tutte le deroghe, ed è positivo che siano intanto stati
fermati anche i diesel Euro 4 senza filtro, certo sempre più incomprensibili visti anche i
recenti incentivi governativi alla rottamazione che hanno coinvolto anche le auto Euro 2, in
vendita fino a 5 anni fa –dichiara Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio-. Di
tutt’altro segno gli incentivi invece per l’auto collettiva del car sharing, ottenibili rottamando la
propria automobile senza comprarne una nuova ma abbonandosi a questo innovativo sistema di
mobilità sostenibile: la situazione di inquinamento in cui versa la nostra regione, ed in particolare la
Capitale, richiede interventi urgenti puntando anche in questa direzione. Allo stesso tempo, mentre i
soldi per le rottamazioni delle auto si trovano sempre, ancora non sono ricomparsi invece i soldi per
i treni pendolari e dal prossimo mese di marzo si rischia seriamente di vedere meno treni in
circolazione sulle nostre tratte ferroviarie.”

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