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GAME: Il primo gruppo di acquisto di bici elettriche promosso da Legambiente

Stanchi di spendere duemila euro l’anno in benzina per andare al lavoro ma non avete voglia di arrivare sudati in ufficio? Le spese del motorino, la sua manutenzione e il carburante cominciano ad essere troppo cari? Volete essere in forma e guadagnare in salute?  Niente paura. Legambiente in collaborazione con VeloLove e www.viviconstile.org organizza il GAME (Gruppo di Acquisto Mobilità Elettrica), un gruppo di acquisto dedicato a chi vuole lasciare a casa l’auto o il motorino per andare al lavoro a scuola o godersi il tempo libero in bici elettrica.
Si tratta del primo gruppo di acquisto nazionale di bici a pedalata assistita, promosso da più città in Italia, con la formula “prodotto più servizio”. 
Questa potrà essere utilizzata preferenzialmente da coloro che compiono tragitti entro i dieci chilometri, ogni giorno e in maniera ripetitiva o dai pendolari che in modo intermodale potranno sfruttare l’accoppiata bici più treno. Ma il GAME rappresenta una opportunità anche per chi vuole utilizzare la bicicletta qualche giorno alla settimana per scoprire la propria città ed effettuare escursioni.Ma come funziona il Gruppo di Acquisto Mobilità Elettrica?
Legambiente invierà alle aziende italiane produttrici un bando per trovare l’offerta tecnicamente più valida ed economicamente più vantaggiosa per due tipi di prodotti, tra loro alternativi. Il primo una ruota che trasforma in poche mosse la bici in una a pedalata assistita, il secondo una bici a pedalata assistita completa di tutto. Nel frattempo i cittadini interessati all’acquisto potranno iscriversi, senza impegno e gratuitamente, compilando il form che troveranno sul sito www.famigliezeroemissioni.it.

Le bici ed i modelli proposti verranno vagliati da una giuria composta da tecnici delle associazioni proponenti e dai cittadini aderenti: saranno questi ultimi ad avere la parola finale sulla scelta dell’azienda e del prodotto che diverranno partner ufficiali di GAME.
I residenti nell’area della Città Metropolitana di Genova avranno poi un vantaggio in più: potranno accedere a servizi di assistenza presso strutture territoriali appositamente individuate.
Tutto il processo di scelta si concluderà entro metà luglio e il gruppo di acquisto rimarrà aperto per sei mesi alle adesioni dei cittadini.

Una iniziativa che permetterà di risparmiare, tra il 10 e il 20% sui prodotti acquistati e di evitare emissioni di ulteriore anidride carbonica in atmosfera, aiutando l’ambiente e la salute propria e degli altri.

Per aderire e per informazioni:
Sito web: www.famigliezeroemissioni.it

EcoForum Lazio, Legambiente premia 83 Comuni Ricicloni

In 4 anni aumentano da 9 a 83 i comuni con oltre il 65% di differenziata e diminuisce la produzione di rifiuti di oltre 135mila tonnellate annue

“Siamo lieti di premiare così tanti comuni a dimostrazione dei passi in avanti compiuti sulla gestione dei rifiuti, ora nel Lazio si chiuda la storia di discariche e inceneritori verso l’Economia Circolare”

IL PODIO DEI COMUNI RICICLONI DEL LAZIO 2017 IN PERCENTUALE DI RD 

1° – ROCCA D’ARCE (FR) 82,20%

2° – SANT’AMBROGIO SUL GARIGLIANO (FR) 81,73% 

3° – CASTELNUOVO DI PORTO (RM) 81,19%

Si è svolto oggi a Roma il primo EcoForum dei Rifiuti del Lazio organizzato da Legambiente con il contributo della Regione Lazio, durante il quale è stato pubblicato il dossier rifiuti, è stato dato spazio a comuni e aziende virtuose nella gestione del ciclo e sono stati premiati i Comuni Ricicloni di tutta la Regione, valorizzando le possibili strade della sostenibilità ambientale.

Secondo i dati del dossier pubblicato dall’associazione ambientalista, con dati dal Catasto Rifiuti ISPRA 2017, nel 2016 la produzione di rifiuti nel Lazio è stata pari a 3.025.497 tonnellate, di cui il 42.37% è stato raccolto in maniera differenziata. Dal 2013, anno di chiusura di Malagrotta che segna nei fatti l’avvio di una nuova era nella gestione del ciclo, quando la raccolta differenziata regionale era appena al 26,47%, la gestione dei rifiuti è cambiata molto: i rifiuti prodotti sono scesi di 135.809 tonnellate su base annua, oltre 25 kg in meno per ogni abitante. Dati positivi anche per quanto riguarda il raggiungimento dell’obiettivo del 65% di RD: erano appena 9 i comuni ad aver raggiunto il traguardo nel 2013, sono ben 83 i Comuni Ricicloni premiati da Legambiente nel Lazio nel 2017; di questi sono 71 i comuni con gestione autonoma e 2 le unioni di comuni che gesticono la raccolta di 12 comuni.

I Comuni Ricicloni sul podio sono Rocca D’Arce (FR) 82,20%, Sant’Ambrogio sul Garigliano, 81,73%, e Castelnuovo di Porto al 81,19%, che sono anche gli unici 3 centri ad aver superato l’obiettivo dell’80%. 12 comuni hanno percentuale tra il 75% e 80%, 15 tra il 75% e il 70%, 41 tra il 65% e il 70%. Sono poi 2 le unioni di Comuni Riciclone, quella della “Bassa Sabina” col 68,80% e 7 comuni e quella della “Valle dell’Olio” al 65,86% e 5 comuni, entrambe in provincia di Rieti. Tutti questi sono stati i comuni premiati, ed è stata conferita anche una menzione speciale al comune di Subiaco (RM) per l’accelerazione impressa nel 2017 alla RD passando dal 15% nel mese di gennaio al 72% nello scorso novembre. Di tutti i comuni Ricicloni sono 30 quelli in provincia di Roma, 16 a Viterbo, 11 a Frosinone, 10 a Latina e 4 a Rieti.

Analizzando i dati territoriali della raccolta differenziata, in testa c’è la provincia di Viterbo con il 48,13% di RD, fanalino di coda quella di Rieti ancora al 33,52% nonostante siano qui le uniche 2 Unioni di Comuni Ricicloni. La provincia dove la raccolta differenziata è aumentata maggiormente è Frosinone che passa dallo 0,6% nel 2010 al 42,70% del 2016.

“A quattro anni dalla chiusura di Malagrotta, quando nel nostro territorio si contavano sulle dita di una mano i Comuni Ricicloni, siamo contenti di poterne premiare 83 quest’anno – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -. Anche se la nostra ancora non è una Regione tra le più virtuose, dato l’uso ecccessivo di incenerimento e conferimento in discarica, guardando i numeri complessivi e analizzando gli ultimi anni non si può non vedere un positivo passo in avanti che ci porta oggi a premiare così tanti comuni, a dimostrazione di quanto fosse giusto chiudere la storia delle discariche e di quanto le politiche regionali risultino efficaci tanto più se mettono a disposizione strumenti concreti, dalle compostiere di comunità alla tariffa puntuale, dalle linee guida sul riuso all’individuazione del fabbisogno impiantistico. Ora abbiamo bisogno di un piano regionale dei rifiuti efficace, con il quale dare lo stop definitivo a discariche e inceneritori, e dell’attuazione di buone norme approvate alle quali dare gambe, a partire dalla tariffa puntuale secondo il principio chi inquina paga: solo con questi presupposti il Lazio potrà avviarsi verso la costruzione dell’economia circolare”.

La criticità evidente dallo studio di Legambiente riguarda gli impianti di gestione che sono sul territorio: 16 impianti di compostaggio, 10 TMB, 3 Inceneritori e 5 Discariche, nessun impianto integrato anaerobico/aerobico e nessun digestore anaerobico per la frazione organica. Nello specifico risalta la diminuzione del conferimento nei TMB, dove la metà dei rifiuti trattati va poi in discarica, e che passa da 1.739.468 tonnellate nel 2015 a 1.673.457 nel 2016, a dimostrazione dell’inutilità di progettarne di nuovi e trasformare quelli attuali in centri di riuso e fabbriche di materiali. Ancora eccessivo sia l’incenerimento con 374.944 tonnellate di rifiuti bruciati, che l’uso delle discariche dove nel 2016 sono andate a finire 405.017 tonnellate di rifiuti.

“Sugli impianti c’è bisogno di determinare un futuro dove nel Lazio non si rischi l’accensione di nuovi inceneritori e si avviino al fine vita quelli attualmente in funzione – commenta Stefano Ciafani direttore Generale di Legambiente -, si diffondano invece fabbriche di materiali, biodegestori anaerobici per la produzione di biometano, impianti e isole del riuso, attraverso un siting che ogni territorio deve avere la responsabilità di individuare.  Un segnale concreto deve arrivare soprattutto dalla Capitale che riciclona non è e che deve smettere di far partire 150 autoarticolati al giorno carichi di rifiuti verso altre regioni e nazioni, perché non avvia progetti innovativi di realizzazione impianti nel proprio territorio, in grado di attivare l’economia circolare. A quattro anni dalla chiusura della scellerata storia per la discarica più grande d’Europa, poter premiare tanti comuni virtuosi in questa Regione, vuol dire che è questo il momento per l’accelerazione verso un ciclo sano, capace di trasformare i rifiuti in risorsa”.

All’iniziativa erano presenti tra gli altri Cristiana Avenali consigliera Regione Lazio, Giorgio Zampetti responsabile nazionale scientifico di Legambiente, Alessio Ciacci ASM Rieti, Riccardo Travaglini Sindaco di Castelnuovo di Porto, Francesco Girardi ASA Tivoli, Laura Bruzzechesse Assessore all’Ambiente di Oriolo Romano, Riccardo Viselli di Utilitalia, Pietro Luppi presidente di Occhio del Riciclone, Enrico Facci coordinatore del progetto ISAAC, Enzo Favoino di Zero Wate Italy.

La giornata si è svolta con il contributo della Regione Lazio e la sponsorizzazione di ASA Tivoli, Riciclia, Lavorgna Igiene Urbana, Loggia Industria Vernici, Eurosintex, Formia Rifiuti Zero, Ambiente Spa, e con lo sponsor tecnico di Rosemary Terra e Sapori e Minimo Impatto.

 

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EcoForum del Lazio – Roma, giovedì 21 Dicembre 2017

 

ore 9.30
Registrazione Partecipanti

ore 10.15
Introduzione e presentazione Dossier Comuni Ricicloni Lazio
Stefano Ciafani – direttore generale di Legambiente

ore 10.30
LA SFIDA DEI RIFIUTI NEL LAZIO
Coordina Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio
Intervengono
Riccardo Travaglini sindaco di Castelnuovo di Porto (RM)
Alessio Ciacci Asm Rieti
Laura Bruzzechese Assessore all’Ambiente di Oriolo Romano (VT)
Francesco Girardi Asa Tivoli
Raphael Rossi Formia Rifiuti Zero
Mauro Buschini assessore all’ambiente delle Regione Lazio

ore 12,00
DALLE BUONE PRATICHE DI ECONOMIA CIRCOLARE ALLA TARIFFA PUNTUALE
Coordina Giorgio Zampetti responsabile scientifico nazionale di Legambiente
Intervengono
Riccardo Viselli Utilitalia
Enrico Facci coordinatore progetto ISAAC
Eurosintex
Enzo Favoino Zero Waste Italy
Riciclia
Loggia Industria Vernici
Cristiana Avenali Consigliera Regione Lazio

ore 13.30
Premiazione Comuni Ricicloni

Ore 14 Buffet

 

(Il programma programma subire variazioni nell’ordine e nei nominativi)

 

 

 

Pendolaria 2017: Roma Lido peggior linea ferroviaria d’Italia

La Termini-Centocelle è quello con i treni più vecchi d’Italia, 61 anni di media

Treni regionali migliorano con 13 nuovi e diminuisce età media a 13,7 anni

“Nel Lazio i treni regionali si stanno rinnovando, flotta ATAC sempre peggio, metropolitane romane un disastro”

Triste primato della Roma Lido, peggior linea d’Italia, ferrovia di ATAC che continua ad essere al primo posto della poco ambita classifica, una tratta che ha perso negli ultimi  anni il 45% dei passeggeri.

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Festa dell’Albero di Legambiente, nel Lazio e a Roma più ossigeno e verde anche nei Parchi incendiati la scorsa estate

Festa dell’Albero di Legambiente, nel Lazio e a Roma più ossigeno e verde anche nei Parchi incendiati la scorsa estate

“A Roma e nel Lazio da oggi migliaia di nuovi alberi piantati e si continuerà a piantarne per tutta la settimana”

Si festeggia oggi, 21 novembre la Festa dell’Albero con Legambiente e la consueta piantumazione da parte di tante scuole, circoli, associazioni e comitati che stanno piantando ovunque alberi e continueranno fino al prossimo fine settimana.

“Oggi festeggiamo gli alberi, la loro bellezza e la loro straordinaria funzione, piantandone ogni specie in tutto il territorio del Lazio – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – In particolare i nuovi alberi piantati nel parco di Monte Mario, vanno a sostituire con le loro funzioni quelli incendiati la scorsa estate, il senso della festa è anche questo: garantire nuovi alberi dove roghi, crolli rovinosi e sciagurate potature li hanno fatti sparire. Siamo poi felici che protagonisti della giornata siano le aree protette devastate dagli incendi, potendo oggi compesare i disatri causati dai roghi dell’estate, con numerosi nuovi alberi”.

A Roma, infatti, a mezzogiorno in contemporanea con tutti i parchi d’Italia coinvolti, i bambini della Scuola Primaria “Chiodi” hanno piantato Cerri e Aceri a Monte Ciocci, nella Riserva Naturale di Monte Mario con i volontari del cigno verde e alla presenza di Maurizio Gubbiotti presidente di RomaNatura. Nella capitale appuntamenti dovunque durante la giornata, tra i tanti ci sono stati quelli del circolo Legambiente “Le Perseidi” per riempire le conche vuote a bordo strada su via Tiburtina, nel quartiere San Lorenzo e con Legambiente “Aniene” nella scuola “Angeli della Città”. Nel pomeriggio i volontari del Cigno Verde hanno piantato alberi con studenti, genitori e corpo docente nella scuola Carlo Levi di via Castel Giubileo. “A Roma ben vengano nuovi alberi anche a sostituzione di quelli stradali che invece sembrano solo cadere pericolosamente o essere tagliati violentemente senza alcun piano di ripristino. In tal senso abbiamo chiesto all’assessorato comunale all’Ambiente di fornire gli alberi da distribuire a scuole e comitati romani come consueto da ormai oltre vent’anni, ma per il secondo anno consecutivo non abbiamo ricevuto alcuna risposta e nessun albero. Nonostante ciò, ogni scuola o associazione che ne abbia fatto richiesta ha potuto prendere gli alberi provenienti dal Parco Regionale dei Monti Aurinci”.

Oggi e nelle prossime giornate saranno piantati migliaia di nuovi alberi, e Legambiente ringrazia la Regione Lazio che li sta fornendo a tutti, e in particolare la consigliera Avenali che ha spinto ed ottenuto un anno fa, l’adesione istituzionale alla festa dell’Albero da parte della Regione stessa, garantendo così la presenza negli anni, di alberi a chiunque volgia piantarne.
Anche in tutta la Regione, circoli e volontari sono e saranno in azione nei prossimi giorni, oggi hano iniziato a Monte San Biagio (LT) il circolo “Serra Andresone” e la scuola Valle Marina e a Sabaudia il circolo Larus col plesso scolastico San Donato.

Festa dell’Albero di Legambiente 2017 è stata realizzata nazionalmente con supporto tecnico di Associazione Forestale Italiana, Assocarta, Federlegno Arredo e ConLegno

 

 

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Domenica Ecologica, Legambiente anima Via dei Fori Imperiali e presenta lo studio STOP AUTO AL COLOSSEO

Contati oltre 3.300 veicoli a motore l’ora a pochi metri dal più importante monumento d’Italia

“Al Colosseo passano più mezzi a motore che sulle autostrade del Lazio. Vergognoso, ora basta! Il Colosseo non è una rotatoria e il cuore di Roma non è un’autostrada”

“A Roma la sfida di rilancio dei mezzi pubblici inizi togliendo le auto dal Colosseo. Ma da troppi anni non si progetta niente di nuovo per aumentare il trasporto pubblico, e quello che c’è è sempre più scadente”

A Roma tornano le domeniche Ecologiche previste dal piano Regionale di risanamento della qualità dell’aria e Legambiente torna con la sua storica postazione in Via dei Fori Imperiali con animazione per grandi e piccoli. Durante la giornata gli ambientalisti hanno presentato lo studio STOP AUTO AL COLOSSEO esponendo lo striscione IN NOME DEL POPOLO INQUINATO, e pubblicando i risultati del monitoraggio effettuato nell’ultimo anno dai propri volontari, sul passaggio di veicoli a motore all’ombra dell’anfiteatro Flavio.

Sotto al Colosseo passano fino a 3.300 veicoli ogni ora nelle ore di punta della giornata: 73% è costituito da auto private, 18% scooter, 3,5% di taxi, 2,1% i furgoni, 1,5% i bus privati, 0,6% le forze dell’ordine, 0,2% i camion e appena lo 0,6% è rappresentato da bus di ATAC, percentuale praticamente irrisoria. 

Andando ad analizzare gli ultimi dati sul passaggio di veicoli nelle autostrade nel Lazio, risulta più trafficata Piazza del Colosseo rispetto a tutti i tratti autostradali nel Lazio, dove la maggiore densità di vetture risulta essere quella della Roma-Napoli con una media oraria da inizio anno di 2.664 veicoli potenziali ogni ora, secondo dati notiziario trimestrale 2016 di AISCAT.

“Ora Basta! Il Colosseo non è una rotatoria e il cuore di Roma non è un’autostrada, è una vergogna che transitino più veicoli a motore sotto al Colosseo che in qualsiasi autostrada del Lazio – dichiara Roberto Scacchi, Presidente di Legambiente Lazio -. La sfida più grande per chi governa la Capitale è liberarla dalla tenaglia del traffico e dotarla di una rete di TPL moderna e utile a tutti, cominciando proprio dalla liberazione del centro dalle auto private a partire dal Colosseo, programmando e progettando rotaie per Tram, preferenziali per Autobus, tunnel per metropolitane nuove e prolungamenti fuori dal GRA delle vecchie. Gli impressionanti numeri di auto imbottigliate sotto il luogo più importante di Roma sono il risultato di quanto hanno saputo mettere in campo le Amministrazioni Comunali, quella attuale e quelle più recenti, sulla progettazione della futura rete del trasporto pubblico: un nulla totale. Dopo questi numeri disastrosi ci rivolgiamo all’amministrazione, chiedendo quali sono i progetti e i tempi per cambiare rotta, qual è il futuro della linea C oltre il Colosseo, dove saranno posizionati nuovi tram, che fine hanno fatto le pedonalizzazioni e le ciclovie a partire dal Grab. Intanto il divieto di ingresso in centro alle auto di venti anni che scatterà domani è ridicolo, in questo l’attuale giunta semplicemente segue ed esegue passo passo il debolissimo PGTU della precedente amministrazione”.

Legambiente ha conteggiato un numero complessivo di oltre 36.000 veicoli in 12 giornate di monitoraggio durante tutto l’anno e in stagioni diverse: nella giornata dell’8 marzo, tra le 9 e le 10 del mattino, si sono contate punte di addirittura 3.322 veicoli complessivi. Il monitoraggio è stato realizzato nelle giornate del 17 e 18 gennaio, 8, 9 e 10 marzo, 15 e 16 novembre con risultati molto simili tra loro che raccontano di una vera e propria autostrada che passa tutti i giorni ad appena 20 metri dal monumento più importante di Roma e d’Italia.

Il conteggio complessivo riguarda tutti i veicoli a motore che hanno attraversato Piazza del Colosseo nelle giornate di monitoraggio, in direzione Via Labicana, direzione Via Claudia e in direzione Circo Massimo.

L’associazione ambientalista torna con la sua battaglia storica a chiedere che il Colosseo sia salvato dalla tenaglia di automobili, dopo che già nel 2013 aveva raccolto oltre 6.400 firme a sostegno della sua delibera di iniziativa popolare, poi votata in aula Giulio Cesare a Maggio 2014, sia dalla allora maggioranza che dai componenti di quella attuale. Ma dopo la vittoria con la prima fase di pedonalizzazione di Via dei Fori, la strada non ha visto la chiusura completa alle auto, e nella parte più pregiata di Roma, tra Piazza del Colosseo, Via Claudia e Via di San Gregorio, continuano a poter passare tutte le vetture private senza alcun permesso speciale e senza distinzione.

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